Una cinquantina di abitanti hanno preso parte ieri pomeriggio
all’assemblea pubblica promossa dalle associazioni ambientaliste al
cinema Perla per discutere del progetto delle villette di Ca’ Roman. Un
buon risultato, secondo i promotori, che puntano il dito su 11
delle 42 villette progettate su un’area che da sempre era stata invece
vietata alle edificazione nelle ex colonie delle suore Canossiane, e
sul rischio di utilizzo delle falde per attingere acqua nella
costruzione e sulla possibile realizzazione di una darsena che
danneggerebbe l’ecosistema lagunare a ridosso dell’isola. «Ci è
stata sottolineata la mancanza di informazione a Pellestrina su questo
tema», dicono gli ambientalisti, «e pertanto abbiamo deciso di
organizzare per lunedì 9 luglio alle 21 una grande assemblea pubblica in
piazza a Pellestrina, così da presentare a più persone possibile
il progetto della Ca’ Roman srl e le richieste che facciamo al
Comune per mettere dei vincoli allo stesso. In ballo c’è l’ambiente e la
tutela dello stesso visto che l’area è anche a ridosso di un’oasi
protetta». (s.b.)
mercoledì 20 giugno 2012
Trovata una soluzione per i casoni
Municipalità e Comune hanno trovato un accordo sul problema dei casoni
abusivi per il ricovero di attrezzi per la pesca e l’agricoltura.
Un centinaio quelli sparsi sull’isola di Pellestrina e costruiti attorno
al 1982. Strutture talvolta ampie solo qualche metro quadrato,
fatte in legno o con materiali di risulta, ma di fatto abusive e su
terreno comunale o demaniale dove i residenti non pagavano alcun canone
di affitto. Dopo la decisione di ordinarne l’abbattimento
immediato, solo 29 sono stati quelli eliminati nella zona di Portosecco.
Ne restano in piedi ancora 18 nell’area di San Pietro in Volta,
quindi una quarantina in zona La Mara nei pressi dell’abitato di
Pellestrina. Lunedì si è svolta una commissione municipale apposita
per fare il punto su questa vicenda, con una buona notizia. «Dopo
l’abbattimento dei 29 casoni di Portosecco, avevamo scoperto che ci
poteva essere una soluzione alternativa anche per garantire pescatori
e agricoltori dell’isola», commenta il presidente della
Municipalità, Giorgio Vianello. «È pur vero che per trent’anni
nessuno ha pagato affitti al Comune, e che quelle strutture erano del
tutto abusive se non in certi frangenti anche pericolose, viste le
modalità di costruzione. Però hanno un loro scopo fondamentale,
altrimenti i pescatori non avrebbero luoghi dove poter ricoverare
le reti e le altre attrezzature per la pesca. Il Comune ci ha informati
che sono stati messi a disposizione 200 mila euro come primo
stralcio per costruire i casoni già demoliti e per rifare i 18 di
San Pietro in Volta. Ovvio che poi i residenti dovranno pagare un canone
di affitto a Ca’ Farsetti in base alla dimensione del casone
stesso». Per la quarantina di casoni in piedi ancora in zona La Mara a
Pellestrina si lavorerà in un secondo momento, cioè non appena
saranno disponibili altri fondi per la sostituzione del preesistente. In
questo modo il Comune ha risolto da un lato il problema della
fatiscenza dei casoni e della loro possibile pericolosità, e il
fatto che fossero del tutto illegali. E dall’altro ha messo in regola la
situazione. «Ci auguriamo che il tutto avvenga in tempi brevi,
così da chiudere una partita che va avanti ormai da due anni. Da parte
del Comune abbiamo trovato grande disponibilità nell’affrontare e
risolvere questa vicenda», conclude Vianello. (s.b.)
martedì 19 giugno 2012
Assemblea pubblica sul futuro dell’area di Ca’ Roman
Il cinema Perla di Pellestrina ospiterà oggi alle 17.30 un’attesa
assemblea pubblica sul tema del progetto per le villette che dovrebbero
essere costruite nella zona di Ca’ Roman a ridosso dell’oasi
gestita dalla Lipu. Un progetto che procede da alcuni anni ormai, ma che
sta trovando da mesi grande resistenza nel fronte ambientalista e
cittadino sull’isola di Pellestrina. Tanto è vero che il titolo
dell’assemblea stessa è eloquente: “Giù le mani da Ca’ Roman”, con
motivazione il “no alla devastazione ambientale dell’estremità sud
dell’isola, il no alle villette che non portano alcun beneficio
economico ai residenti, e il si invece per un progetto alternativo e
condiviso con gli abitanti di Pellestrina”. In ballo c’è la
costruzione di 42 villette bifamiliari per un totale quindi di 84
appartamenti previsti nell’area ex colonia delle suore Canossiane.
Un totale di 25 mila metri cubi di volumetrie realizzati dalla Ca’ Roman
Srl, società nata proprio a questo scopo. «Noi non siamo a priori
contrari al progetto, ma ad alcune porzioni dello stesso», fa notare
Federico Antinori della Lipu, una delle associazioni ambientalisti
schierata contro l’iniziativa immobiliare. «In primis, non va bene
il fatto che 11 delle villette siano state previste in un’area che lo
stesso Comune ha sempre tutelato vietando le edificazioni. Questa è
compresa tra il Forte Barbarigo e uno degli edifici della ex colonia.
Una fascia di rispetto per semplici motivi di sicurezza, ma area
verde molto preziosa. Che le 11 villette le facciano da un’altra parte
su quel terreno, o che ne costruiscano di meno». Poi c’è il
problema del rifornimento di acqua per i lavori. «Vogliono
utilizzare l’acqua di falda, ma qui si creerebbe il rischio di
subsidenza, e il Comune vuole autorizzare una cosa simile invece di
tutelare la sua laguna?», si chiede Antinori. «Che si portino l’acqua
con una imbarcazione. Infine, c’è il rischio che venga realizzata
una darsena. Non c’è ora nel progetto, ma la stessa Ca’ Roman Srl
nello studio di impatto ambientale si chiede e si risponde sul come i
proprietari arriveranno nelle loro case: utilizzando la barca. Ciò
determina una possibile darsena e un nuovo danno ambientale all’area».
(s.b.)
Sabato nonna Amalia Scarpa ha spento 100 candeline
Amalia Scarpa spegne le sue prime cento candeline. Un traguardo davvero
raro quello raggiunto da nonna Amalia. Sabato il presidente della
Municipalità, Ezio Ordigoni, assieme alla delegata alle Politiche
sociali, Roberta Tossato, si è recato a Salzano, nella residenza
per anziani Anni Azzurri con un mazzo di fiori e una lettera, che la
centenaria, che si alza, cammina e canta, ha letto senza occhiali.
Originaria di Pellestrina, nonna Amalia ha vissuto per molti anni a
Favaro. Sabato ha spento le candeline in un colpo solo, davanti a
parenti e nipoti. (m.a.)
lunedì 18 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
Il comitato incontra Simionato
Il comitato cittadino composto da chi il 23 luglio 2010 ha subìto danni
dalla tromba d’aria che colpì Pellestrina e San Pietro in Volta ha
incontrato ieri mattina il vicesindaco Sandro Simionato. Assente il
sindaco perchè ammalato, Simionato ha spiegato alla rappresentanza
di residenti il quadro economico della situazione attuale e come è
modificato quello dei possibili risarcimenti. Inizialmente doveva
essere lo Stato a farli, ora invece, essendo stati modificati alcuni
regolamenti, il tutto è passato sotto la Regione. «Abbiamo molto
apprezzato il modo nel quale il vicesindaco si è confrontato con
noi», spiega Daniele Scarpa, portavoce del comitato di Pellestrina,
«purtroppo i tanti eventi che nel frattempo si sono succeduti e il
piatto che piange non permettono di vedere una situazione rosea
all’orizzonte. Ma restiamo fiduciosi sul fatto che qualcosa si
possa ottenere, quantomeno per i privati che si sono dovuti ricostruire
porzioni di casa oppure che hanno subìto altri danni». Come prima
cosa il comitato ha chiesto e ottenuto di potersi confrontare
nuovamente con il sindaco Orsoni, appena sarà possibile, quindi hanno
an- nunciato di voler chiedere un incontro anche al governatore
della Regione, Luca Zaia, senza escludere la possibilità di interessare i
parlamentari. (s.b.)
giovedì 14 giugno 2012
Pellestrina attende ancora i soldi promessi
«I residenti di Pellestrina, Portosecco e San Pietro in Volta non
chiedono la luna, solo che gli venga riconosciuto quanto promesso a
fronte delle spese che hanno dovuto sostenere per ristrutturare le loro
case». Il consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta” ribadirà
oggi al sindaco Orsoni quanto richiesto dalla popolazione in un incontro
programmato da tempo assieme anche alla Municipalità. Si parla di
quei fondi che lo Stato aveva promesso dopo la visita dell’allora
capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, a seguito della tromba
d’aria che il 23 luglio 2010 aveva colpito duramente l’isola. Un
fenomeno che danneggio decine di case, impianti sportivi, edifici
pubblici e anche numerose autovetture dei residenti. A una prima
stima erano stati fissati danni per circa 5 milioni di euro. «Con il
massimo rispetto ci raffrontiamo a quanto accaduto con la tromba
d’aria che ha colpito Venezia»,, prosegue il consigliere comunale,
«ma a Pellestrina la gente si chiede perché non gli sia arrivato neppure
un centesimo rispetto a quando promesso da Roma, mentre altre zone
del Paese sono state rifondate subito a seguito di eventi che si sono
verificati dopo quello di Pellestrina». Dalla Municipalità, il
presidente Giorgio Vianello commenta amaramente: «Parleremo con il
sindaco, ma il mio timore è che a questa isola non arriverà nulla. Sono
tanti i soldi da tirare fuori per i terremoti e le alluvioni che si
sono poi succedute in giro per l’Italia, ma qui a Pellestrina sarebbe
bastato intanto partire con un milione di euro, almeno per aiutare
le famiglie che sono più bisognose e che hanno subìto i danni
maggiori. C’è tanta gente che si è dovuta fare un mutuo, con somme fino a
50 mila euro per ricostruire il tetto della casa».
Simone Bianchi
venerdì 8 giugno 2012
Bus pieno, arrivano i carabinieri
Genitori e studenti in mezzo alla strada bloccano la linea 11
Per il secondo giorno consecutivo l’autobus di linea 11 è arrivato
pieno di passeggeri alla fermata della scuola Loredan senza permettere a
nessuno di salire, e stavolta studenti e genitori lo hanno bloccato
mettendosi in mezzo alla strada. Mercoledì avevano minacciato di farlo
se il disagio si fosse riproposto, e puntualmente è accaduto. Il mezzo
era partito puntuale alle 12.55 dal capolinea del cimitero di
Pellestrina, ma già pieno di passeggeri dal momento che a qualche
turista, in arrivo con il vaporetto di linea 31 da Chioggia c’erano
anche molti residenti di rientro dal mercato chioggiotto. Situazione che
ha impedito ad altri passeggeri di salire sul mezzo strada facendo,
fino alle 13, quando è giunto alla fermata della scuola media Pietro
Loredan dove molti studenti erano in attesa per salire e tornare a casa.
«E’ successa la stessa cosa e stavolta la gente ha reagito protestando
perchè è stufa di queste situazioni – commenta Lorenza Vianello dalla
associazione Tra mare e laguna – ci sono continue penalizzazioni per i
residenti dell’isola, abbiamo già avuto in passato molti problemi per
questo stesso motivo. Serve un secondo mezzo».
La reazione degli studenti e dei genitori che si sono messi in
mezzo alla strada per impedire all’autobus di ripartire, ha provocato la
cancellazione della corsa e l’arrivo dei carabinieri. Gli stessi dai
quali il giorno prima erano andati a protestare i genitori degli alunni.
Solo che stavolta i militari sono passati alla identificazione dei
giovani e dei familiari. «Credo che sia stata una reazione ovvia, visto
che il problema è continuo» osserva il consigliere comunale Alessandro
Scarpa “Marta”. Consigliere che ieri ha presentato una interpellanza al
sindaco sui fatti di Pellestrina. «Sindaco con il quale ho avuto modo di
parlare ieri mattina al telefono, spiegandogli il disagio degli
abitanti. In fin dei conti, la scuola terminerà tra due giorni, cosa
costava ad Actv mettere in linea una corsa di rinforzo per evitare tutto
questo? Tra l’altro si sa che in questo periodo può capitare che un
maggior numero di turisti arrivano da Chioggia, quindi bastava fare
quattro conti e potenziare il servizio per quella corsa delle 12.55.
Invece niente».
giovedì 7 giugno 2012
Pellestrina Bus stracolmo gli studenti restano a terra
Gli studenti restano a terra perchè l’autobus Actv è stracolmo e
scoppia la protesta delle famiglie a Pellestrina. Ieri mattina alle
12.55, la corsa di linea 11 partita dal cimitero era già piena di
passeggeri. Quando è arrivata alla fermata di fronte la scuola Loredan
non c’è stato quasi modo di far salire nessuno. È successo che alcuni
genitori hanno anche tentato di bloccare il mezzo per protesta, mentre
altri sono stati chiamati al telefono per andarsi a prendere i figli in
auto direttamente da casa. C’è stato chi si è rivolto subito anche ai
carabinieri per denunciare l’accaduto, ma oggi si annunciano già altre
proteste qualora dovesse ripetersi il disagio. «Siamo tornati agli
episodi dello scorso anno», commenta il consigliere comunale Alessandro
Scarpa Marta, «la gente è stufa di queste situazioni, e ha già detto che
domani (oggi, ndr) bloccherà i mezzi diretti al Lido senza farli
imbarcare sui ferry boat a Santa Maria del Mare. Gli alunni delle scuole
hanno diritto a usare i mezzi pubblici ed è assurdo che Actv non
preveda corse di rinforzo proprio in fasce come queste». Scarpa ha
subito presentato una interrogazione all’assessore Bergamo. (s.b.)
martedì 5 giugno 2012
Pellestrina, arenile irraggiungibile
“Pennelli” coperti dai rifiuti e dune che impediscono l’accesso
La stagione balneare è iniziata ma a Pellestrina i problemi per
l’arenile permangono. Detto che per il terzo anno
consecutivo il
progetto per allestire stabilimenti attrezzati è rimasto solo sulla
carta, nonostante la disponibilità del consorzio che si era creato a suo
tempo, per i residenti le difficoltà di accesso e uso degli arenili
liberi dell’isola rimane la sola certezza. In una interrogazione che il
consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta” ha rivolto nelle ultime
ore all’assessore Gianfranco Bettin, viene citato proprio il problema
dei pennelli e del loro utilizzo da parte dei bagnanti.
Scarpa segnala infatti le difficoltà di accesso e uso dei
“pennelli”, dal momento che i camminamenti sono sempre pieni di legno e
rifiuti trasportati dal mare con le onde. Un altro problema ancora da
risolvere è quello dell’erosione, ma qui entra in ballo invece il
Magistrato alle Acque. In alcuni dei tratti di spiaggia, l’erosione è
talmente evidente che il mare si è “mangiato” alcune decine di metri di
arenile, arrivando ormai quasi a lambire il vecchio murazzo costruito a
protezione degli abitati retrostanti la spiaggia.
Una situazione che preoccupa non poco gli stessi residenti,
soprattutto chi ha ancora negli occhi l’alluvione del 1966. In certi
punti, infine, la sabbia trasportata dal vento ha creato dune che
impediscono l’accesso a porzioni intere di arenile, avendo ricoperto
alcuni camminamenti fondamentali per spostarsi dal murazzo alla riva del
mare. Il consigliere Scarpa chiede quindi interventi celeri a chi ne ha
la competenza per rendere pienamente fruibili ai pellestrinotti la loro
spiaggia, sempre sperando che si possa sbloccare la partita legata agli
stabilimenti balneari dei privati. (s.b.)
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