

Già
nell'Ottocento questo lido è stato utilizzato dagli austriaci come
presidio militare, per controllare gli attacchi via mare, mentre
durante la seconda guerra mondiale è diventato un avamposto strategico
tedesco per il controllo degli attacchi alleati aerei e via mare: per
questo in tutta l'area sono ancora visibili il Forte Barbarigo,
edificato dagli austriaci, e i resti di numerosi fortini o bunker in
cemento armato, eredità della seconda guerra mondiale. Ca' Roman
comunque è interessante soprattutto sotto l'aspetto
ecologico-naturalistico: infatti, rappresenta uno dei biotopi litoranei
più significativi della costa alto adriatica, ed è ancora possibile
osservarvi specie animali e vegetali ormai rare; per questo è un'oasi
protetta, gestita dalla Lipu, con divieto di caccia.
Per gli isolani di Pellestrina
, l'oasi di Ca' Roman è però soprattutto un luogo dai molti ricordi.
Andavamo lì per stare tranquilli con noi stessi e con la natura, oppure
ci andavamo con zii, fratelli, nonni e amici per esplorare i bunker,
per fare un bel giro in bici o semplicemente per farci una passeggiata.
Piena di dune, popolata da uccelli e da altri animali, si poteva
passeggiare per il bosco e arrivare fino al faro, che si trova in fondo
alla diga, oppure ci si poteva distendere per prendere il sole in
spiaggia.
Tutto
questo, da quando sono iniziati i lavori del Mose, non è più possibile,
perché molte zone sono state recintate, la diga è stata interrotta e
nei sentieri si trovano molte tubature che "ostacolano" il passaggio.
Inoltre, a causa dei lavori si sentono, incessanti e rumorosi, i via e
vai delle ruspe. «Prima che iniziasse la costruzione del Mose»,
racconta Marco, «quando c'erano le belle giornate, io e il mio papà
salivamo in barca, passando per il porto, ci fermavamo in un "ormeggio"
a metà della diga e, una volta attraccati, scendevamo e cominciavamo a
pescare. Se si era fortunati si poteva prendere un branzino...».
Luca
V. - un nostro compagno - 13 anni, racconta che, quando era piccolo,
d'estate ci andava in moto con suo fratello e provava una sensazione di
felicità e libertà. L'ultima volta che c'è stato, è entrato nei bunker
situati al centro dell'oasi. Ma la cosa più divertente era andare a Ca'
Roman quando c'era il ghiaccio. Aveva una gran paura di cadere in acqua!
Daniel
C., 12 anni, racconta: «Io, con mia mamma, i miei zii, i miei nonni,
andavo a Ca' Roman a fare delle passeggiate ogni domenica. Però io e
mio zio Toni andavamo anche a esplorare posti nuovi e avventurosi, come
i bunker e la pineta. Nei bunker con lo zio Toni entravamo con funi e
moschettoni, ci arrampicavamo e, una volta dentro, accendevamo la pila
e proseguivamo addirittura per minuti nei tunnel. Avevo un po' di
paura, ma era tanto emozionante. Ora, qualche volte, vado là a vedere i
lavori del Mose».
Ma
tutto questo stravolgimento servirà a risolvere il problema dell'acqua
alta? Quando le paratie mobili verranno riempite di aria e si
alzeranno, fermeranno l'afflusso dal mare? Il sistema difenderà
Venezia? Lo abbiamo chiesto a un gruppo di nostri concittadini. Per
alcuni isolani il Mose, se funzionerà a dovere, sarebbe un sistema
valido; però altri non sono d'accordo: sostengono che i costi per
costruire e mantenere l'opera sono eccessivi. Altri invece ritengono
che sia un'opera sicuramente importante e con dei buoni fini, visto che
è stata progettata per salvaguardare Venezia dalle inondazioni.
Maurizio V., un pescatore, ci riferisce che, per quanto ha potuto
osservare, i lavori hanno causato molti problemi; la sua impressione è
che si siano allontanati molti pesci. Ma non sono solo gli isolani a
non essere tutti d'accordo, anche alla Lipu (Lega Italiana Protezione
Uccelli) pensano che proseguire il progetto del Mose sia una scelta
sbagliata e pericolosa per la laguna Veneta e per tutti gli animali
presenti.
Secondo
noi e per molte altre persone, è una grande opera e, se funzionerà,
sarà un bene per Venezia, ma non crediamo lo sarà per la sua laguna
che, secondo noi, ne risentirà. Per questo motivo noi e altre persone
speravamo che il Mose non divenisse realtà.
Mattia Vianello, Mattia Menetto, Gianluca Serramondi, Daniel Calabrò, Luca Vian, Marco Scarpa
classe 2.A media "Pietro Loredan"
Pellestrina
Ora
siamo nel 2007 e non vediamo segni di apertura. Per di più, la scorsa
estate un mini tornado ha attraversato l'isola, fracassando i lucernari
che servono a dare luce al palazzetto e facendo crollare parte del
tetto. Per questo è entrata una grande quantità di acqua piovana, che
ha gravemente danneggiato il parquet del pavimento.
Per
farci un'idea più chiara della situazione, siamo andati a
ri-controllare con i nostri occhi e abbiamo notato che le grate di
alcuni pozzetti erano state divelte, alcune pompe antincendio erano
state danneggiate e le porte di ingresso dell'edificio erano bloccate
da alcuni pannelli di legno. Siamo poi saliti sulla tribuna del campo
da calcio, che si appoggia alla parete sud del palazzetto; da lì
abbiamo potuto sbirciare all'interno, da una finestra. C'erano alcuni
estintori strappati, svuotati e gettati nel cortile.
Allora
siamo andati per la seconda volta, un anno dopo, a intervistare Stefano
Stipitivich e il presidente della scuola calcio San Pietro, Alessandro
Ballarin. Entrambi ci hanno spiegato che i gravi danni provocati dal
vento, dalla pioggia e dagli atti di vandalismo, verranno a costare ben
560mila euro. I lavori sono iniziati: si è dovuto riparare il tetto, e
si sta ora rifacendo il pavimento, questa volta in materiale plastico.
Ci hanno riferito inoltre che si sta formando un pool tra associazioni
sportive e culturali dell'isola a cui sarà dato in gestione il
palazzetto. Se tutto andrà bene, verrà finalmente inaugurato a
settembre. Ci saranno nuovi imprevisti o questa volta possiamo fidarci?
Federico Bigon, Claudio Marmi, Simone Zarantonello
classe 2.A media Pietro Loredan
Pellestrina
La
situazione all'interno dei cantieri De Poli è stata al centro di un
vertice tenutosi ieri mattina in procura, davanti al sostituto
procuratore Gianni Pipeschi, il magistrato che sta indagando
suul'incidente costato la vita a Valentin Jencu, l'operaio di
nazionalità romena di 54 anni precipitato da una scala, dieci giorni
fa, mentre stava lavorando su una nave in costruzione. Per quella morte
è indagato un collega di lavoro, di nazionalità albanese, il quale era
ai comandi della gru che, accidentalmente, avrebbe urtato la scala,
facendola cadere.
Il
pm Pipeschi è titolare dell'inchiesta anche sul precedente incidente
sul lavoro avvenuto all'interno dei cantieri De Poli, quello che lo
scorso 7 febbraio scorso, costò la vita ad un lavoratore croato, Panic
Marijan, di 47 anni, caduto da un ponte coperta, da circa sei metri
d'altezza.
Martedì, 29 Maggio 2007 |
Alcuni
dipendenti ci hanno informato che, più di un anno fa, c'era stata una
raccolta di firme tra i lavoratori per avere chiarimenti, ma senza
risposte.
Per
capirci finalmente qualcosa, siamo andate sul posto per avere
informazioni dirette. Abbiamo incontrato il direttore Pier Paolo
Perutto che, molto gentilmente, ci ha fatto vedere il radar e ci ha
spiegato a cosa serve.
Dal
suo ufficio ci siamo diretti nel giardino, davanti a una recinzione,
dove abbiamo notato un cartello, che segnalava lavori in corso. A quel
punto il direttore ci ha fatto entrare nell'area del radar. Abbiamo visto l'antenna molto da vicino; alla sua base, la centralina di controllo.
Ma a cosa serve il radar? Perché è stato collocato in quel punto? «È lì», ci ha spiegato il direttore, «per via del
Mose. Infatti, quando i lavori saranno completati, all'occorrenza le
paratie si alzeranno, mentre le barche saranno "posteggiate" in una
conca - in via di costruzione - e il radar dovrebbe controllare le
barche nella conca di navigazione».
Perutto ci ha assicurato che il radar non è nocivo.
L'antenna, infatti, sarebbe munita del
la tecnologia detta "sector blanking": quando è rivolta verso la zona
abitata spegne automaticamente le radiazioni, che sono invece attive
quando è rivolto verso la bocca di porto.
Resta
comunque pericoloso avvicinarsi a meno di 20 metri e per più di quattro
ore. Questo ci è stato detto a voce, ma nessun cartello lo segnala.
Quest'esperienza
ci ha permesso di risolvere un quesito che gli adulti non erano
riusciti a chiarire e di sentirci cittadine attente e attive.
Elisa Scarpa, Laura Giada
classe 2.A media "Pietro Loredan"
Pellestrina
I
militari dell'Arma si concentreranno, in particolare, sulle opere già
realizzate, ovvero sul cantiere di prefabbricazione dei cassoni del
Mose, a Santa Maria del mare (Pellestrina
nord, lato mare) composto da una piattaforma di notevoli dimensioni,
con bordi alti tre metri sul medio mare, costruita sopra la spiaggia e
protesa in mare per circa 450 metri. Una seconda struttura dovrebbe
essere realizzata successivamente per consentire l'alaggio dei cassoni.
Gli
altri lavori contestati dal ministero dell'Ambiente sono quelli
progettati per la realizzazione di un villaggio per ospitare 400
operai, a Pellestrina nord, sul
lato laguna. Le aree nelle quali insistono i cantieri a cui fa
riferimento Pecoraro Scanio fanno parte di siti di interesse
comunitario, oltre ad essere tutelate da specifici vincoli
territoriali, urbanistici, paesaggistici e ambientali. «Tali cantieri -
scrive il direttore del ministero - non sono mai stati autorizzati.
Infatti, non potendosi ritenere detti cantieri quali opere
complementari, si ritiene assolutamente non sufficiente il parere Via
regionale positivo rilasciato nel gennaio 2005, parere, peraltro,
rilasciato con le relazioni negative del Comune e della Provincia di
Venezia. Risulta anche che il Magistrato alle acque ha recentemente
inviato il progetto del cantiere di Pellestrina nord-lato mare per il parere paesaggistico non alla Commissione di Salvaguardia ma alla Regione Veneto».
Nei
mesi scorsi, nell'ambito dell'inchiesta conoscitiva aperta sulla base
di alcuni esposti degli ambientalisti, il Noe ha già effettuato altri
sopralluoghi in laguna su incarico del sostituto procuratore Stefano
Buccini, senza evidenziare per il momento alcuna irregolarità di natura
penale in relazione alle opere già eseguite.
«Le
contestazioni sono però numerose e documentate - insiste
l'ambientalista Stefano Boato - Il Comune ha denunciato la violazione
di Palav e strumenti urbanistici, mentre l'Unione europea ha aperto una
procedura d'infrazione e ha inviato in laguna una delegazione di
esperti».
Gianluca Amadori
Il provvedimento è stato approvato ieri dalla giunta comunale su
proposta dell'assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi, e sarà
operativo già da oggi, anche se la sperimentazione entrerà nel vivo con
l'avvio dal prossimo orario autunnale, fino al 31 dicembre. Durante
l'estate, e quindi già dal 2 giugno, il servizio di linea 17 viene
infatti potenziato con corse aggiuntive, e ciò consente di evitare le
interruzioni del servizio che avvengono nel periodo invernale. In
pratica, secondo l'accordo sottoscritto tra Ca' Farsetti e Asm,
l'azienda comunale della mobilità, i residenti di Lido e Pellestrina
che non riusciranno ad arrivare in tempo utile per il ferry, potranno
lasciare l'auto al garage comunale per poi andarla a riprendere entro
le 15 del giorno seguente, senza dover pagare. Per arrivare alla
soluzione del problema è stata importante anche un'interrogazione
trasversale promossa dai consiglieri comunali Maurizio Baratello (Ds) e
Michele Zuin (Forza Italia).
Raggiunto
anche l'accordo con Alilaguna per il collegamento Lido - ospedale
civile che verrà assicurato al biglietto di un euro per i possessori di
Carta Venezia, nella fascia oraria in cui non è attivo il servizio Actv.
Annalisa Busetto
L'inchiesta
avviata dal pm Pipeschi e delegata agli esperti dello Spisal, il
Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Ulss
Veneziana, dovrà accertare anche eventuali responsabilità da parte
dell'azienda, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle
normative in materia di sicurezza.Lo Spisal ha già disposto la chiusura
dei cantieri ed è all'opera per verificare le condizioni di lavoro
degli operai di De Poli. Già una volta, in occasione di un precedente
incidente mortale avvenuto lo scorso febbraio, gli ispettori della Ulss
avevano obbligato il cantiere ad adeguarsi ad una serie di prescrizioni
in materia di sicurezza. Da quanto sarebbe emerso nel corso dei primi
sopralluoghi, nella zona in cui stava lavorando Valentin Jencu non
erano state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie.
Conclusi
i rilievi, lo Spisal con molte probabilità presenterà ai De Poli un
elenco di nuovi prescrizioni e i cantieri navali potranno riprendere
l'attività soltanto dopo l'adeguamento alle misure di sicurezza
previste.
Gianluca Amadori
Sono centinaia i lavoratori, interni ed esterni, che attendono con ansia la ripresa della produzione al cantiere navale De Poli di Pellestrina . Tra i metalmeccanici, dopo il drammatico incidente nel quale, sabato, è morto il romeno Valentin Jancu, cresce di giorno in giorno la preoccupazione per il futuro. Come già affermato dalla Fiom nei giorni scorsi, infatti, per tutta la settimana il cantiere navale rimarrà chiuso per consentire al Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spisal) di concludere i necessari accertamenti. «Speriamo che dalla prossima settimana si possa tornare a pieno regime - dicono gli operai - perchè ci sono molte famiglie in attesa».A Pellestrina lavorano 75 dipendenti della De Poli e 400 operai di ditte esterne. Al momento, ricordano i sindacati, l'unica cosa certa è un incontro, fissato per domani, tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale.
Che la possibile riapertura del cantiere non sia imminente lo conferma il lavoro dello Spisal, che terminerà le proprie verifiche soltanto venerdì prossimo. Quasi sicuramente il blocco dell'attività potrebbe protrarsi anche per la prossima settimana e questo non fa che aumentare la preoccupazione degli operai. Lo Spisal, infatti, ha disposto il fermo amministrativo del cantiere: al termine delle verifiche in corso, gli ispettori dell'Ulss ordineranno alla De Poli di adottare una serie di prescrizioni in materia di sicurezza. Successivamente saranno effettuati controlli per verificare se l'azienda ha ottemperato alle indicazioni dello Spisal: soltanto in caso affermativo il cantiere potrà definitivamente riaprire.
Anche che dopo la morte dell'operaio croato, avvenuta lo scorso febbraio, l'azienda era stata obbligata ad adeguarsi ad una serie di prescrizioni in materia di sicurezza. Misure che, a quanto pare, non erano state adottate, però, nell'area del cantiere dove si è verificato l'ultimo incidente mortale.
G.P.B.
(r. br.) Che farà il Magistrato alle acque dopo la formale richiesta della direzione generale del ministero all'ambiente di «sospendere l'approvazione e/o realizzazione» dei «siti di prefabbricazione dei cassoni» del Mose, nonché del «campo logistico base» di Santa Maria del Mare, tutte opere che non avrebbero le necessarie autorizzazioni statali? Per il momento prende tempo. Ieri il presidente del braccio operativo del ministero delle infrastrutture a Venezia, Giovanna Maria Piva, ha scritto al "suo" ministro a Roma, Antonio Di Pietro. Tre paginette per relazionarlo su questo ultimo stop richiesto dal ministero retto da Alfonso Pecoraro Scanio, in attesa di un'indicazione sul dafarsi da Roma. E sempre ieri il Magistrato ha deciso di ritirare "temporaneamente" anche il progetto per il "campo base", quello che dovrebbe ospitare i 400 operai impegnati nella realizzazione dei cassoni, che doveva passare all'esame della commissione di salvaguardia. Un effetto, pure questo, dell'intervento del ministero dell'Ambiente?
L'ingegner Piva nega e si dice tranquilla su tutti i fronti. «Questa decisione l'avevamo già presa la settimana scorsa, dopo l'incontro con i rappresentanti della delegazione di Pellestrina (che avevano guidicato l'opera troppo impattante per l'isola, ndr.). Stiamo valutando soluzioni alternative, ecco perché abbiamo ritirato il progetto. La coincidenza con la richiesta del ministero dell'Ambiente è solo una fatalità». Il presidente non entra, per il momento, nel dettaglio delle alternative: «Il supporto logistico andrebbe fatto in loco, ma tra le ipotesi c'è anche quella che gli operai si spostino. Vedremo. C'è ancora tempo per decidere, potrebbero essere 15 giorni o 2 mesi. La realizzazione dei cassoni, d'altra parte, non inizierà che dopo l'estate». Ma il ministero vi chiede di sospendere le opere e avviare la procedura per ottenere l'autorizzazione statale? «Sono osservazioni che ritengo non siano esattamente pertinenti - replica l'ingegner Piva - e prima di dare una risposta ho sottoposto la questione al ministro Di Pietro. Le osservazioni, comunque, non sono sull'andamento dei lavori, ma sui cantieri correlati. Abbiamo tutto il tempo per risolvere questa questione senza bloccare nulla».
Fin qui la posizione del Magistrato alle acque. In commissione di salvaguardia, però, il ritiro del progetto sul campo base è stato vissuto come un "colpo di teatro". E Stefano Boato, il rappresentante del ministero dell'ambiente, attacca: «Per tre volte in commissione, e oggi (ieri ndr.) è stata la quarta, avevo chiesto un chiarimento sulle procedure. I vari rappresentanti, imbarazzati, hanno sempre rinviato la risposta. E ora arriva questa asettica dichiarazione di sospensione. Non sono questi i modi di un corretto rispetto reciproco».
Il Rapporto annota la mancanza di trasparenza progettuale e il fatto che le autorizzazioni vengono rilasciate per stralci, di fatto impedendo di poter prevedere gli impatti; e segnala come il mutamento dei tempi di residenza dell'acqua in laguna comporterà in futuro conseguenze a tutti gli habitat lagunari, non soltanto a quelli direttamente interessati dai lavori alle bocche di porto. In particolare si denuncia alla diga di San Nicolò di Lido, la distruzione di 2,1 ettari di un'area Sic (sito di interesse comunitario) e la profonda alterazione di un altro 1.3 ettaro; a Punta Sabbioni, pr il porto rifuglio, la distruzione di 2,8 ettari di area Sic con lagune costiere; per la nuova isola artificiale, la distruzione di circa 9 ettari di fondale di laguna e l'alterazione profonda di almeno altri 6 ettari. A S. Maria del Mare si riscontra la distruzione di 330 metri di spiaggia e di circa 2,5 ettari di habitat e l'occupazione di 14 ettari di demanio marittimo; ad Alberoni, rischiano di scomparire pozze salmastre di sifonamento; in questa bocca di porto, sono previste significative modifiche dei flussi e delle velocità delle correnti di marea, e possibili fenomeni di erosione dell'isola di Pellestrina in caso di vento di bora. Al porto rifugio di Ca' Roman, la distruzione di 4,5 ettari di aree Sic e l'alterazione di altri 2 ettari in area Sic; la perdita definitiva di 3 ettari di battigia e litorale, e di habitat elettivi di nidificazione di fraticello e fratino.
Riguardo l'irregolarità dei lavori, ieri il Ministero dell'Ambiente ha inviato una lettera al Magistrato alle Acque in cui chiede di sospendere la realizzazione dei siti di prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili e del campo logistico di base di S. Maria del Mare perchè privi di autorizzazione. «Il sindaco non si dà pace e cerca strumentalmente ogni occasione per confondere le idee alla gente - commenta il consigliere comunale di FI, Michele Zuin - La presentazione del Rapporto è solo un'altra questione mediatica creata ad arte per continuare a fare confusione sulla questione Mose».
Daniela Ghio
Su scala provinciale lo sciopero di ieri dei metalmeccanici era articolato in vari modi. Alla Fiancantieri i blocchi sono stati di due ore ad inizio e due ore a fine turno, al Petrolchimo la protesta si estenderà anche ad oggi, alle Officine aeronavali il blocco è stato ieri pomeriggio, all'Alcoa ieri e oggi e all'Aprilia nel pomeriggio di ieri.
La risposta dei lavoratori, secondo quanto sostenuto dai sindacati di categoria è stata molto netta e questo non fa che confermare, una volta per tutte, la delicatezza della situazione. I più esposti, come al solito, sono i dipendenti delle ditte esterne che alla De Poli sono quasi 400 su un totale, invece, di 75 dipendenti interni. «Mentre alla Fincantieri il rapporto è di un dipendente ogni due esterni - dice Giorgio Molin, segretario provinciale della Fiom - alla De Poli il rapporto è quasi di uno a quattro. L'azienda non può dire che ha fatto sempre la sua parte, perchè anche questo incidente conferma che deve rispondere anche degli esterni. Come metalmeccanici coinvolgeremo Cgil, Cisl e Uil per intervenire su un settore, quello degli appalti, strategico e caratterizzato da un'illegalità molto diffusa».
Ora i sindacati di categoria stanno aspettando di essere convocati dall'Associazione degli Industriali per discutere su questi argomenti e da come si stanno mettendo le cose, con l'indagine della magistratura ancora in corso, è probabile che tutta per tutta la settimana il cantiere rimarrà inattivo.
La direzione, infatti, non ha ancora stabilito quando la produzione riprenderà definitivamente.
Sul fronte giudiziario, intanto, il sostituto procuratore Stefano Buccini sta esaurendo le ultime incombenze, poi sarà il collega Gianni Pipeschi (competente per area) a coordinare l'inchiesta. Il magistrato sembra intenzionato ad approfondire la dinamica dell'incidente, cioè come mai la scala su cui si trovava l'operaio si trovasse nel raggio d'azione della gru che poi lo ha investito. Dall'autopsia dovrebbero arrivare notizie più certe sulle cause della morte, che comunque dovrebbero essere ricondotte ai politraumi subiti dopo il volo di una quindicina di metri.
G.P.B.
Il merletto più lungo del mondo "si anima" nell'isola di Pellestrina , e celebra l'identità di un luogo e la forza di una comunità che vuole dialogare con l'esterno. Il progetto si chiama "Community based art project", e verrà presentato sabato 16 giugno all'Associazione Murazzo, l'antica scuola del merletto di Pellestrina .
L'idea nasce da un gruppo di quattro artiste - Lisa Castellani, Enrica Cavarzan, Maria Zanchi, Gloria Safont-Tria in collaborazione con Love Difference (www.lovedifference.org) e Cittadellarte-Fondazione Pistoletto -, abilissime nel coinvolgere centinaia di persone in un'attività tradizionale che si va ormai perdendo, insieme al senso di comunità. Al lavoro, infatti, non solo le merlettaie più esperte, ma anche i neofiti, le associazioni isolane e quelle collegate a Pellestrina , gruppi di lavoro da tutta Italia e dall'estero, persino gli uomini di Pellestrina , che stanno collaborando all'organizzazione dell'evento. E non solo, anche i bambini delle scuole elementari hanno realizzato alcuni pezzi della striscia (lunghi in totale 43 metri) grazie all'appoggio delle insegnanti. Da ottobre 2006 a maggio 2007 sono stati realizzatiben 350 metri di merletto.
Il merletto, che raffigura le case e gli edifici tipici isolani, rappresenterà un monumento a Pellestrina , isola lunga e stretta (circa 11 chilometri con una larghezza massima di 150 metri), proprio come la striscia di merletto. Il 16 giugno, alle 16, la cerimonia di presentazione del merletto più lungo del mondo, alla presenza delle associazioni locali, delle autrici, del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che consegnerà alla cittadinanza di Pellestrina una targa per l'impegno dimostrato nella realizzazione del progetto. Ci saranno anche Michelangelo Pistoletto, direttore artistico di Cittadellarte, promotrice e sostenitrice del progetto.
Info: Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, via Serralunga 27 - 13900 Biella; tel.: +39 015 28400; fax: +39 015 2522540 - www.cittadellarte.it -
É arriva ieri la lettera con cui il Ministero del l'ambiente chiede al Magistrato alle acque di sospendere la realizzazione dei siti di prefabbricazione dei cassoni del Mose e del campo logistico di Santa Maria del Mare perchè privi di autorizzazione. Opere «sostanzialmente diverse da quelle precedentemente individuate nell'ambito del progetto del 2003 - scrive la Direzione Generale per la Salvaguardia ambientale del Ministero - e per le quali si ritiene necessario l'assoggettamento alla procedura di Via di competenza statale». Uno stop che riaccende la polemica. In un duro comunicato il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, se la prende con il ministro Anfonso Pecorario Scanio: «Ma di quale Governo fa parte? Ma chi sei tu Pecoraro Scanio per venire a Venezia a tentare di bloccare i cantieri del Mose? Ma chi sei e che vuoi da noi, che siamo una regione che rispetta leggi e procedure? Al presidente Romano Prodi e al consiglio dei ministri chiedo se sono al corrente di quanto fa questo Pecoraro, che ritiene illegale tutto ciò che è stato progettato per realizzare il Mose. Dimettiti, se sei contro il tuo Governo, un Governo che ha deciso di salvare Venezia costruendo il Mose».Galan ne ha anche per il sindaco: «Mi sorprende non poco ritrovare Massimo Cacciari a fianco di una così pessima compagnia. L'ho detto già altre volte e lo ripeto: caro Massimo, quando fai il sindaco estremista contro il Mose, offendi l'intellettuale e il filosofo che è in te». Immediata la risposta del la vicepresidente dei deputati Verdi, Luana Zanella: «Non si comprende lo scandalo sollevato dai più ferventi sostenitori del mega progetto del le dighe mobili. La lettera inviata al Magistrato del le acque di Venezia non è un manifesto politico ma una constatazione puntuale di questioni tecnico-procedurali ineccepibili. I toni del le critiche svelano una certa allergia alla legalità».
Ieri Cacciari ha presentato anche il rapporto sull'impatto ambientale del sistema Mose sugli habitat del la Laguna di Venezia del l'Osservatorio Naturalistico del la Laguna che è stato consegnato alla Direzione generale Ambiente del la Commissione europea e dove si afferma che i lavori stanno distruggendo gli habitat naturali del la laguna, inclusi in siti Natura 2000.
Un
periodo delicato, quindi, per la sicurezza sul lavoro all'interno del
cantiere: «Forse ci vorrebbe un po' di più attenzione anche da parte
degli addetti ai lavori, sulle condizioni in cui ci si trova - dice il
presidente della delegazione di Zona, Domenico Gorin - Oggi siamo tutti
tristi e addolorati, dal punto di vista umano, per quanto è accaduto.
Situazioni del genere insegnano che ciò non è successo in oltre
cinquant'anni può capitare in un secondo. La speranza è che cose del
genere non debbano accadere mai più. Sarà compito della magistratura e
dei sindacati valutare quanto è accaduto e chiarire eventuali
responsabilità. Ciò che posso dire è che la presenza del cantiere De
Poli è importantissima per la vita dell'isola: l'azienda dà lavoro a
tantissime persone e rappresenta la seconda fonte di introito, dopo la
pesca».
Parole
commosse sono giunte anche dal parroco di Sant'Antonio, don Massimo
Ballarin. Ieri sera, in suffragio di Valentino Iancu, è stata celebrata
una santa messa. «Questi lavoratori che arrivano dall'estero -
sottolinea il sacerdote - si integrano poi molto bene nella nostra
comunità e sono trattati come fratelli».
Intanto
l'area del cantiere interessata all'incidente rimane sotto sequestro in
attesa che venga disposta l'autopsia. Il sistituto procuratore Stefano
Buccini ha già aperto un'inchiesta.
La nuova tragedia si è materializzata ieri alle 10. L'operaio stava lavorando sempre sulla stessa nave in cui si era verificato il primo decesso. Iancu, si trovava su una scala, ancora nel ponte coperta ed era a quindici metri d'altezza. Secondo una prima ricostruzione dei fatti la scala è stata urtata accidentalmente da una gru in movimento e questo episodio avrebbe provocato la caduta dell'uomo. L'operaio ha perso l'equilibrio ed è precipitato al suolo, morendo sul colpo. Il personale del "118" con il medico di guardia è arrivato in pochi istanti in cantiere. Ma, purtroppo, per Valentino Iancu, non c'era già più nulla da fare. Sul posto il personale dell'Ivep. Sotto gli occhi dei primi soccorritori si è presentata una scena agghiacciante.
«Dovevamo tentare la rianimazione sul paziente - racconta il medico di guardia - ma allo stesso tempo, stare attenti a quanto succedeva sopra le nostre teste. Tutto era pericolante, c'era rischio non solo per i lavoratori ma anche per noi. Incredibile che uno possa salire a quindici metri d'altezza senza alcuna protezione. La scena dell'uomo esanime a terra è stata straziante e difficile da vedere anche per noi. Nella zona, comunque, i rischi erano notevoli e sotto gli occhi di tutti».
Sul paziente è stata tentata, purtroppo inutilmente, anche una prima rianimazione ma non c'era nulla da fare. Il primo referto medico parla di decesso sul colpo avvenuto a causa di un trauma cranico e facciale violentissimo, con emorragia interna. Sul posto, nel frattempo, per i rilievi di legge, sono intervenuti i carabinieri, della locale stazione di Pellestrina , dipendenti dalla compagnia di Chioggia, e i vigili urbani dell'isola. Alle 11.45 è arrivato sul posto anche il medico legale, dottor Sergio Lafisca. Immediatamente tutta l'attività del cantiere è stata sospesa: per ieri e oggi (domenica) sono stati indetti due giorni di lutto. Tutti i lavoratori sono stati rimandati a casa. E è probabile che domani (lunedì) i lavoratori si riuniranno in assemblea sindacale. E', dunque, un periodo "nero" per la sicurezza sul lavoro all'interno del cantiere "De Poli". Due morti, in tre mesi rappresentano un bilancio pesantissimo, mentre in precedenza, in cinquantaquattro anni di attività non era mai successo nulla. Subito si sono susseguite le reazioni e richieste per sorvegliare su una maggiore sicurezza dei lavoratori. Tra gli interventi anche quello dell'avvocato Francesco Mario d'Elia, che ha chiesto una maggiore sicurezza dei lavoratori.
Lorenzo Mayer
Da quest'anno tutta la diga sarà accessibile, senza più delimitazioni, anche se, per completare i lavori, mancano ancora circa tre mesi che verranno recuperati in autunno, dal prossimo ottobre in avanti. E' stata, perciò, data la disponibilità anche ad una federazione sportiva intenzionata ad organizzare, proprio, sulla diga di San Nicolò una gara di pesca sportiva. A Pellestrina , invece, fin da questa stagione, l'arenile sarà più accessibile grazie a cinque varchi, nella barriera di sabbia, che verranno realizzati grazie all'asporto di sabbie e ripristino di delimitazioni laterali con corrimani in legno. Il Consorzio Venezia Nuova realizzerà l'intervento, dopo un sopralluogo avuti con la municipalità il 26 aprile scorso. «Dispiace - conclude Gusso - che su un tema così importante per la comunità di Pellestrina , la delegazione di Pellestrina non abbia partecipato al sopralluogo».
Una cosa è certa. I disagi per i lavori in corso incominciano a farsi sentire. Ne hanno parlato Gorin e Scarpa al presidente del Magistrato nel corso di un incontro quasi in "forma privata", a cui non hanno voluto invitare nemmeno il presidente della municipalità Giovanni Gusso. In particolare, i due rappresentanti del centrodestra hanno chiesto spiegazioni in merito all'ipotesi di veder sorgere a Pellestrina un villaggio che ospiterebbe circa 500 operai impegnati nei lavori. L'ingegner Piva, da parte sua, ha spiegato che la proposta è ancora in fase di studio: saranno necessari, prima che eventualmente si arrivi alla fase operativa, alcuni pareri. Ancora troppo presto, quindi, per entrare nel merito del dibattito. La presidente, comunque, ha assicurato il proprio interessamento alla questione, offrendo la disponibilità ad un nuovo incontro quando il progetto sarà in fase più avanzata. E' stato, poi, garantito lo svolgimento di alcuni lavori che miglioreranno la fruizione della spiaggia. «Siamo molto soddisfatti - hanno dichiarato, al termine, Gorin e Scarpa - già il fatto di essere arrivati ad incontrare la presidente in persona per noi è stata una conquista. Abbiamo trovato nell'ingegner Piva una grande disponibilità e per questo vogliamo ringraziarla. Per noi un villaggio da 500 operai, su una popolazione di 5.000 persone, rischierebbe di essere troppo impattante per l'isola».
Nel pomeriggio, poi, c'è stato il sopralluogo di An, tra Ca' Roman e Santa Maria del Mare. Una delegazione nutrita che ha toccato con mano i disagi che sta patendo l'isola: niente spiaggia, né dighe, problemi nei collegamenti... Ed ecco l'idea di chiedere una "compensazione". «Abbiamo verificato che l'impatto dei cantieri è importante - riferisce lo stesso Speranzon -. In quest'isola, che era stata messa a dura prova dal '66, i lavori del Mose non vengono messi in discussione. Ma le difficoltà sono innegabili e non è stato dato nulla in cambio. Per questo chiederemo a tutte le istituzioni che siedono in comitatone di ripagare Pellestrina con delle opere». Innanzitutto con la messa in sicurezza della strada che va dotata di pista ciclabile e marciapiede. E poi, magari, anche con un tunnel di collegamento al Lido e magari anche a Chioggia. «I fondali delle bocche di porto comunque saranno cementificati - conclude Speranzon - e allora perché non pensare alla costruzione di un tunnel. Si risparmierebbe il ferry. E sarebbe una garanzia per l'isola».
Altro tema: l'abolizione dell'articolo 17 che introdurrebbe una logica discrezionale da parte degli uffici negli atti da fornire ai consiglieri. «Un problema per cui siamo finiti davanti al difensore civico, segretario e direttore generale - ha riferito Speranzon -. La logica della municipalità è ormai quella di fare delibere quadro che danno mandato alla giunta di decidere del merito, ad esempio, per l'assegnazione dei fondi alle associazioni. Il nostro consigliere di Favaro aveva chiesto di vedere quattro di queste delibere, non gliele volevano dare. Ora glielo hanno ordinato. Ma con questo articolo vorrebbero mettere un limite a questa possibilità». Infine c'è la questione delle donne. «Qui siamo nel campo del ridicolo. Hanno inserito delle proposte generiche e assurde, come quella di tener conto del genere per gli orari delle convocazione. Cosa vuol dire? É demagogia».
«Siamo di
fronte ad una collaborazione esemplare - commenta il presidente del
Veneto Giancarlo Galan - tra Regione ed autorità ecclesiastiche, che ha
consentito di intervenire su un bene culturale non in modo parziale e
discutibile, come purtroppo capita di vedere, ma con un restauro
radicale e completo. Un ringraziamento è d'obbligo, credo, da parte di
tutti all'ex parroco don Vittorio Vianello che si è prodigato per
presentare il progetto e ha creduto nella sua realizzazione.
All'attuale parroco, don Pierangelo Laurenti, che ha raccolto questa
impegnativa eredità e la sta portando a termine, rivolgo l'auspicio che
il Tempio possa essere restituito al culto della popolazione di Pellestrina
per la festa del 4 agosto 2008, con il ritorno nel santuario risanato e
restaurato dell'immagine sacra della Madonna, attualmente collocata
nella chiesa parrocchiale».
Niente
di meglio quindi di un giorno insieme, trascorso tra acqua e cielo, e
condito dalle prelibatezze locali preparate dai soci della Remiera Pellestrina .
Al momento del commiato, è avvenuto uno scambio di doni; Cavallino ha portato ceste di prodotti della sua terra, Pellestrina
ha invece regalato tre imbarcazioni, due pupparini e una gondola. La
remiera isolana, è oggi interessata da lavori mirati a sviluppare ed
ampliare la già notevole attività. Si sta realizzando infatti un
rimessaggio per le barche e un coperto di 400 metri quadri.
Annalisa Busetto
Nell'intento
degli organizzatori però le finalità sono più profonde: favorire un
interscambio culturale e sociale tra le realtà che vivono due isole,
molto vicine (Lido e Pellestrina
), ma che solo di recente, accorpate in un'unica Municipalità,
cominciano a marciare su binari comuni. Per favorire tale simbiosi
bisogna però guardare al futuro, rivolgendosi a coloro che lo
rappresentano: gli alunni delle prime classi elementari delle due isole.
La
"Finestra sul Volontariato", organismo sorto su iniziativa
dell'Osservatorio delle Politiche Sociali del Comune, ha titolato
questo 1. Torneo di Calcio a C. Leuzzi e D. Nordio due compianti
volontari dell'AISM, associazione alla quale i giovani calciatori hanno
dedicato un simbolico contributo. Le partite di entrambe le isole (dopo
una prima fase martedì al campo sportivo comunale) si disputeranno
anche oggi, giovedì 10 maggio. L'appuntamento è alle 10.30 al campo
sportivo di Pellestrina .
La
premiazione, con la presenza degli assessori Miraglia, Murer,
Simionato, sarà a seguire presso l'Istituto Comprensivo "P. Loredan" di
Pellestrina .
Verrà
consegnata una Coppa itinerante in memoria di Alvise Maschietto,
past-president dei Giovani Albergatori veneziani, mancato proprio
durante una partita di calcio a scopo benefico.
Daniele Milani Vianello
L'episodio
è successo ieri verso le 17. Il giovane era al lavoro quando ha perso
l'equilibrio ed è caduto battendo la testa. Quando i soccorritori del
118 sono giunti sul posto, il ragazzo era in preda a una crisi
convulsiva.
Non
è chiara la dinamica dell'incidente: al vaglio di medici e forze
dell'ordine, intervenute per i rilievi, se il giovane sia caduto per
aver perso l'equilibrio durante l'attività oppure se a causare
l'incidente sia stata la crisi convulsiva. Fatto sta che Federico
Busetto ha battuto la testa e ha avuto un trauma cranico, per fortuna
non grave. È stato quindi subito trasportato d'urgenza in elicottero
all'ospedale di Mestre dove, dopo le prime cure in Pronto soccorso, è
stato tenuto in osservazione per scongiurare complicazioni. Il giovane
è stato comunque giudicato dai medici fuori pericolo di vita.
Un
connubio tra queste due realtà, ultraventennale, che ha permesso il
progetto ambizioso e importante dell'Istituto Comprensivo: il recupero
delle tradizioni popolari, che sono patrimonio imprescindibile
dell'isola di Pellestrina .
E,
tra queste tradizioni, si annovera appunto la voga alla veneta; sia dal
punto di vista teorico, con la storia, le tradizioni e le tecniche, ma
anche, e soprattutto dal punto di vista pratico, tanto da essere
inserito nel Piano dell'Offerta Formativa (Pof).
Una manifestazione quindi, dalla doppia valenza, dove sport e cultura vanno a braccetto.
Bravissimi
i ragazzi, tutti di prima e seconda media, qualcuno appena affacciatosi
al mondo della voga, che hanno condotto una gara, dal percorso limitato
vista la poca esperienza, con grande determinazione e spirito
agonistico.
Primi
classificati, in questa gara dove i vecchi campioni del remo alla
giuria e all'arrivo, Sergio Tagliapietra Ciaci, Palmiro Fongher,
Pasquale Scarpa, Amelio Gavagnin e Romano Vianello, si sono
complimentati per la grinta dei ragazzi, Nicola Ballarin e Andrea
Rosada, con la mascareta gialla.
Il
momento delle premiazioni, si è allargato ad altri riconoscimenti; è
stato premiato il miglior poppiere, Manuel Zennaro, il miglior
proviere, Giulia Scarpa, l'equipaggio più giovane, composto dagli
undicenni, i gemelli Daniele e Manuel Zennaro, e gli equipaggi
femminili, Marika Vianello-Chiara Ballarin e Giulia Scarpa- Sara
Scarpa. Uno speciale riconoscimento è andato ai migliori
studenti-atleti, Gianluca Serramondi e Mattia Menetto.
Il
dirigente scolastico Prof. Roberto Sintini, insieme al presidente della
Municipalità Giovanni Gusso, ai rappresentanti del MIUR e del Csa,
hanno offerto un riconoscimento pure agli organizzatori storici della
manifestazione: al prof.Giovanni Scarpa, collaboratore esterno, e al
prof. Stefano Stipitivich.
Tutti
i premi, le targhe e i doni, sono stati offerti dalle realtà
economiche, artigianali e associazionistiche dell'isola. Ordine
d'arrivo: 1°- canarin, Nicola Ballarin, Andrea Rosada, 2° -bianco,
Enrico Busetto, Mattia Vianello, 3° celeste, Marika Vianello, Chiara
Ballarin, 4° - viola, Daniele e Manuel Zennaro, 5°- rosso, Luigi
Vianell, Gianluca Serramondi, 6°- verde, Giulia e Sara Scarpa, 7°-
arancio, Samuele e Roberto Ballarin, 8°- rosa, Mattia Menetto, Luca
Vian.
Annalisa Busetto
Una
regata su mascarete quindi, dove le atlete, tutte campionesse della
Storica, hanno offerto al pubblico presente, numerosissimo, per la
bella giornata di festa, e rigorosamente in bicicletta, una valida
dimostrazione di questo sport.
Prima
dell'inizio, vi sono stati alcuni imprevisti che hanno provocato la
riduzione di tre imbarcazioni, pur non compromettendo la qualità della
dimostrazione. La regata, combattuta con professonalità e spirito
agonistico, ha visto la vittoria, della mascareta rosa, condotta da
Gloria Rogliani ed Elisabetta Martini.
Al
termine, le atlete e gli spettatori sono confluiti nel piazzale della
sede della Remiera, dove sono avvenute le premiazioni dirette dal
presidente della Remiera, Gianantonio Gavagnin, e dai familiari di
Celeste Zennaro, che hanno offerto medaglie d'oro a tutte le regatanti
e le bandiere.
Ospite,
il vicesindaco Michele Vianello. Ordine d'arrivo: 1° rosa, Gloria
Rogliani e Elisabetta Martini, 2° giallo, Romina Catanzaro e Rossana
Scarpa, 3° bianco, Anna Campagnari e Marta Signorelli, 4° viola,
Rossana Nardo e Nausica Cimarosto, 5° rosso, Gabriella Lazzari e Debora
Scarpa, 6° celeste, Elena Tosi e Germana Zanella.
A.B.