L’Ac Pellestrina ha ospitato domenica
la sesta edizione della Giornata della Solidarietà dedicata ai ragazzi
disabili dell’Anffas di San Donà di Piave. Duecento persone tra ospiti,
familiari e soci dell’Avis di Pellestrina hanno seguito la partita di
calcio tra amatori dell’isola e la squadra dei giornalisti Tv Pressing,
quindi i giovani ospiti sandonatesi hanno calciato i rigori conclusivi.
Ne sono seguite le premiazioni e la lotteria. «Siamo riusciti tutti
insieme a centrare anche quest’anno un unico obbiettivo: unire sport e
solidarietà per questi
nostri amici speciali dell’Anffas di San Donà di Piave» commenta
Alessandro Scarpa Marta, uno dei ptopmotori, «queste giornate ripagano e
riempiono il cuore, e il ricavato della lotteria verrà devoluto alla
stessa associazione che segue questi ragazzi 24 ore su 24.(s.b.)
Si è svolta sabato mattina la seconda
delle giornate ecologiche promosse dalle associazioni locali per
ripulire i camminamenti dei murazzi. Nei primi due appuntamenti è già
stato liberato quasi un chilometro di stradina da rovi, ramaglie ed erba
alta che impedivano da mesi il passaggio alla gente e alle biciclette.
Una iniziativa che ha visto numerosi residenti impegnati in prima
persona nella pulizia della zona. Veritas ha fornito i materiali per la
raccolta, e poi si occuperà di stoccaggio e smaltimento. A seguire
l’iniziativa di sabato sono stati anche il presidente della Municipalità
Danny Carella e il consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta” che
l’ha promossa in prima persona. Da segnalare l’impegno nei lavori anche
di famiglie con bambini, e la partecipazione di alcune persone
disoccupate, che hanno cercato di rendersi utili anche in questo modo in
un momento per loro difficile. Il progetto di
pulizia dei murazzi non si fermerà comunque dopo i due primi
appuntamenti. Le associazioni isolane intendono proseguire, e
organizzare altre giornate ecologiche per riuscire a rendere tutta
l’area dei murazzi pienamente fruibile ai residenti e ai turisti che
visitano Pellestrina. (s.b.)
In bilico il risultato di
Pellestrina-Stra Riviera (Terza Categoria Venezia), finita 3-0 domenica
scorsa. Il comitato Figc non ha omologato il risultato in quanto il
giocatore Simone Vianello del Pellestrina non risulterebbe regolarmente
tesserato. Ora tocca alla società dimostrare che il giocatore poteva
essere schierato. Queste, invece, le decisioni relative alla
Seconda categoria: due giornate di squalifica a Filippo Signorin
(Sindacale) e Luca Pellegrino (S.Erasmo), una giornata a Mattia
Tomaello (Campocroce), Enrico Pelloia (Libertas Ceggia), Federico
Busetto (Nuovo San Pietro) e Simone Zanella
(S.Erasmo). Ammenda di 70 euro al Lupia Maggiore Bojon per
“responsabilità oggettiva della società avendo permesso al proprio
massaggiatore, espulso, di entrare durante l'intervallonegli spogliatoi.
Il massaggiatore Tiziano Ferrari è stato squalificato fino al 22
ottobre. (m.t.)
Oggi per la seconda volta ho deciso di visitare Pellestrina, insieme
alla mia ragazza, questa volta munito di due biciclette pieghevoli da
poco acquistate. All'andata tutto perfetto (a parte il costo del
biglietto a mio avviso un po' troppo caro, ma facciamocelo andare bene).
Entriamo con le nostre bici chiuse (che per la cronaca non si piegano a
metà stile "Graziella" ma diventano strette e lunghe in verticale (tipo
un passeggino per capirsi) e poggiano sulle proprie ruote accoppiate.
Riceviamo pure i complimenti da una ragazza trentina che certamente
apprezza la nostra mobilità sostenibile e il fatto che le bici
ingombravano pochissimo, tanto che seduti uno di fronte all'altro le
potevano tenere tra di noi, senza occupare altri posti oltre ai nostri.
Al ritorno invece ci scontriamo con un assurdo regolamento, di cui
prendevo atto solo in quel momento: le bici pieghevoli contano come una
bici normale (sia per il numero massimo di bici imbarcabili, sia per il
fatto che devono pagare il supplemento), ma se sono contenute dentro una
sacca allora magicamente non sono più biciclette, ma bagagli. Il tutto
illustrato da un zelante e arrogante capitano, che, a seguito delle
nostre richieste di spiegazioni su questa regola a mio avviso illogica,
ci ha cacciati di bordo in malo modo. Quindi non solo ritengo questa
regola insensata (sacca o no, peso e ingombro delle bici rimangono gli
stessi), ma la fiscalità e l'arroganza con cui il capitano ha fatto
applicare il regolamento li reputo un insulto al buon senso e
all'intelligenza umana. Morale della favola abbiamo dovuto attendere due
traghetti e perdere un'ora (e questo ci ha impedito di proseguire con
altri impegni che avevamo programmato) e abbiamo dovuto pagare ulteriori
due euro ai già 20 versati nelle casse dell'Actv. Inoltre da un
traghetto all'altro, il numero di bici imbarcabili era passato
inspiegabilmente da 11 a otto, e naturalmente non era permesso chiedere
spiegazioni pena venire bollati come "disturbatori". Da veneto avevo
preferito una meta turistica in Veneto, per favorire il turismo della
mia regione, e da persona attenta all'ambiente ho deciso di acquistare
due bici pieghevoli, per cercare di ridurre l'uso dell'auto e favorire
spostamenti "ecocompatibili": entrambi gli intenti sono stati macchiati
dall'assurdità di regole e dall'ottusità di persone. Pellestrina mai
più. Mi chiedo se questo è il trattamento che viene riservato ai
turisti, come facciano a sopravvivere gli esercizi commerciali, i
ristoranti e le gelaterie di questa piccola isola. Ps: attendo
spiegazioni da qualcuno dell'Actv sul perché una bici pieghevole dentro
una sacca sia un bagaglio e senza sacca sia una bici normale
(spiegazioni che ho chiesto al personale ma che non ho ricevuto, e non
ho nemmeno trovato regolamenti affissi all'imbarco come invece loro
sostenevano). Lettera firmata
Ancora un riconoscimento per la
Compagnia Arcieri del Leon del Lido di Venezia. Annalisa Rosada ha
ricevuto la comunicazione da Roma che riceverà dal Coni la medaglia
d’argento al valore atletico. Annalisa Rosada, paratleta, è stata
campionessa europea a squadre nel 2014 e poi campionessa italiana
individuale di categoria Paraarchery indoor nel 2015. Il riconoscimento
del Coni è riferito ai risultati ottenuti la passata stagione e la
medaglia d’argento sarà consegnata ad Annalisa Rosada nel corso di una
cerimonia organizzata dal
comitato territoriale del Coni. Un’onorificenza beneaugurante per
Annalisa Rosada e per la società isolana presente con 6 atleti (5 nelle
categorie giovanili e 1 nella gara seniores femminile ) ai campionati
italiani Targa di Torino dal 25 al 27 Settembre. (m.c.)
Via libera alla rinuncia del gettone di
presenza per i consiglieri municipali di Lido e Pellestrina. Dagli
uffici comunali del personale è arrivato il chiarimento molto atteso:
in caso di rinuncia al gettone “lordo”, i consiglieri non saranno tenuti
a pagarci lo stesso le tasse, ed ecco che i 14 rappresentanti di
Partito democratico, Lega Nord, 2020 Venezia e la civica di Giacomo
Baresi potranno poi scegliere per la rinuncia diretta al gettone e per
destinare il compenso a progetti mirati. I quattro rappresentanti di
Venezia Domani, Lista Brugnaro e Forza Italia per il momento proseguono
su un’altra linea, seppur simile, che prevede di riscuotere il gettone
per poi destinarlo singolarmente a progetti benefici alternativi. «Siamo
soddisfatti per questo esito», commenta il capogruppo del Pd Enrico
Fameli. «Ora ci auguriamo che tutti fili liscio e non ci siano
dei problemi, anche se le rassicurazioni degli uffici sono state chiare.
Un ringraziamento va al personale degli uffici comunali e municipali
che ha seguito questa vicenda, dimostrando sempre efficienza e cortesia.
In settimana, forse già oggi, in riunione di capigruppo ne parleremo e
decideremo i prossimi passi. Non resterà che gestire la somma
accumulata dei gettoni tra riunioni di Consiglio e delle commissioni, e
quindi scegliere le attività da supportare in maniera diretta».
«L’importante è che il progetto vada avanti, perché si tratta di un
segnale chiaro
e di impegno verso la cittadinanza», sottolinea Lucio Sambo dalla Lega
Nord, il primo a rinunciare al gettone ancora due mandati fa. «Con
Fameli abbiamo lavorato sodo a questo percorso e ora ne raccogliamo i
frutti». Ogni gettone ha un valore che si aggira tra i 15 e i 20 euro. (s.b.)
Alcune decine di residenti si sono
radunati nel parcheggio del supermercato Coop di Pellestrina, per la
prima delle tre giornate ecologiche autogestite nel mese di settembre.
Si tratta di una iniziativa promossa dalle associazioni Pellestrina
Turismo, Tra mare e laguna e da numerosi cittadini volonterosi per
mettere mano al verde pubblico nella zona dei Murazzi, in particolare il
camminamento dove in molti tratti non si riesce a passeggiare perché
invaso da rovi, erba, ramaglie e sabbia portata dal vento. «Visto
che le competenze si rimpallano da un ente all’altro, ci stiamo
muovendo con le nostre forze», spiega il consigliere comunale Alessandro
Scarpa “Marta”. «A questa giornata ecologica, alla quale
comunque collabora Veritas per fornire sacchi, scope e bidoni, ne
seguiranno altre. Quasi cinque ore di lavoro per lanciare un segnale e
far fronte alle necessità dell’isola, che sono anche quelle di poter camminare in sicurezza lungo i Murazzi».
Fino alle 13 i volontari hanno lavorato divisi in due gruppi per
spostare la sabbia dal murazzo alla spiaggia e sistemare il verde,
rendendo di nuovo fruibile almeno una porzione di murazzo. (s.b.)
Il maltempo di sabato scorso ha lasciato il
segno anche nella riserva naturale di Ca' Roman gestita dalla Lipu (in
foto). La struttura in legno del centro di accoglienza è stata
praticamente distrutta dal vento. (s.b.)
Sabato galleggiavano anche escrementi. Il consigliere Scarpa: chiederò l’intervento del sindaco
«La gente è stanca per i
continui allagamenti. Chiederò l’intervento del sindaco ma sono pronto
anche a rivolgermi alla Corte dei Conti». Il consigliere comunale
delegato per le isole, Alessandro Scarpa “Marta”, manifesta così
l’amarezza di decine di residenti dopo gli ennesimi allagamenti causati
dal maltempo nel centro abitato di Pellestrina. Sabato pomeriggio,
attorno alle 18, una pioggia neppure troppo intensa ha creato subito i
temuti disagi. A farne le spese sono stati il sestiere Scarpa e la zona
di Carrizzada Brasiola. Ancora una volta non ha funzionato a dovere il
sistema di pompe che dovrebbe garantire all’isola di non allagarsi,
specie con il maltempo e con l’acqua alta. Tutta colpa anche
della rete di pompe che non è ancora stata completata a causa della
mancanza di fondi, ed ecco che i disagi si moltiplicano: l’ultima volta
solo una decina di giorni fa, con l’ultimo temporale prima di quello di
ieri po- meriggio. Il risultato è stato che, attorno alle 18.30, l’acqua
ha iniziato a salire in sestiere Scarpa, raggiungendo in alcuni punti
anche i 10-15 centimetri, allagando strade, marciapiedi e appartamenti o
magazzini al piano terra. Non solo acqua piovana, ma purtroppo
anche acqua fuoriuscita dai tombini, con tanto di escrementi che
galleggiavano lungo la strada. Inevitabili le proteste dei residenti,
costretti ora a fare i conti con i danni nelle case. «Non si può andare
avanti in questa maniera», aggiunge Scarpa “Marta”, «la gente non ne può
più. Questa benedetta rete di pompe per la salvaguardia dell’isola va
completata una volte per tutte, e ne deve essere garantita una
manutenzione costante e puntuale in caso di necessità». Sabato
sera le auto erano costrette a spostarsi a velocità ridottissima con 15
centimetri di acqua lungo la strada, mentre in parecchie case i
residenti sono stati obbligati a usare secchi, spugne e stracci per
raccogliere l’acqua che entrava dalle porte al piano terra. Acqua
piovana, certo, ma accompagnata dalle sgradite sorprese che possono
fuoriuscire dai tombini, con tutto quel che ne consegue in termini di
igiene pubblica. «Sono alcuni anni che andiamo avanti in queste
condizioni», conclude il consigliere comunale delegato per il isole.
«Bisogna reperire i fondi per completare un progetto che doveva essere
ultimato già da tempo, evitando situazioni come queste. Per molte
famiglie ogni
volta che piove è un incubo che si ripete. Penso alle prossime
settimane, quando arriverà l’autunno tra acque alte e piogge più
intense: ci si potrebbe trovare in condizioni ancor peggiori. Non è più
possibile andare avanti così, ne parlerò al più presto con Brugnaro». Simone Bianchi
È lei la campionessa da battere, nonostante lo stop di un anno fa. La sua nuova compagna di remo arriva da Pellestrina
Tutti contro Luisella. È ancora lei la
campionessa da battere. Nonostante la battuta d’arresto del 2014, quando
ha dovuto cedere il primo posto a Valentina Tosi e Debora Scarpa. Così
Luisella Schiavon ha lasciato la sua compagna Giorgia Ragazzi, con cui
era diventata nel 2013 «regina del remo» per everne vinte cinque
consecutive, e ha stretto il nuovo sodalizio con Debora, pellestrinotta e
appassionata di gatti, potente provina ed esperta di sfide in Canal Grande. Schiavon, recordwoman delle vittorie a un remo (14) stavolta contro Ragazzi. Torna
alle gare per il secondo anno, dopo una lunga assenza, la «regina del
remo» Anna Mao. Nei primi anni Duemila aveva dominato le scene, anche
lei regina del remo, vincendo otto Regate storiche consecutive. La
coppia con Silvia Scaramuzza, la squerariola che ha cominciato a
vogare quattro anni fa conquistando due secondi posti. Ma ci sono anche
nuove outsider. Come la giovanissima Elena Almansi, figlia d’arte (di
Marino, in gara con le caorline e di Anna Campagnari) e l’esperta
Rossana Nardo. Per la gioia della qualificazione, con il secondo posto,
si era lanciata in acqua. Almeno quattro barche da primato ,
dunque. E altre da tener d’occhio, come le giovani buranelle Magda
Tagliapietra e Erika Zane, Maika Busato e Romina Catanzaro. Ci sarà per la prima volta in Regata Storica anche un’australiana. Mary Jane Caporal vive da anni a Venezia e ha fondato un’associazione per
insegnare a vogare alle donne. Sarà in campo con la veterana Luigina
Davanzo. Altro nome foresto quello di Angelica Alban Villegas, ormai naturalizzata buranella, che vogherà con Francesca Costantini. Spettacolo assicurato
Lo hanno salutato ricordando la sua
passione per il mare e la sua capacità di aver trasformato una piccola
isola in una grande isola. Ieri, oltre 600 persone sono arrivate nella
Chiesa di Ognissanti a Pellestrina per il funerale dell’imprenditore e
maestro d’ascia Davino De Poli, mancato all’età di 81 anni. La messa è
stata celebrata dal monsignor Damiano, parroco di Pellestrina, e dal
frate padre Roberto , che gli è stato vicino nell’ultimo periodo. Una
commovente lettera è stata letta dalla sorella Giannina a nome dei
fratelli Lea, Gianni e Giancarlo e, nei ricordi, anche dei due già
defunti Ardito e Liliana. Insieme a loro le famiglie delle figlie Eva e
Chiara che hanno portato avanti la passione del padre. Eva nella
Fondazione Bucintoro e Chiara in Olanda con tre società di navigazione.
«Dicevi», ha letto la sorella, «che nella vita bisogna avere spirito di
sacrificio, costanza e passione. Eri un vero esempio». Parole d’affetto
sono giunte nel discorso del comandante Ferruccio Falconi: «Un grande
marinaio», ha ricordato, «con ideali di venezianità. Aveva una spiccata
manualità che ha messo al servizio della navi diventando un uomo di
mare. Una mente globalizzatrice che apriva i cancelli a tutti e un
grande esempio di coesione familiare, sabotato dal Comune per non
avergli concesso di varare navi più grandi». Dissapori del passato. La
presenza dell’assessore Paolo Romor in veste di prosindaco è stata un
segno di riconoscimento da parte dell’amministrazione. Lo hanno anche
ricordato l’amico Ledio e Paolo Mameli della Fondazione
Bucintoro. Mameli ha letto un pensiero del presidente Giorgio Paternò
ricordando la partecipazione di De Poli alla realizzazione della storica
imbarcazione: «Quando il Bucintoro sarà realizzato lo avvolgerà una
brezza: sarà Davino che abbraccerà il suo sogno divenuto realtà». (v.m.)
Pellestrina in lutto: nella chiesa di Ognissanti l’addio all’imprenditore navale
Amato e detestato nella sua stessa
isola, ha rilanciato negli anni Cinquanta il cantiere e con le sue
scelte e quelle della figlia l’ha affossato nel 2010. Insomma, un
imprenditore che ha raccolto consensi e plausi, ma che non è riuscito a
concludere la sua carriera come avrebbe voluto: ha visto la sua azienda
costretta a chiedere il concordato preventivo al Tribunale di Venezia e
il cantiere dove avevano sudato il nonno, il padre e i fratelli passare
di proprietà all’Actv. È morto all’ospedale di Mestre, dopo una breve e
grave malattia, a 81 anni, Davino De Poli. I funerali saranno celebrati
oggi nella chiesa di Ognissanti a Pellestrina alle 15: l’imprenditore
verrà poi sepolto nel cimitero dell’isola. Il cantiere era stato
fondato dal nonno Davide alla fine dell’Ottocento: una famiglia di
maestri d’ascia. Aveva proseguito a lavorare costruendo imbarcazioni di
legno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, ma un tracollo
finanziario aveva messo in crisi l’azienda. Davino era riuscito,
assieme ai fratelli, a risollevarne le sorti puntando al ferro. Nel
1975, era arrivata la prima grande commessa, un ferry boat per l’azienda
di navigazione comunale, poi i vaporetti e i motoscafi sempre per la
società pubblica. E ancora, rimorchiatori per la Marina Militare. Nel
1985 il cantiere aveva un centinaio di dipendenti e erano cominciati i
vari di chimichiere e gasiere. Così, avevano scelto di subappaltare
molti lavori a ditte esterne, giungendo in alcuni momenti a dare lavoro a
500 persone, molte delle quali provenienti dai paese della ex
Jugoslavia. Ma gli spazi erano limitati e spesso le prue delle navi in
costruzione stavano a pochi centimetri dai tetti delle abitazioni
vicine. Oltre alla società di Pellestrina, nel frattempo,
soprattutto grazie alla figlia, che infatti non abita più a Venezia, ma
si è trasferita in Olanda, la famiglia De Poli aveva investito nelle
compagnie di navigazioni, quelle per il trasporto di gas e di sostanze
chimiche. Adesso sono ben tre le società con sede a Rotterdam che fanno
capo a Chiara De Poli. Nel frattempo, il cantiere della famiglia stava
rischiando il fallimento, nel 2010 ha messo tutti in cassa integrazione
e, alla fine, grazie al concordato preventivo Davino è riuscito a
salvare il buon nome della famiglia. Il passivo era di 136
milioni di euro e con la vendita del cantiere (molti operai sono stati
assunti dall’Actv) e con quella delle tre navi che stava costruendo è
riuscito a pagare una piccola parte dei suoi debiti.
In tanti, però, sono rimasti a bocca asciutta e più di qualche
artigiano è stato costretto a mandare via i dipendenti e addirittura a
chiudere bottega a causa di quel credito mai incassato. (g.c.)
Ha lottato contro la malattia e ha
voluto restare nella sua casa di Pellestrina fino all’ultimo, in quella
isola dove tutto è cominciato e dove il cantiere che portava il suo nome
è stato un riferimento per molti. Davino De Poli lo ricordano in tanti,
in queste ore. «È sempre stato una forza motrice, peccato che il giusto
riconoscimento arrivi solo dopo la morte», spiega un figlio a nome
della famiglia. «I fatti raccontano quel che lui ha rappresentato a
livello imprenditoriale e per l’isola, riuscendo a costruire in un
fazzoletto di terra navi da 17 mila tonnellate, non solo vaporetti come
qualcuno pensa. Nei momenti di difficoltà lo hanno spesso lasciato solo.
Abbiamo perso un pilastro della nostra famiglia, ha avuto sempre una
grande forza d’animo, capace di fare la differenza nonostante i colpi
bassi subiti. Davino era un sognatore e per molte ragioni crediamo che
abbia fatto bene a seguire questo istinto, riuscendo a rendersi un punto
di riferimento per noi e per molti altri». Il presidente della
Municipalità di Lido e Pellestrina, Danny Carella, aggiunge: «Davino De
Poli è stata una persona che ha fatto la storia di Pellestrina negli
ultimi decenni, fino alla chiusura del cantiere navale. Sono umanamente
molto dispiaciuto». Infine Alessandro Scarpa ‘Marta’, consigliere
comunale delegato per le isole. «La morte di Davino De Poli è una grave
perdita per la nostra isola», commenta. «Vanno ringraziati lui e la sua
famiglia per quello che hanno dato non solo a livello personale, ma per
tutto ciò che
il cantiere navale ha rappresentato per l’isola, con una ricaduta
positiva che per decenni hanno ricevuto bar, ristoranti, chi affittava
alloggi e soprattutto i residenti. Centinaia di pellestrinotti hanno
lavorato alla De Poli, me compreso per 5 anni appena finiti gli studi». (s.b.)