mercoledì 28 ottobre 2009

Chiesa affollatissima per i due giovani diaconi

Suggestiva la cerimonia celebrata dal vescovo per il portovirese Alberto Ferro e l’amico Giovanni Vianello

Grande partecipazione di fedeli dal’intero Delta, ma anche dell'isola di Pellestrina
(ben 4 corriere di convenuti) per le e ordinazioni diaconali nella
parrocchiale "Visitazione di Maria Santissima a Santa Elisabetta" di
Donada, di due grandi amici: Alberto Ferro 37 anni, residente in Donada
ed appartenente proprio alla parocchia donadese, e Giovanni Vianello,
24 anni proveniente dalla parrocchia Ognissanti di
Pellestrina.
     
La cerimonia di domenica scorsa è iniziata alle 15 e si è partiti in
corteo dalla casa canonica attigua alla chiesa. Circa una quarantina
gli ecclesistici presenti (dai seminaristi ai diaconi, ai sacerdoti
della vicaria e della diocesi di Chioggia), che hanno fatto il loro
solenne ingresso in chiesa.

      E la chiesa, era gremita come
forse non mai (basti pensare che per la sola comunione, sono occorse
oltre 700 particole). A celebrare il suggestivo sacro rito, che si è
protratto fino alle 16,30, il vescovo monsignor Adriano Tessarollo. Tra
le autorità civili, il sindaco Geremia Gennari con fascia tricolore.
Alla fine del rito, tutti in piazza Marconi, dove erano stati allestiti
quattro grandi gazebo per festeggiare.

"Le emozioni del tempo perduto", in mostra la pittura di Vittoria Risi


VENEZIA - (R.P.) L’inaugurazione della mostra personale di Vittoria
Risi - a Ca’ Vendramin Calergi, sede lagunare del Casinò - ha sorpreso
favorevolmente buona parte degli intervenuti (critici compresi): i
quadri esposti infatti, riuniti sotto il titolo dal sapore proustiano
“Il tempo perduto”, presentano un’indubbia qualità pittorica: frutto
degli studi all’Istituto d’Arte prima e all’Accademia di Belle Arti
poi, mescolati alle suggestioni e ai colori provenienti dagli ambienti
lagunari dell’isola natale,
Pellestrina.
La curiosità era forte, perché Vittoria Risi è una famosa (forse la più
famosa, grazie a personalità e bellezza) attrice hard italiana. Il noto
pittore Ludovico De Luigi ha introdotto la serata, parlando di opere
“sognate e sognanti, afferenti ad una astrazione per sensibilità vicina
ai più bei Turner”, con “colori ed emozioni che rivelano la sua
venezianità”. Anche il presidente del Casinò, Mauro Pizzigati, ha
sottolineato la qualità delle tele, e lo sforzo del Casinò nel
concedere spazi anche a nomi non ancora affermati. Fra i presenti, il
regista teatrale Gianni De Luigi, direttore dell’Istituto Commedia
dell’Arte Internazionale, che ha anticipato: presto la Risi frequenterà
sotto la sua guida un corso di recitazione, che la dovrebbe portare a
interpretare, sul palcoscenico, la più famosa cortigiana veneziana:
Veronica Franco.


Al via la rimozione dei rifiuti abbandonati vicino al cimitero


Al via l’intervento di rimozione di tutti i materiali abbandonati nella
discarica abusiva, sorta qualche anno fa dietro il cimitero di
Pellestrina.
Lo comunica con una nota l’assessore all’ambiente Pierantonio Belcaro
dicendosi “estremamente soddisfatto della cosa”. Tale discarica sorge
in parte in terreno demaniale e in parte in proprietà privata. Ciò ha
reso difficile l’intervento. Infatti, le procedure per la rimozione
erano state attivate da Comune e Municipalità già due anni fa, l’anno
scorso la zona è stata messa in sicurezza, ma soltanto oggi, dopo il
sopralluogo dell’Ulss, visto che c’era amianto, e di Veritas, si sono
iniziati gli interventi di rimozione dei duecento e venti metri cubi di
materiale vario presenti. «Con questa operazione che viene effettuata
nell’area pubblica - aggiunge Belcaro - appare evidente il nostro
interessamento all’ambiente e anche all’isola di
Pellestrina».
      Annalisa Busetto

domenica 25 ottobre 2009

Nasce il gemellaggio tra "caparozzolo" e tortellino


(L.M.) Gemellaggio culturale e gastronomico tra Pellestrina e il Comune
di Valeggio sul Mincio della provincia di Verona. La manifestazione è
stata organizzata dal neonato consorzio “Pellestrina servizi”, che ha
l’obiettivo di rivitalizzare l'isola in tutte le sue componenti,
turistiche, produttive e artigianali. Il gemellaggio ha previsto anche
l'abbinamento del tortellino di Valeggio con il "caparozzolo" di
Pellestrina. L’iniziativa già presentata a Valeggio (alla presenza del
consigliere provinciale Gianni Sopradassi, e di alcuni soci del
comitato Sant Antonio, esibitisi ai fornelli), verrà ripetuta a
Pellestrina: l'isola ospiterà gli artigiani che prepareranno i
tortellini in riva alla laguna.

Alberto Ferro diacono e don Cremonese parroco


(e.m.) Alberto Ferro, donadese, e Giovanni Vianello dell'isola di
Pellestrina, hanno fatto insieme il primo passo nel diaconato in
cattedrale a Chioggia, ed ora intendono perfezionare tale passo
insieme: hanno scelto di abbracciare il diaconato permanente (che è una
tappa verso la pienezza del sacerdozio), oggi alle 15 in chiesa a
Donada. Questo è il luogo in cui è residente da sempre Alberto Ferro
che sarà (quando verrà il momento) il primo sacerdote donadese dopo
circa 50 anni. Una giornata molto intensa anche per il vescovo Adriano
Tessarollo ed un momento particolarmente importante anche per la chiesa
portovirese. Nella vicina parrocchia di San Bartolomeo Apostolo
giungerà il nuovo parroco don Giuseppe Cremonese.

sabato 24 ottobre 2009

Un grazie sincero a quelle infermiere


Desidero esprimere, attraverso le pagine del "Il Gazzettino" un
sentito ringraziamento all’infermiera dell’ambulatorio di cardiologia
dell’Ospedale Civile di Venezia, che giovedì mattina 8 ottobre, mi ha
aiutato, con indescrivibile umanità, comprensione, e gentilezza a
superare una crisi di panico che ostacolava l’esecuzione dell’Egg, a
cui dovevo sottopormi in previsione di un intervento chirurgico.
     
In quel momento mi sentivo smarrita e fragile, ma nella sfortuna di
tanto malessere ho avuto la fortuna di trovare una persona comprensiva,
carica di un’umanità indescrivibile.
      Grazie infinite a te
(anche se non so il tuo nome) ed alla tua collega, persone come voi
confermano che malgrado si continui a credere che i sentimenti non
abbiano più spazio nella nostra società, l’amore per il prossimo è
sempre vincente e chi fa del bene nel futuro troverà sempre la serenità.
     
Cristina Tiozzo    
     
Pellestrina

mercoledì 21 ottobre 2009

Vende pesce "porta a porta": multa da 10mila euro


(L.M.) “Pizzicato” dalla Guardia di Finanza del Lido mentre vendeva,
portandolo a casa di porta in porta, del pesce fresco appena pescato.
Non solo ha visto i possibili guadagni andare in fumo, ma una stangata
è in arrivo. Insomma una mattinata amara, davvero da dimenticare. Un
pescatore di
Pellestrina è stato fermato,
ieri mattina, al Lido dalle fiamme gialle che gli hanno sequestrato
circa venti chili di pesce che teneva in motorino, senza le necessarie
cautele, e che stava consegnando ad alcune famiglie della zona. Oltre
al sequestro della merce, il venditore ambulante abusivo dovrà pagare
una multa di 10mila euro. I prodotti, infatti, erano tutti privi delle
etichette che, per la merce esposta in vendita, dovrebbero indicare la
tipologia di prodotto.

domenica 18 ottobre 2009

A Pellestrina il duo Guglielmo-Mabilia


Dopo i recenti successi ottenuti da Andrea Bacchetti, I Virtuosi Veneti
e il Trio di Parma, il Festival Galuppi e della Musica propone per oggi
alle 17, nel santuario della Madonna dell'Apparizione di
Pellestrina,
un altro concerto cameristico di rilievo, affidato al prestigioso duo
violino-clavicembalo formato da Giovanni Guglielmo ed Ezio Mabilia. In
programma autori della scuola settecentesca, da Albinoni, Biber,
Tartini e Vivaldi; ingresso per invito, cui farà seguito un piccolo
rinfresco. 
Pellestrina si raggiunge, per chi abita a Venezia, con l'autobus Actv linea 11 che parte da Lido - Piazzale Santa Maria Elisabetta.

sabato 17 ottobre 2009

La Provincia regala 4 caorline Ma Pellestrina contesta i criteri


(T.C.) Donazione con polemica. Questa mattina, all’isola della Certosa,
la Provincia di Venezia assegnerà quattro caorline ad altrettante
associazioni remiere: Francescana, Caorle, Murano, Sant’Erasmo. Un
progetto iniziato con la precedente amministrazione provinciale, che
l’attuale giunta sembra voler proseguire ed incrementare per favorire
lo sviluppo della voga alla veneta. Intermediario dell’operazione è
Giovanni Giusto, presidente del Coordinamento nazionale delle
associazioni remiere; secondo una prassi usata, infatti, la Provincia
assegna in comodato d’uso le caorline al Coordinamento, il quale le
concede alle remiere prescelte. Sì, ma indicate da chi? «Dalla stessa
Provincia - risponde Giusto - noi le prendiamo solo in carico. Le
domande di concessione, infatti, vengono inviate dalle associazioni
direttamente all’amministrazione provinciale che decide». Non la pensa
così la remiera
Pellestrina, che, a
fronte di queste odierne concessioni, esterna tutta l’amarezza per
bocca del presidente Giannantonio Gavagnin: «A noi non tocca mai nulla
- dice Gavagnin - eppure la nostra è un’attività intensa, tradizionale
e meritoria, proveniente da un’isola che tanto ha dato a Venezia e alla
voga. A questo punto dico che quando il mondo del remo avrà bisogno di
noi,
Pellestrina non ci sarà».
Dispiaciuta Rita Zanutel, già assessore provinciale allo Sport nella
precedente amministrazione: «Io stessa ho raccomandato alla remiera di
Pellestrina
di inviare una domanda scritta - ha detto la Zanutel - Il loro
documento è giunto ultimo fra i 50 pervenuti. Nella scelta
amministrativa si è tenuto conto delle diverse necessità e dei tempi di
richiesta».

venerdì 16 ottobre 2009

De Poli, la palla passa al giudice

Il commissario deposita l’approvazione del concordato

(L.M.) Il commissario giudiziale, dottor Emilio Borella, depositerà tra
oggi e lunedì la sua relazione con la quale certificherà al giudice
Rita Rigoni, che i creditori hanno accettato la seconda proposta di
concordato preventivo per evitare il fallimento dei cantieri navali De
Poli a Pellestrina. Monte dei Paschi, anche con la controllata
Antoneveneta, e Unicredi, come noto, hanno dato il via libera alla
seconda proposta che è passata con il voto favorevole del 70 per cento
dei creditori. Il piano presentato dagli avvocati Mauro Pizzigati, e
Giampaolo Cortellazzo Wiel, ha centrato il bersaglio e ieri a
mezzanotte sono scaduti i termini. L’omologa del concordato nella
migliore delle ipotesi potrebbe arrivare non prima di fine anno. Alcuni
creditori potrebbero anche fare opposizione e frenare i tempi di
attuazione. La stima dei debiti del cantiere arriva fino a 136 milioni
di euro. «L’incasso di 50 milioni che si prevede di realizzare per
rientrare – dice Borella – non è solo data dalla vendita delle tre navi
ma anche dalla vendita dei beni immobili per 14 milioni, e da vari
contributi per 20 milioni».

Tra i giovani cresce il consumo di droga


Da una parte l’aumento, tra i giovani, dell’uso di alcol, droga e
disturbi alimentari. Dall’altra, però, anche la ricerca di punti di
riferimento forti, come amicizia, famiglia. Molti dei ragazzi sono
anche iscritti ad associazioni e vanno a caccia di punti di
riferimento, mentre il mondo del social network e l’ambiente
privilegiato dove stringere amicizie.

      Questo il ritratto che
emerge dei giovani del Lido e Pellestrina, da una ricerca fatta tra gli
adolescenti dai 12 ai 18 anni. A distanza di un anno dai primi dati
presentati in commissione consiliare, l’indagine è stata completata: i
dati raccolti sono stati portarti e confrontati anche nelle scuole dove
erano stati raccolti e ulteriormente confrontati.

      Ne è uscito
un quadro finalmente definitivo, a chiusura di circa due anni di
lavoro, che verrà presentato lunedì alle 14.30 a Pellestrina, alla
scuola “Loredan”, in un incontro moderato dal dottor Vittorio De
Michele, e poi al Lido, il 28 ottobre alle 17.30 all’ex liceo
“Orseolo”, in un dibattito coordinato dal dottor Giulio Bergamasco. La
ricerca si è svolta all’interno di un progetto più ampio intitolato
“Città Sane” del Comune, che, come noto, ha l’obiettivo di promuovere e
favorire la salute e la qualità della vita dei cittadini. E’ stato
coinvolto un gruppo di lavoro voluto dalla Municipalità - coordinato
dal delegato alle politiche sociali Giannandrea Mencini in
collaborazione con la Programmazione Sanitaria del Comune - costituito
da amministratori, professionisti, tecnici del Comune e dell Ulss 12
veneziana, varie associazioni, medici di Medicina Generale aderenti al
Progetto Co.me.fa.re (Comune Medici di Famiglia in Rete).

      Il
nucleo operativo ha scelto di progettare un’indagine rivolta agli
adolescenti isolani che, attraverso la somministrazione di un
questionario ai ragazzi, prendesse in considerazione il loro stato di
salute nel senso più ampio del termine, ossia la loro condizione di
benessere psicofisico, sociale ed emotivo. Nei dati viene rilevato
anche che fuma un ragazzo su due, nonostante il 90 per cento lo reputi
dannoso, sempre il 90 per cento dei ragazzi non ha subito né è stato
protagonista di atti di bullismo, mentre il 70 per cento dei ragazzi
conosce qualcuno, ancher tra i giovanissimi coetanei, che fa uso di
sostanze stupefacenti
.

Ca’ Farsetti "anticipa" i finanziamenti della Regione per il disinquinamento


C’è un altro aspetto che è emerso durante l’audizione in commissione
consiliare a Ca’ Farsetti sulla Cittadella della giustizia. L’assessore
Rumiz (nella foto) ha voluto ricordare che in assenza di finanziamenti
in base alla Legge speciale anche per quel che riguarda l’ex
Manifattura Tabacchi, l’impegno del Comune rischia di vanificarsi,
anche in virtù di un altro importante "accordo di programma" che
riguarda
Pellestrina e le opere di
disinquinamento che, svolte in collaborazione con la Regione, ha messo
Ca’ Farsetti nella condizione di "anticipare" 16 milioni di euro per
l’intervento, stanziamento che avrebbe dovuto dare Palazzo Balbi, ma
che non ha potuto concedere per non sforare il "patto di stabilità".

De Poli, le banche approvano il nuovo concordato preventivo


Monte dei Paschi, anche con la controllata Antoneveneta, e Unicredit
hanno dato il via libera alla seconda proposta di concordato preventivo
per evitare il fallimento dei cantieri navali De Poli di
Pellestrina.
Come il Gazzettino aveva già anticipato lo scorso 4 ottobre, le banche,
esposte con oltre 100 milioni di euro su una previsione di 136 milioni
di debito complessivo, hanno votato a favore del piano presentato, lo
scorso agosto, dagli avvocati Mauro Pizzigati, docente di diritto
fallimentare all’università Ca’ Foscari e Giampaolo Cortellazzo Wiel.
In realtà i termini per le votazioni scadranno solo oggi a mezzanotte,
mentre è attesa per domani la relazione del commissario giudiziale
Emilio Borella al giudice delegato dal tribunale, Rita Rigoni. Ma, già
ieri, gli istituti di credito hanno fatto pervenire il proprio assenso,
questa volta non più solo di massima, ma ufficiale. E così sono state
raggiunte le maggioranze necessarie a condurre in porto il concordato.
La vendita delle tre navi è data per certa, con precise fideiussioni
bancarie a garanzia, e questo ha sbloccato la delicata partita. Inoltre
tutti gli “asset” aziendali sono stati piazzati e con le opportune
garanzie. E sono state proprio le maggiori garanzie sulla vendita delle
navi, da parte di acquirenti stranieri interessati, la carta vincente.
Dalla vendita delle tre navi si potranno incassare circa 50 milioni di
euro, cifra pari al valore dell’ipoteca bancaria su di esse, e quindi
l’importo che si andrà ad incassare finirà interamente agli istituti di
credito.

      Lorenzo Mayer

mercoledì 14 ottobre 2009

Venezia, in laguna a pesca di turisti

Convertire le barche al trasporto di persone
Così l’isola di Pellestrina reagisce alla grave crisi del settore

Le imbarcazioni, che prima venivano impiegate per pescare i
caparozzoli, ora saranno convertite per il trasporto di persone per
dare modo ai turisti di visitare i vivai e compiere escursioni in
laguna. Una svolta storica per l’isola veneziana di Pellestrina.
D’altro canto il crollo della pesca e il crac dei cantieri navali De
Poli hanno portato l’economia di Pellestrina sull’orlo del precipizio.
Un’emergenza anche sociale con circa cinquecento famiglie, se non di
più, in grave difficoltà finanziaria. I numeri parlano chiaro: circa
cento operai della De Poli sono a casa, senza percepire un euro, dallo
scorso dicembre, mentre i pescatori da almeno sei mesi non escono per
una battuta di pesca in laguna. E il numero di iscritti alle
cooperative, in un biennio, si è dimezzato, tanto che domani ci sarà
una nuova manifestazione di protesta.

      Ma per far fronte alla
crisi e cercare di voltare pagina è nato in isola il consorzio
“Pellestrina servizi” che ha l’obiettivo di rivitalizzare l'isola in
tutte le sue componenti, turistiche, produttive e artigianali. Tutto è
partito circa quattro anni fa da un progetto del consigliere
provinciale Gianni Sopradassi. “Non ci può essere una monocultura
economica – spiega Sopradassi – la produttività di un’isola intera non
si può reggere solo sulla pesca. Occorre mettere insieme, e
diversificarle, tutte le potenzialità. A questo serve il consorzio”.
Sopradassi racconta della trasformazione più eclatante, anche sotto
l’aspetto dell’immagine. “Le barche dei pescatori, che oggi sono ferme
al palo perché nessuno va più a pescare da sei mesi – argomenta il
consigliere del Pdl – si possono impiegare per un progetto di
“pesca-turismo”, cioè attirare un turismo diverso e nuovo e portare la
gente a visitare i casoni e i vivai. Già 3-4 imbarcazioni sono
operative con questo tipo di trasformazione”. Presidente del consorzio,
che attualmente conta su nove aziende, è Angelo Bianchini, campione
mondiale di offshore e profondo conoscitore della laguna. “Oltre al
progetto di pesca turismo – annuncia Bianchini – puntiamo ad avviare
piccoli stabilimenti balneari, alcuni “bed and breakfast”, e un
campeggio. Così può risorgere l’economia”.

martedì 13 ottobre 2009

Giudecca, per non dimenticare

Un video sull’affondamento della motonave avvenuto a Pellestrina nel 1944

Una video inchiesta di Enrico Mengotti sull’affondamento della motonave “Giudecca” avvenuto a Pellestrina
il 13 ottobre del 1944. Proprio oggi ricorre il 65. anniversario di
quel giorno drammatico per la comunità isolana e il regista lidense ha
deciso di ricavarne un film documentario. Un filmato che non cancelli
la memoria di quel giorno anche tra i ragazzi e che, soprattutto per le
giovani generazioni, diventi un monito alla pace e alla concordia.
Perciò, assume un significato simbolico ancora maggiore che oggi si sia
al lavoro per completare l’opera e siano iniziate le interviste ai
sopravvissuti dell'affondamento del piroscafo “Giudecca”. Il filmato si
sviluppa su due piani sequenza: tra interviste a chi quel giorno c’era,
e ricostruzione storica di quel tragico evento, pochi minuti prima
dell'affondamento da parte di aerei anglo-americani. La ricostruzione
storica, attraverso una fiction con immagini in bianco e nero, cerca di
essere il più fedele possibile e potrà essere ripercorsa
scenograficamente grazie alla collaborazione di Franco Scarpa Barche
(all'epoca aveva dieci anni e ricorda lucidamente quel giorno) e dalla
popolazione d
Pellestrina (merlettaie,
pescatori, bambini delle scuole elementari dell'isola). La consulenza
storica è del professor Sergio Ravagnan di Chioggia. Sceneggiatrice del
filmato Maria Grazia Belluomini, moglie del regista mentre le riprese
sono opera di Rossana Molinatti, interviste e regia appunto di Enrico 
Mengotti. “Per la gente di Chioggia,
Pellestrina
e Venezia – spiega Mengotti - il tragico affondamento del piroscafo
“Giudecca”, continua ad essere un forte monito contro errori ed orrori
della guerra. Il filmato oltre a rendere omaggio ai poveri morti di 65
anni fa, ripudiando la violenza, vuol tendere alla pace. Il
documentario durerà circa mezz’ora: punteremo a proiettarlo nei
circuiti della municipalità del Lido e
Pellestrina,
nelle scuole tra i ragazzi e nelle rassegne minori. Il significato del
lavoro vuol essere anzitutto educativo. Giovedì, anche grazie alla
collaborazione con Actv, gireremo le ultime riprese a bordo di una
vecchia motonave e nell’isola di
Pellestrina, importantissime sono state le varie interviste e testimonianze raccolte tra la gente”.

lunedì 12 ottobre 2009

Aggrappati alla De Poli

Dopo il crack dei cantieri di Pellestrina, i fornitori sono a rischio
«Con il concordato le piccole aziende non avranno un euro»

C’è chi, per far fronte ai debiti, ha dovuto sacrificare in vendita una casa di proprietà a Pellestrina,
oppure chi è stato costretto a mettere in liquidazione la stessa
azienda, in quanto i circa 300 mila euro, mai percepiti per le
forniture garantite ai cantieri navali De Poli di
Pellestrina,
rappresentavano circa un terzo del fatturato annuale. Una cifra che è
linfa vitale per pagare i dipendenti e proseguire l’attività
produttiva. Senza questi introiti, si rischia la chiusura. Dietro la
vicenda della storica azienda di
Pellestrina
ci sono tante storie di piccole aziende che senza gli introiti che
erano stati concordati, sono ora in grave difficoltà finanziaria.
Alcune sull’orlo del tracollo, altre a rischio di fallimento. Il crack
dei famosi cantieri di
Pellestrina,
dunque, ha messo nei guai decine di piccole aziende, presenti tra i
circa 800 creditori, che ora sono in ansia sugli sviluppi della
vertenza. Se la seconda ipotesi di concordato preventivo è stata
accolta, anche se ancora informalmente, dalle banche, non altrettanto
dicono artigiani e piccole aziende. Quest’ultimi anche qualora il
concordato preventivo (e la conseguente omologa) andasse a buon fine,
rischiano di non vedere riconosciuto nemmeno un euro del proprio
lavoro. Nell’elenco delle aziende a rischio ci sono la “Carpen-Fer” di
Bruno Cassoli con un credito di 100 mila euro, la “Crt impianti” di
Ravenna di Andrea Tomei, esposta per 300 mila euro. «Anche fossero
piazzate sul mercato le tre navi – dicono alcune ditte creditrici – si
incasserebbero circa 50 milioni di euro, che andrebbero tutti alle
banche, essendoci, sulle navi, un’ipoteca di 52 milioni. Se anche noi
vedessimo riconosciuti i nostri diritti, ci vorrebbe la vendita del
cantiere, quotato 14 milioni di euro, per il quale però al momento non
ci sono acquirenti interessati. Per i dipendenti e fornitori a questo
punto è meglio il fallimento: se si vendono le navi ai fornitori non
sarà dato un soldo e verranno finite altrove». Le piccole aziende,
dunque, dicono no al concordato e votano per il fallimento. Ma si
deciderà altrove: a determinare saranno gli istituti di credito,
anzitutto Monte dei Paschi di Siena, con la controllata Antonveneta, e
Unicredit, esposti con oltre 100 milioni.

domenica 11 ottobre 2009

Carrizzada Santi Vito e Modesto. Divieto di transito


(L.M.) A Pellestrina un’ordinanza della
municipalità ha istituito, fino al 28 novembre prossimo, il divieto di
transito, in carrizzada santi Vito e Modesto. Il provvedimento
permetterà ad Insula di effettuare i lavori di allacciamento del
collettore del quarto lotto di
Pellestrina.

Altri dieci denunciati Sequestrati 1600 chili

Blitz della Finanza che ha sorpreso i pescatori immersi fino alle spalle. Stop anche a due barche a Pellestrina

I metodi sono tornati quelli tradizionali: immersi fino alle spalle
nelle acque miti della laguna soprattutto in questa stagione per
raccogliere con gli attrezzi di un tempo, quasi rudimentali, le
vongole. Insomma, addio barchini con motori potenti e attrezzature a
rastrello che danneggiavano l’ecosistema e soprattutto i fondali.

     
Ed è così che l’altra notte un gruppo di vongolari è stato scoperto
mentre pescava abusivamente dagli uomini del Reparto operativo
aeronavale della Guardia di Finanza al comando del colonnello Alberto
Catone. Un blitz vero e proprio nel cuore della notte nel tratto di
laguna e di barena tra Murano e Fondamente Nuove con dieci persone
denunciate a piede libero, otto residenti in centro storico e nelle
isole, due siciliani originari di Agrigento. Tutti sono stati
denunciati per danneggiamento ambientale e inosservanza alle norme che
disciplinano la pesca in laguna. Oltre ai dieci denunciati, le Fiamme
Gialle hanno sequestrato una tonnellata e mezza di vongole, quattro
imbarcazioni da pesca e attrezzatura illegale varia tra cui anche
settecento metri di rete.

      Ma non è tutto. In un’altra
operazione poco distante, i finanzieri della stazione navale di
Chioggia hanno effettuato un altro blitz sequestrando due pescherecci
al largo di
Pellestrina e che avevano a
bordo altri seicento chilogrammi di vongole prive di attestazioni
sanitarie. I responsabili delle due imbarcazioni sono stati segnalati
per una sanzione amministrativa. Dall’inizio dell’anno il Reparto
aeronavale della Guardia di Finanza di Venezia ha denunciato una
trentina di persone, ha segnalato amministrativamente oltre 400
individui e sequestrato ben 25 mezzi navali. Nel complesso il materiale
ittico pescato sequestrato ammonta a nove
tonnellate.
      Paolo Navarro Dina

venerdì 9 ottobre 2009

Qualità dell’aria in laguna, Pellestrina migliora

I rilevamenti fatti a Portosecco sono in linea con quelli di Venezia. Polveri sottili oltre il limite solo 2 giorni

La qualità dell’aria a Pellestrina è ai livelli di quella di Venezia e
sta migliorando. Dal 21 maggio al 7 luglio l'assessorato all'Ambiente
ha attivato una campagna di monitoraggio della qualità dell'aria a
Portosecco, con una stazione mobile del sistema gestito da Arpav. Sono
stati analizzati monossido di carbonio, anidride solforosa, ossidi di
azoto, ozono, metano, idrocarburi non metanici e benzene. Analizzati
anche particolato inalabile, idrocarburi policiclici aromatici e alcuni
metalli (arsenico, cadmio, mercurio, nichel, piombo). Nel periodo di
rilevazione (48 giorni) le polveri sottili PM10 (che calano in tutto il
Comune) hanno superato il valore limite giornaliero previsto dalla
normativa in 2 giornate; per l’ozono è stato registrato il superamento
dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana in
16 giornate. I dati raccolti sono stati confrontati con quelli
registrati nel medesimo periodo nelle stazioni della rete di Sacca
Fisola, Parco Bissuola e Via Circonvallazione. Per quanto riguarda i
valori medi, quelli registrati a Portosecco (29 µg/m3) sono del tutto
analoghi a quelli delle stazioni di Sacca Fisola e di Parco Bissuola,
mentre sono inferiori rispetto a quelli di Via Circonvallazione (38).
Il numero di giorni di superamento rilevato presso il sito di
Pellestrina (2 giorni su 48) è stato percentualmente uguale al sito di
Sacca Fisola a Venezia (2 giorni su 48).

Commemorazione del "Giudecca"


Domenica 11, alle 11, nella chiesa arcipretale di Ognissanti a
Pellestrina, si terrà una messa in ricordi delle vittime
dell’affondamento della motonave "Giudecca" avvenuto per un’incursione
aerea nel 1944. Prima della cerimonia religiosa ci sarà un corteo da
Sestier Zennari. Una corona d’alloro sarà deposta sul monumento alle
vittime e sul cippo dei Caduti. Una corsa speciale Actv è prevista alle
9.15 da Riva Schiavoni a Pellestrina.


Abete "grazia" un giocatore del Pellestrina


Il presidente della Figc Giancarlo Abete ha concesso la “grazia” al
calciatore Williams Busetto (Pellestrina) annullando la squalifica che
scadeva il 2 giugno 2010. In Seconda categoria ammenda di 100 euro al
Cavarzere “per aver sollecitato ed ottenuto dall'arbitro la concessione
di 1’ di raccoglimento nonostante la negata autorizzazione”. In
Eccellenza due giornate di squalifica a Marco Destro (Sottomarina), in
Seconda categoria quattro giornate di squalifica a Nico Pera (Meolo).
(m.del.)


Nella rete i pescatori di vongole "chimiche"

Due abusivi denunciati: avevano raccolto 500 chili di molluschi nelle zone delle "dighette" a Fusina

Settecento chili di vongole sequestrate e successivamente rigettate in
acqua. E in questo totale figurano anche i 500 chili che sono stati
bloccati ieri notte nella zone delle "dighette", davanti a Fusina.

     
I carabinieri del Nucleo natanti in questi giorni hanno avviato
un’articolata offensiva in laguna per cercare di combattere la pesca
abusiva. Uno degli aspetti principali di questa problematica è quello
sanitario e per questa ragione gli uomini del Nucleo natanti sono
andati proprio a Fusina, area da sempre preclusa alla pesca per motivi
igienico-sanitari (e anche logici verrebbe da dire).

      A ridosso
dell’area industriale sono stati fermati due pescatori abusivi di
Pellestrina che, a bordo di una vongolara professionale, stavano
pescando con il rastrello vibrante. La verifica dei carabinieri ha
permesso di ritrovare 500 chili di molluschi e per i due pescatori è
scattata la denuncia. Sequestrate, oltre alla barca, anche le varie
attrezzature. In precedenza i carabinieri erano andati a Murano, nel
canale Bisatto, dove due pescatori di Treporti e Burano stavano agendo
in un’area proibita alla pesca e muniti di attrezzature del tutto
vietate. Dopo il sequestro di 100 chili sono così scattate le denunce.
La verifica si è poi conclusa con un’ispezione a Punta Sabbioni dove
tre persone, con attrezzatura subacquea, avevano già raccolto 30 chili.
Altri due pescatori sono stati sorpresi nel canale Ondello, sprovvisti
della licenza, e in questo caso sono stati bloccati altri 100 chili di
vongole. È così scattato il sequestro amministrativo del pescato e
dell’attrezzatura e sono state inflitte due multe.

     
«Complessivamente - affermano i carabinieri di San Zaccaria - sono
stati sequestrati 700 chili di vongole subito rigettati in acqua per un
valore di 4mila euro, le barche bloccate valgono 100mila euro mentre le
multe ammontano a mille euro. Nove i pescatori irregolari identificati.
I molluschi, oltre a non avere la documentazione sanitaria, provengono
da zone interdette alla pesca per motivi igienico-sanitari (come l’area
a ridosso del polo industriale di Porto Marghera) dove è alta la
presenza di metalli pesanti e diossine nei fondali». Secondo i militari
di San Zaccaria ci sono seri pericoli per i consumatori che, senza
nemmeno saperlo, rischiano di acquistare prodotti inquinati e anche
nocivi alla salute.

      Il Gazzettino proprio due giorni fa aveva
denunciato che nella zona delle cosiddette "dighette", a ridosso del
Petrolchimico, ogni notte c’è un gran via vai di caparozzolanti. Del
resto soprattutto nei canali industriali interni al Petrolchimico le
vongole crescono a ritmi vertiginosi grazie all’acqua calda della
centrale Enel di Fusina e ai "nutrienti" che provengono dagli stessi
canali, inquinatissimi. I vongolari abusivi da sempre pescano in quella
zona le vongole che poi finiscono nei nostri piatti. E negli ultimi
tempi la presenza dei barchini in tutte le zone vietate della laguna è
aumentata in modo spropositato. Ormai si trovano caparozzolanti abusivi
ai due lati del ponte della Libertà e addirittura in Canal salso dove
c’è una concentrazione unica di veleni.

martedì 6 ottobre 2009

Vittoria Risi, dall’hard all’arte


È un sogno che si avvera. Finalmente. Cullato fin da piccola sui banchi
di scuola quando - tra un problema e un dettato - si divertiva a
colorare con disegni fantastici i fogli bianchi del suo grande album. E
ora, dopo i successi raccolti come attrice hard in tutta Italia e non
solo, Vittoria Risi - veneziana doc di Pellestrina - si accinge ad
affrontare una nuova avventura umana nel mondo dell’arte. È una sfida
difficile, forse la più importante quella che l’aspetta, per lei
sicuramente la più attesa e desiderata. Il 23 ottobre prossimo,
infatti, si inaugura a Ca’ Vendramin Calergi - sede del Casinò
veneziano - la sua prima personale di pittura dal titolo "Il tempo
perduto". Nell’occasione esporrà sette grandi tele tutte incentrate sul
tema della vita, che riflettono uno stile originale e già chiaramente
collaudato, che lei stessa ama definire «astratto atmosferico». «Con
questa mia mostra - spiega con un pizzico di emozione Vittoria Risi -
vorrei poter esprimere a tutti la mia passione per un momento culturale
a cui mi sento quasi di appartenere, vale a dire il periodo letterario
di Proust, con le sue nostalgie legate al ricordo emotivo. Ma un po’ mi
ispiro anche a Turner per le sue atmosfere romantiche, che sfociano
quasi in una sorta di irreale astrattismo. Ecco è proprio questo forte
senso nostalgico della memoria e dell’immagine che vorrei trasmettere
con i miei quadri». Emozioni e sensazioni che prendono forma e colore -
come Vittoria confessa - in un meraviglioso contesto della natura: è la
laguna di Venezia, infatti, che accompagna la nascita dei suoi dipinti.
Uno scenario sicuramente familiare - anche se lontano dalla sua isola -
quello che lei ha scelto come suo atelier, un rifugio segreto dove ama
dar sfogo alla sua antica passione, nata prima all’Istituto d’arte e
perfezionatasi poi all’Accademia. «Nelle sue opere - annota il famoso
pittore veneziano, Ludovico De Luigi - affiora un lato altamente
poetico, anzi la sua vera e profonda identità. Sognate e sognanti
astrazioni dove gli oggetti perdono la loro connotazione materiale, per
lasciare il posto all’anima».


Il business delle vongole da «abusive» a regolari


E’ una nuova primavera per i caparozzolanti. Ma solo per quelli che
hanno vinto il terno al lotto di avere la concessione davanti a Fusina.
E, tra tutti, in particolare di quelli che si trovano più vicini al
Petrolchimico - come la coop. Agrimol. Del resto, si sa, da sempre le
vongole che crescono davanti all’area industriale sono "deluxe" grazie
all’acqua calda e a tutte le schifezze che escono da Marghera. Le
vongolette si "gonfiano" e diventano quelle prelibatezze che ci
troviamo nei piatti. Quelle vongole sono talmente piene di veleni che
da sempre è vietata la pesca nelle zone a ridosso del Petrolchimico e
in canale dei Petroli. Questo non toglie che da sempre davanti al
Petrolchimico ci sia ogni notte la ressa, con vongolari che arrivano da
Chioggia e da
Pellestrina, da Mestre e da
Punta Sabbioni. Ma fino ad un paio d’anni fa, almeno, si lottava ad
armi pari tra forze dell’ordine e caparozzolanti. Adesso invece è
cambiato tutto. Grazie alla Provincia. Non quella nuova, quella vecchia
di Davide Zoggia - e chissà se è un caso che Vania Falcone della coop.
Agrimol sia andata in lista con Zoggia portando a casa la bellezza di
185 voti per l’ex presidente alle ultime elezioni.

      Ma veniamo
alla storia, raccontata pari pari da uno che di mestiere fa proprio
questo, il caparozzolante. Partiamo dalla zona. La chiamano zona delle
dighette - 200 ettari di laguna - tra Fusina e la cassa di colmata, a
pochi metri dal canale dei Petroli. Lì si sono piazzate un certo numero
di cooperative di pescatori di Chioggia,
Pellestrina
e San Pietro in Volta. La zona è da sempre ritenuta una "nursery" delle
vongole e per anni e anni era stata tenuta libera proprio perchè il
novellame cresceva come da nessun’altra parte. I vongolari parlano di
un tappeto di vongole che arrivava a due metri di profondità e che si
rinnovava con estrema facilità forse proprio grazie alle acque calde
della centrale Enel di Fusina. Fatto sta che le vongole che nascono lì
sono considerate buone, non inquinate. Ecco perchè riuscire a piazzare
un allevamento di vongole da quelle parti era come vincere un terno al
lotto. I primi a piantare il paletto davanti a Fusina sono stati quelli
della cooperativa Agrimol - una trentina di soci - di Chioggia e della
cooperativa Camel - 30 soci - di San Pietro in Volta. La concessione
aveva sollevato un vero vespaio un anno e passa fa, al punto che la
Provincia - assessore Luigi Solimini - era stata costretta a rilasciare
le concessioni anche ad altre coop. e cioè Faro azzurro, Covemo, Opm e
La cavana, che insieme rappresentano quasi la metà degli operatori
della molluschicoltura lagunare, che operano tra Chioggia,
Pellestrina
e San Pietro. Certo, non era stata una cosa semplice. Gli esclusi
semplicemente prima avevano minacciato ritorsioni in stile guerra delle
vongole dei tempi passati e poi si erano rivolti alla Procura. Solimini
ha messo d’accordo tutti distribuendo qualche ettaro di laguna a testa.

      E adesso sono tutti tranquilli. Vediamo perchè. Il meccanismo
- racconta il caparozzolante - è questo. «Noi abusivi andiamo a pescare
davanti al Petrolchimico, come sempre. Poi, quando la barca è piena,
andiamo a scaricare le vongole del Petrolchimico dentro la concessione
lagunare. Le vendiamo ad 1 euro al chilo, 25 euro per una cesta da 25
chili. Chi ce le compra le lascia lì un po’ e poi le porta al centro di
depurazione, a Chioggia o al Cavallino. Tanto i controlli vengono fatti
a campione ed è difficile che li beccano. E così le vongole da
avvelenate si trasformano in vongole veraci, genuine, pronte al
consumo.» Facile, no?

      E rapido perchè una vongola ci mette
almeno 18 mesi a diventare di medie dimensioni e due anni per diventare
bella grossa. Ma quelle del Petrolchimico sono direttamente pezzature
giganti, senza dover aspettare. Ma che cosa è cambiato rispetto ad un
paio di anni fa? Anche allora si utilizzava lo stesso metodo, pesca e
poi pluff, le vongole che finiscono dentro l’allevamento. Non lo
facevano tutti, però...

      La differenza è che, prima di questa levata di ingegno della Provincia, i caparozzolanti che partivano da Chioggia o da Pellestrina
per andare a fare razzia di vongole davanti al Petrolchimico di Porto
Marghera dovevano mettere in conto le "improvvisate" della Finanza. E’
vero che davanti alla sede di San Giorgio ci sono da sempre le
"vedette" che, per modici 100 euro al giorno, stanno di guardia e
avvisano, via telefono, se parte anche solo un canotto dalla Guardia di
Finanza, ma il rischio era elevato comunque. Per quanto potenti fossero
le barche, comunque il tragitto Petrolchimico-Chioggia è lungo,
lunghissimo. E poi la Finanza aveva "sgamato" questa storia delle
vedette e i caparozzolanti, per evitare di farsi prendere, erano
costretti addirittura, ogni volta che arrivavano le Fiamme gialle, a
disfarsi del telefonino buttandolo in acqua. Altrimenti gli agenti
ricostruivano tutte le telefonate ed era un guaio. Ma adesso è tutto
più facile. Dalle concessioni all’area del cosiddetto "ponte di
Brooklyn" del Petrolchimico, sono esattamente 640 metri - assicura il
caparozzolante. Una sgasata e sei dentro la concessione e lì nessuno
può farti più niente. Sei in regola.

      E così ogni giorno e ogni
notte le barche escono, vanno a pescare davanti al Petrolchimico e
riempiono le concessioni di vongole avvelenate. Che finiscono nei
nostri piatti.



domenica 4 ottobre 2009

Crisi De Poli, banche vicine al salvataggio

Primi segnali per superare le difficoltà

Le banche hanno dato un primo ok, anche se di massima e ancora
informale, al secondo concordato preventivo per evitare il fallimento
ai cantieri navali De Poli di
Pellestrina.
Pare vicina ad una svolta, anche se ci vorrà ancora del tempo per avere
un quadro definitivo, la vicenda della storica azienda di
Pellestrina,
per decenni fiore all’occhiello e simbolo della produttività
nell’isola. Un espressione di voto ufficiale da parte dei colossi
bancari, è bene chiarirlo subito, ancora non c’è. Ed è probabile che il
verdetto definitivo arriverà solo a ridosso del limite dei 20 giorni di
tempo lasciati ai creditori per esprimersi. Il conto alla rovescia è
scattato la scorsa settimana, dopo l’adunanza dei creditori ch ha fatto
scattare le procedure. Fino all’altro ieri, infatti, sul tavolo del
commissario giudiziale Emilio Borrella, non era arrivato alcun nuovo
voto, dopo quelli già raccolti nella prima udienza in tribunale in cui
sono state illustrate le linee guida del nuovo concordato. Si sa, che,
un ruolo decisivo sulla vicenda, l’avranno proprio gli istituti di
credito, in particolare Monte dei Paschi di Siena, anche con la
controllata Antonveneta, e Unicredit E proprio dai creditori più
esposti sono giunti segnali distensivi, incoraggianti. Arrivato il
primo placet ora si sta lavorando sugli approfondimenti. Nella proposta
di concordato, presentata dagli avvocati Mauro Pizzigati, docente di
diritto fallimentare proprio all’università Ca’ Foscari e Giampaolo
Cortellazzo Wiel tutti gli “asset” aziendali sono stati piazzati e con
le opportune garanzie. E sono state proprio le maggiori garanzie sulla
vendita delle navi di acquirenti interessati far propendere verso il
“sì”. La vendita delle tre navi è data per certa, con precise
fideiussioni bancarie a garanzia, e questo ha sbloccato la vicenda. Se,
da una parte, la situazione debitoria accertata è aumentata da 113 a
136 milioni, e quindi il concordato è partito in salita, dall’altra le
banche, che erano già state preventivamente contattate prima di
depositare il secondo concordato, hanno confermato una buona
disponibilità, grazie agli acquirenti interessati alle navi sul
mercato. Ad incaricare lo studio legale Pizzigati – Cortellazzo di
formulare questa nuova strategia sono stati gli stessi titolari del
cantiere Davino De Poli e la figlia Chiara. Arrivare all’accettazione
del concordato significherebbe, infatti, evitare il trauma del
fallimento, riprendere (sotto altra gestione) l’attività produttiva e
quindi continuare a lavorare negli appalti intrapresi.

      Lorenzo Mayer

sabato 3 ottobre 2009

I disoccupati ci sono anche a Pellestrina


Plaudo alla sensibilità dimostrata dai consiglieri comunali Sebastiano
Bonzio di Rifondazione Comunista e Valerio Lastrucci di Italia dei
Valori-Lista Di Pietro, i quali hanno chiesto di tener conto dei
lavoratori delle fabbriche di Porto Marghera, in cassa integrazione se
non disoccupati, nell’eventuale assegnazione di nuove licenze di taxi
acquei.

      Esiste però un'altra realtà, l’Isola di Pellestrina,
non solo geograficamente lontana dal centro storico di Venezia ma direi
spesso messa in secondo piano da questa amministrazione che sta
volgendo al termine il proprio mandato, che si ritrova con seri
problemi di disoccupazione e di spopolamento.

      Spero quindi ci
si voglia ricordare degli operai dei Cantieri navali De Poli, dei
pescatori ormai disoccupati, e dei commercianti dell’isola costretti a
chiudere perché non c’è più nessun indotto, tenuto conto che i
tradizionali sbocchi occupazionali quali Actv, Veritas e gli Ospedali
ormai non assumono più. Spero tanto che qualcuno intervenga.

      Alessandro Scarpa
      consigliere Municipalità del Lido e Pellestrina