martedì 1 settembre 2015

«Lui e la sua famiglia vanno ringraziati»

Ha lottato contro la malattia e ha voluto restare nella sua casa di Pellestrina fino all’ultimo, in quella isola dove tutto è cominciato e dove il cantiere che portava il suo nome è stato un riferimento per molti. Davino De Poli lo ricordano in tanti, in queste ore. «È sempre stato una forza motrice, peccato che il giusto riconoscimento arrivi solo dopo la morte», spiega un figlio a nome della famiglia. «I fatti raccontano quel che lui ha rappresentato a livello imprenditoriale e per l’isola, riuscendo a costruire in un fazzoletto di terra navi da 17 mila tonnellate, non solo vaporetti come qualcuno pensa. Nei momenti di difficoltà lo hanno spesso lasciato solo. Abbiamo perso un pilastro della nostra famiglia, ha avuto sempre una grande forza d’animo, capace di fare la differenza nonostante i colpi bassi subiti. Davino era un sognatore e per molte ragioni crediamo che abbia fatto bene a seguire questo istinto, riuscendo a rendersi un punto di riferimento per noi e per molti altri».
Il presidente della Municipalità di Lido e Pellestrina, Danny Carella, aggiunge: «Davino De Poli è stata una persona che ha fatto la storia di Pellestrina negli ultimi decenni, fino alla chiusura del cantiere navale. Sono umanamente molto dispiaciuto». Infine Alessandro Scarpa ‘Marta’, consigliere comunale delegato per le isole. «La morte di Davino De Poli è una grave perdita per la nostra isola», commenta. «Vanno ringraziati lui e la sua famiglia per quello che hanno dato non solo a livello personale, ma per tutto ciò che
il cantiere navale ha rappresentato per l’isola, con una ricaduta positiva che per decenni hanno ricevuto bar, ristoranti, chi affittava alloggi e soprattutto i residenti. Centinaia di pellestrinotti hanno lavorato alla De Poli, me compreso per 5 anni appena finiti gli studi». (s.b.)