mercoledì 20 giugno 2012

Trovata una soluzione per i casoni

Municipalità e Comune hanno trovato un accordo sul problema dei casoni abusivi per il ricovero di attrezzi per la pesca e l’agricoltura. Un centinaio quelli sparsi sull’isola di Pellestrina e costruiti attorno al 1982. Strutture talvolta ampie solo qualche metro quadrato, fatte in legno o con materiali di risulta, ma di fatto abusive e su terreno comunale o demaniale dove i residenti non pagavano alcun canone di affitto. Dopo la decisione di ordinarne l’abbattimento immediato, solo 29 sono stati quelli eliminati nella zona di Portosecco. Ne restano in piedi ancora 18 nell’area di San Pietro in Volta, quindi una quarantina in zona La Mara nei pressi dell’abitato di Pellestrina. Lunedì si è svolta una commissione municipale apposita per fare il punto su questa vicenda, con una buona notizia. «Dopo l’abbattimento dei 29 casoni di Portosecco, avevamo scoperto che ci poteva essere una soluzione alternativa anche per garantire pescatori e agricoltori dell’isola», commenta il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello. «È pur vero che per trent’anni nessuno ha pagato affitti al Comune, e che quelle strutture erano del tutto abusive se non in certi frangenti anche pericolose, viste le modalità di costruzione. Però hanno un loro scopo fondamentale, altrimenti i pescatori non avrebbero luoghi dove poter ricoverare le reti e le altre attrezzature per la pesca. Il Comune ci ha informati che sono stati messi a disposizione 200 mila euro come primo stralcio per costruire i casoni già demoliti e per rifare i 18 di San Pietro in Volta. Ovvio che poi i residenti dovranno pagare un canone di affitto a Ca’ Farsetti in base alla dimensione del casone stesso». Per la quarantina di casoni in piedi ancora in zona La Mara a Pellestrina si lavorerà in un secondo momento, cioè non appena saranno disponibili altri fondi per la sostituzione del preesistente. In questo modo il Comune ha risolto da un lato il problema della fatiscenza dei casoni e della loro possibile pericolosità, e il fatto che fossero del tutto illegali. E dall’altro ha messo in regola la situazione. «Ci auguriamo che il tutto avvenga in tempi brevi, così da chiudere una partita che va avanti ormai da due anni. Da parte del Comune abbiamo trovato grande disponibilità nell’affrontare e risolvere questa vicenda», conclude Vianello. (s.b.)