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martedì 21 settembre 2010

Concorso di poesia sulla carità e su Don Olinto Marella


Il cominato organizzatore, nell'ambito dei festeggiamenti per il centenario di Don Olinto Marella, ha inserito alcuni momenti di riflessione durante i quali verranno recitati testi di carattere poetico aventi come tema principale il concetto di Carità come espresso dal Padre.

Tali testi dovranno pervenire entro e non oltre il 01/06/2011 al seguente indirizzo: comitato1911@virgilio.it

Le poesie verranno poi inserite nel libretto di commemorazione che verrà stampato.

domenica 30 settembre 2007

CANZONI



AVE MARIA

Ave Maria
Dolce risuona l'ora degli eventi
Freme d'amor la terra, de i portenti
Il bianco azzurro manto ardea di stelle e di gloria
Il verbo tuo messaggio di vittoria
Il verbo tuo messaggio di vittoria
Ave Maria
Con la luce e le rose de l'aurora
Torna alla nostra terra
Oh torna ancora
Sul popolo che madre oggi t'acclama
Stendi il velo
Dischiudi gli occhi ove sorride il cielo
Dischiudi gli occhi ove sorride il cielo
Per tutte le vittorie
Che il nome tuo ridesta
E per le nuove glorie
Che il cuore ogn'or t'appresta
Disperdi la tempesta dell'error
Diva del cielo, e della patria onor
Ave Maria
Con la luce e le rose de l'aurora
Torna alla nostra terra
Oh torna ancora





4 NOVEMBRE
 

Il mare batteva
e l'acqua cresceva
i murazzi cedeva
oh Dio salvaci tu
Oh Pellestrina mia
mal messa eri tu
con l'acqua sulle case
ed i murazzi giù
chi prende il motore
chi prende il vapore
ma per le case
che confusion!
La gente che piangeva
le case abbandonò
chi per andare al Lido
chi andava all'Arsenal
Il mare batteva
e l'acqua cresceva
i murazzi cedeva
che confusion!
Ma poi il vento cambia
Pellestrina salvò
spingendo indietro il mare
e l'acqua andava giù
Il mare batteva
e l'acqua cresceva
i murazzi cedeva
che confusion!
Il mare batteva
e l'acqua cresceva
i murazzi cedeva
oh Dio salvaci tu
Il mare batteva
e l'acqua cresceva
i murazzi cedeva
oh Dio salvaci tu




PELLESTRINA
Bruno Costantini
 
Se penso alla mia gente al mio Paese,
mi viene un nodo in gola mi piange il cuore,
rivedo la mia immagine da bambino,
tanti son gli anni e tante son le mie pene,
per non averti rivista più.
Darei la vita per averti un attimo
E poi morir cantandoti così:
Pellestrina, ho nostalgia di te
Nel cuore mio c’è il pianto di chi non vive più;
Pellestrina sogno di gioventù
Sei l’isola che amo e che non scordo più.
Ascoltare Antenna Mare mi fa sentir più su
La voce del Paese di chi ho lasciato un dì
Dalla Romagna al Friuli
sei grande solo tu
o dolce Pellestrina
sei sempre nel mio cuor.
Questa canzone
voglio cantare a te
se pur mi piange il cuore
stasera canterò
 
MUSICA
 
Ascoltare Antenna Mare mi fa sentir più su
La voce del Paese di chi ho lasciato un dì
Dalla Romagna al Friuli
sei grande solo tu
o dolce Pellestrina
sei sempre nel mio cuor.
Questa canzone
voglio cantare a te
se pur mi piange il cuore
stasera canterò




ANTENNA MARE
Bruno Costantini
 
Noi siamo quelli di Antenna Mare
Siamo gli amici che ti sa ascoltare,
ti fa cantare
ti fa ballare
ti fa dimenticare tutti i guai
c’è la tua Radio Antenna Amore
è la frequenza che ti fa sognare
se sei leale puoi telefonare,
siamo gli amici che ti vuole bene.
Canta e nel cantar non ci pensare
Che la vita è breve
Balla e nel ballar dimenticando tutti i tuoi pensieri,
ridi ridi con noi prendi la vita
prendi come viene
noi, noi siamo qua
per darti un poco di felicità.
 
Noi siamo quelli dell’allegria
togliamo a tutti la malinconia.
Portiam la gioia ad ogni cuore
Noi siamo quelli che ti vuole bene.
Stasera amici quanta allegria Antenna Mare ti fa compagnia
Se sei leale ti saprà ascoltare.
Canta e nel cantar non ci pensare che la vita è breve,
balla e nel ballar,
dimenticando tutti i tuoi pensieri,
ridi ridi con noi
prendi la vita prendi come viene
noi, noi siamo qua per darti un poco di felicità.
 
Canta e nel cantar non ci pensare che la vita è breve,
balla e nel ballar
dimenticando tutti i tuoi pensieri
ridi ridi con noi
prendi la vita prendi come viene
noi, noi siamo qua con Antenna Mare che felicità.





PELLESTRINA ALè
 

 (1° inno US Pellestrina)
 
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh oh
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh
Ohhh oh oh oh
In questa terra tra cielo e mare
la nostra squadra ci fa sognare
bianco e celeste apparirà
il nostro inno si innalzerà
Pellestrina vinceremo
Pellestrina alè alè alè
Pellestrina canteremo
Pellestrina alè alè alè
Un solo grido, una sola voce
il nostro cuore che non ha pace
bianco e celeste apparirà
il nostro inno si innalzerà
Pellestrina vinceremo
Pellestrina alè alè alè
Pellestrina canteremo
Pellestrina alè alè alè
Pellestrina (Pellestrina) vinceremo (vinceremo)
Pellestrina alè alè alè
Pellestrina (Pellestrina) canteremo (canteremo)
Pellestrina alè alè alè




AMO LA MIA SQUADRA
(2° inno US Pellestrina)

 
Voglio che questa canzone sia un segno d'amore e di lealtà
tra tutti i colori del cielo risplenda l'azzurro di libertà
Ma basta una sola parola per farti capire che sei qui con noi
uno di noi
Ama, ama la tua squadra
non aver paura, c'è chi ti aiuterà
Se hai voglia, voglia di volare
qui potrai giocare, in tutta libertà
No non ti stancare mai
Fai sempre tutto quello che puoi
fai che la partita, sia gioia infinita
ama più forte che puoi, tu che puoi
Io amo (si io amo)
amo la mia squadra (amo la mia squadra)
e non avrò paura, c'è chi mi seguirà
E ho voglia (si ho voglia)
di spiccare il volo (di spiccare il volo)
in alto più del cielo
per te io vincerò
Amo (si io amo)
amo la mia squadra (amo la mia squadra)
e non avrò paura, c'è chi mi seguirà
E ho voglia (si ho voglia)
di spiccare il volo (di spiccare il volo)
in alto più del cielo
per te io vincerò (per te io vincerò)
per te io vincerò (per te io vincerò)
per te io vincerò

sabato 29 settembre 2007

PELLESTRiNOTTi FAMOSi

 

DON OLINTO GIUSEPPE MARELLA
Don Olinto Giuseppe Marella nasce a Pellestrina (Venezia), il 14 giugno 1882. Ordinato sacerdote dal Card. Cavallari il 7 dicembre 1904, viene chiamato all'insegnamento nel Seminario di Chioggia dal Suo vescovo; nel contempo, per debellare l'analfabetismo nella Sua isola, fonda il "Ricreatorio Popolare" e la "Scuola Materna Vittorino da Feltre ".
Nel 1909 viene "sospeso a Divinis" ma riabilitato dal Card. Nasalli Rocca nel 1925 a Bologna, dove insegna nel Licei cittadini Galvani e Minghetti. Affianca all'attività di Professore quella assistenziale: collabora all'Opera Baraccati e fonda, nel 1934, il 'Pio Gruppo di Assistenza Religiosa negli Agglomerati di Poveri " e dà vita a "Case Rifugio" per orfani e bambini abbandonati facendosi, per essi, mendicante.
Istituisce una prima Città dei Ragazzi con cinque laboratori-scuola cui, nel 1954, segue la seconda a S. Lazzaro di Savena (BO) ed il "Villaggio Artigiano" con 24 abitazioni, la "Casa della Carità" e la "Chiesa della Sacra Famiglia".
A Brento di Monzuno (BO), costruisce la Chiesa di San Ansano e la "Casa del Pellegrino".
Il 6 settembre 1969, a 87 anni, due mesi e 23 giorni, con una morte edificante, si spegne nella Sua Città dei Ragazzi". Tutta Bologna è presente al Suo funerale.
Le Sue spoglie sono custodite nella Cripta della Chiesa della Sacra Famiglia a S. Lazzaro di Savena (BO), "vicino ai Suoi ragazzi com'era Suo desiderio.


 

 



CAGNACCIO DI SAN PIETRO

(Desenzano del Garda 1897 - Venezia 1946)
Natale Scarpa, allievo di Ettore Tito all'Accademia di Venezia, nel 1924 espone alla Biennale di Venezia col nome di Cagnaccio, a cui più tardi aggiunge "di San Pietro", omaggio all'isola della laguna veneta dove è nato. Dopo un breve tentativo come scultore, e dopo una fugace adesione alle ricerche futuriste, si accosta al lavoro di Casorati, Funi e Oppi, a lui più congeniali per la rigorosa nettezza del disegno e la plasticità delle figure. Dal 1923 la sua pittura inclina a un'oggettività fredda, quasi fotografica, affine a quella di artisti come Antonio Donghi e Mario Broglio, e che ha radici classiche nella grande pittura veneta da Carpaccio a Vivarini. I temi populisti (la vita dei pescatori di San Pietro) e la fissità vitrea delle figure permettono di accostarlo anche alla Nuova Oggettività tedesca, in particolare a Christian Schad. Peculiari delle sue opere sono l'incisività dei dettagli più minuti, la luce astratta e tagliente, le prospettive rialzate in avanti, verso lo spettatore. Espone alle Biennali veneziane dal 1922 al 1944, alla Biennale e alla Quadriennale di Roma. Nel centenario della nascita (1997) gli è stata dedicata una importante antologica a Brescia in Palazzo Martinengo curata da Claudia Gian Ferrari.



 

 


ALDO VIANELLO
(Pellestrina, 31 maggio 1937) è un poeta italiano.

Ha esordito come poeta nel 1964, quando fu definito un caso letterario. Ha collaborato con Ezra Pound, Aldo Palazzeschi e Diego Valeri.
La sua opera Timide Passioni è stata tradotta in inglese e studiata dalla Anvill Press Poetry di Londra.
Ha pubblicato 23 libri di poesia ed è tuttora il più grande poeta vivente di Venezia.
CURIOSITà: Recentemente protagonista di una pubblicità a favore dell' otto per mille alla chiesa cattolica girata a Venezia.


 

 




LUCIO BISUTTO

Nasce nel 1950 a Pellestrina, proprio nel mezzo della laguna veneziana e a 14 anni, mentre inizia a lavorare in un panificio, comincia a strimpellare le prime note su una chitarra e a cantare assieme al padre, "Capitan Bruno", nelle osterie di Venezia. Dopo che a 16 anni compie delle esperienze con altri coetanei nel settore allora occupato dai Beatles e dai Rolling Stones, all'età di 30 conosce, e ne rimane affascinato, il Folk Veneziano che non lascerà più.
Ha già inciso 3 cassette e 2 CD nei quali alterna brani inediti o ormai storici del '700 veneziano con altri di epoche più recenti. Non
disdegna anche di comporre sue canzoni e grande popolarità a Venezia e in tutto il Veneto ha in questi ultimi anni raggiunto "Cara Kankara".
"Con le mie canzoni, spiega con orgoglio Lucio, cerco di far conoscere ai più giovani l'importanza di salvaguardare un prezioso patrimonio musicale come quello veneziano".
Attualmente gestisce il ristorante "Giorgione" a Venezia dove fra una "fritura de schie" e un "risoto col tocio de sepa" trova il tempo di imbracciare la chitarra e intrattenere i suoi ospiti.



 

giovedì 15 giugno 2006

DiZiONARiO pellestrinotto - italiano

Per aiutarmi a completarlo clicca qui


A
àgio - aglio
ancùo - oggi
armelini - albicocche
armeròn - armadio
articiòchi - carciofi



B
bagìgio - arachide
balcòn - imposta
balòn - pallone, tombolo
barba - zio

barbolàte - sottomento

barbùssa - mento
baùco - duro di comprendonio
becolàre - beccare (dicesi quando si mangia molto poco)
bìbola - pisellino
bisàto - anguilla
bisi - piselli
bocalèto - vaso da notte



C
caìcia - caviglia
caìcio - barchetta rimorchiata da una barca più grande
calcàgno - tallone
canevàssa - strofinaccio da cucina
carèga - sedia
caregòn - seggiolone
cassa - mestolo
cassèla - cassetto
cassòn - baule
cavèi - capelli
ciacolàre - chiacchierare
ciapìn - molletta, presina per pentole
cogùmbaro - cetriolo
coltra - trapunta
còmio - gomito
compàre e comàre - testimoni di nozze
corcàle - gabbiano
cortèlo - coltello

covèrcio - coperchio
crostiòi - crostoli della polenta
cùffarse, cuciàrse - accucciarsi
cugnà - cognato
cussìn - cuscino



D
dadrìo - dietro
deo - dito
desbiàre - mettere in ordine
destuàre, stuàre - spegnere



F
farfalòn - farfalla notturna
fave - incisivi superiori
fìa - bambina, figlia
fìgaro - vestito scamiciato
fiòsso - figlioccio
fòrcola - scalmo
fòrfe - forbice
formìgola - formica
fradèlo - fratello
franchi, schei - lire, soldi
freschìn - puzza da pesce
furbìre - spolverare



G

ganàsse - guance
gatàro - catarro

gatorìgole - solletico
geri - biglie
gèri - ieri
giassàre - rafreddare
girèlo - cerchietto per capelli
grapìa - ragnatela
guciarìn - cucchiaino
guciàro - cucchiaio
gurìssia - liguirizia



I
imbriàgo - ubriaco
in bàstia - nausea
indrìo - indietro, ritardato
intimèle - federe
intrìghi - disordine



L
linguetta - ago per cucire le reti



M
madòna - suocera
magaxèn - magazzino
màrso - marcio, marzo
marsòcole - stampelle
marsolàri - molari (denti)
mezana - media
missière - suocero
mogiàre - inzuppare
mògio - bagnato

molàrghela - smetterla
monìgolo - ombelico
moròso - fidanzato
mussàto - zanzara



N
nèssa - nipote (femmina)
netàre - pulire
nevòdo - nipote (maschio)
nissiòlo - lenzuolo
nomenànsa - nomignolo



O
ògio - olio
ombra (de vin) - bicchiere (di vino)
ònge - unghie



P
palùo - palude della laguna
papùsse - babbucce
peòcio - cozza, pidocchio
pìe - piede
piròn - forchetta
pitèro - vaso da fiori
pocèo - pozzanghera, acqua sporca
pòmo - mela
pòmola - spillo
pòmolo - pomello
pòrtego - ingresso
portèla - anta



R
re - reti
remèngo, remèschi (vai a) - vai a quel paese
rènte - vicino
rimandàre - vomitare



S
sachèto - mutande

salo (S di casa) - giallo

salòto (S di casa) - biglia grande in metallo
sàntola - madrina
sàntolo - padrino
savàte - ciabatte
scabèlo - comodino
scafaròti - scarpe da casa (babbucce)
scàgio - ascella
scagnèlo - sgabello
scarpiàre - togliere le ragnatele
scarsela - tasca

s-cènsa (2^ S di casa) - scheggia
schechè - balbuziente
schissàre - schiacciare
s-ciafòn - schiaffone
s-ciànti - schizzi
s-ciavo - scarafaggio
scoàsse - spazzatura

secelèto - secchiello

sègie - ciglia

semelo (S di casa) - gemello
sèmpio - stupido, sciocco
semo - scemo
sfèsa - fessura
sigàre - urlare
siòle - cipolle
smonàrse (1^ S di casa) - annoiarsi
sòcoli - zoccoli

sogàre (S di casa) - giocare
solàna - scottatura (colpo di sole)
somegiàro - fotografo
sòrse (2^ S di casa) - topo
spagnolèto - rocchetto per il filo

spalesàre - spargere
spassiso (2^ S di casa) - girello per bambini

spìssa - prurito
sprota - saputella, saccente, presuntuosa, civettuola
squero - cantiere navale
stare drìo - fare la corte
stracolà - slogata (la caviglia)
stramàsso - materasso
stramusòn - sberla
stràssa - straccio
strucàre - premere, stringere
suca - zucca
sùcaro - zucchero
suco - calvo
sùro - sughero
sùto - asciutto



T
tacuìn - portamonete
tècia - pentola
telèro - struttura della finestra
tirache - bretelle
tociàre - intingere (pane, pennello...)
tòla - tavola
tomàna - divano
travèrsa - grembiule per lavare i piatti
traversòn - grembiule



U
ùgnolo - singolo

 

V
vìs-cia - frusta

vis-ciàre - frustare


Z
zara - anfora
zormàn, zòrma - cugino