venerdì 28 luglio 2006

Protesta dei vongolari, Mestre e Venezia in tilt

Il corteo di barche è partito alle 6 da Pellestrina e ha attraccato al canale Brentella. I pescatori hanno raggiunto a piedi Mestre provocando file interminabili

 


Protesta vibrante ieri a Mestre dei vongolari del consorzio Cavana di Pellestrina . Tensione e rabbia. E tanta voglia di urlare tutto il proprio disagio. È così che l'incontro che ieri s'è svolto presso l'assessorato provinciale alla Pesca s'è trasformato in una rivolta infocata che ha visto protagonisti cento pescatori infuriati. L'esercito di caparozzolanti ha improvvisato una manifestazione (non autorizzata) contro l'amministrazione, con tanto di blocco del traffico in via Libertà. I collegamenti tra Venezia e Terraferma sono andati in tilt per ore. Rallentamenti e file in entrambe le direzioni: ben 15 i chilometri di coda verso l'autostrada, altri 5 in direzione Venezia, tutto bloccato verso Mestre. Il traffico verso la Terraferma è stato deviato attraverso il cavalcavia di San Giuliano, mentre le auto dirette alla laguna sono state costrette a passare attraverso via Torino e poi San Giuliano. La situazione è tornata a una certa normalità soltanto dopo le 16.

La lunga giornata dei vongolari inizia all'alba. Il gruppo s'imbarca alle 6, diretto a Marghera. L'intento è di andare a protestare all'assessorato provinciale alla pesca, in corso del Popolo, in centro a Mestre. Così, il gruppo molto agguerrito naviga fino al Canale Brentella, nella zona di via Righi, dove vengono ormeggiate le barche, almeno una cinquantina. Sono circa le 9,30 e inizia la lunga marcia dei manifestanti. Il corteo rallenta il traffico diretto a Mestre: i cento, infatti, camminano lungo la carreggiata. Alle 10.30 arrivano nei pressi dell'assessorato, sotto il cavalcavia Rizzardi, dove una delegazione composta, tra gli altri, dalla presidente del Cavana Gina Tiozzo, da Vania Falcone di Agrimol, e Francesco Ballarin di Laguna Viva, incontra l'assessore provinciale alla pesca, Luigi Solimini. Al consorzio Cavana, infatti, hanno espresso solidarietà le altre cooperative, che l'altro ieri si sono riunite alla sede della Legapesca. I rappresentanti dei pescatori dibattono a lungo con Solimini, ma a fine mattinata la trattativa è ancora aperta. Intanto i manifestanti presidiano il piazzale antistante la sede dell'assessorato, ansiosi di sapere il responso della discussione. Alla notizia che la trattativa non è ancora chiusa e soprattutto che la proposta della Provincia non soddisfa le loro aspettative, i vongolari s'infiammano e decidono di bloccare il traffico. Alle 13 si siedono in mezzo alla carreggiata della rampa Rizzardi mentre altri prendono transenne e altri oggetti da un cantiere allestito lungo la strada e li sistemano in mezzo alla strada per impedire alle macchine di passare. Nel frattempo vigili, carabinieri e polizia, numerosissimi, cercano di tenere sotto controllo la situazione, precedendo e scortano i ribelli. Poi il corteo si sposta in via della Libertà, dove auto e camion vengono bloccati sotto al sole. E non tutti i conducenti reagiscono bene.

Verso le 14 un autista esasperato e bloccato scende dalla sua vettura e si scaglia contro manifestanti e poliziotti, che, muniti di caschi, scudi e manganelli, intervengono per sedare gli animi.

Alle 15 il corteo arriva al bacino di Marghera. I vongolari attendono notizie dal Comune: è in arrivo un'ordinanza che permette loro di pescare nell'area di Tombolino. Ma questa soluzione non li soddisfa. Alle 16.15 riprendono le barche: la protesta continua a Venezia provocando altri disagi anche in laguna.

Lara Loreti

giovedì 27 luglio 2006

Troppe alghe per i pescatori di Pellestrina, che si infuriano

IL CASO L’area a loro destinata garantisce una quantità ridotta di caparozzoli. E le cooperative chiedono di utilizzare quella riservata ai chioggiotti

 

La Provincia sta camminando sul filo di un rasoio, e ieri, per fronteggiare la protesta dei caparozzolanti di Pellestrina , ha avviato un percorso che rischia di scatenare la rabbia dei pescatori di Chioggia. Solo un grande equilibrio nei provvedimenti, e la capacità di mediazione tra i vertici delle cooperative chioggiotte e pellestrinotte potranno evitare lo scontro tra le due marinerie. «Ci stiamo provando», ha spiegato ieri l'assessore provinciale alla Pesca, Luigi Solimini.

Come si ricorderà, per consentire ai pescatori una possibilità di reddito in attesa che il passaggio dalla pesca vagantiva all'allevamento dia i suoi frutti, le autorità - Magistrato alle Acque, ministero dell'Ambiente, Regione, Provincia in testa - hanno autorizzato 45 giorni di pesca gestita dei caparozzoli, in due aree precise: 320 ettari tra Sacca Sessola, Giudecca, Sant'Angelo della Polvere; un centinaio di ettari a fianco del Canale dei Petroli, sotto il ramo sud del Melison. La prima area destinata ai barchini di Chioggia, la seconda alle vibranti di Pellestrina .

La seconda area, però, è risultata quasi tutta coperta da alghe fanerogame, di fatto è ridotta a una trentina di ettari e il pescato è insufficiente, tanto che l'altroieri i pellestrinotti sono andati in massa (60 vibranti) a pescare nella Marotta, un'area tra il Canale dei Petroli e il Canale Fisolo, classificata dal punto di vista igienico sanitario ma non autorizzata dal Magistrato alle Acque per l'alto rischio di perdita del sedimento. «Dateci il Tombolino», ha dunque chiesto la presidente del Consorzio La Cavana, Gina Tiozzo, riferendosi a 30 ettari tra il Melison e il ramo che porta a San Leonardo, ma le acque non sono classificate, e ci vorranno mesi.

Dunque? «Ci lascino andare a pescare anche noi a Sacca Sessola», ha chiesto Gina Tiozzo, affermando che verso Sant'Angelo - Campana i fondali sono sufficientemente alti da permettere in certe condizioni di marea di operare anche con le vibranti. E ieri sera la Provincia stava orientandosi a rilasciare un'autorizzazione provvisoria per un po' di barche pellestrinotte, in attesa di vedere se ci sono i margini, previa l'intesa tra le due marinerie, per un'ordinanza che regolamenti in maniera definitiva la divisione dell'area.

«Forse già in settimana - ha annunciato Solimini - per l'evidente disparità di prodotto tra le due aree alcune barche di Pellestrina potranno andare nella zona di Sacca Sessola, secondo turni e quantità che verranno stabiliti in modo equanime dal Gral». Sullo sfondo resta sempre il possibile utilizzo del Tombolino, e magari anche della Marotta, che a questo punto dovrebbe venire autorizzato dai sindaci di Mira e di Venezia sotto la cui giurisdizione ricadono le aree. La mancanza della classificazione igienico sanitaria o le resistenze del Magistrato alle Acque dovrebbero venire superate da specifiche ordinanze sindacali fondate sul rischio di turbativa dell'ordine pubblico che una situazione potenzialmente esplosiva comporta.

S.T.

mercoledì 26 luglio 2006

Riparte la protesta dei caparozzolanti

I pescatori di Pellestrina con 60 vibranti sono andati a prelevare vongole in un’area di laguna (la Marotta) non autorizzata

 

A neanche una settimana dalla ripresa della pesca gestita, è ricominciata improvvisa e rabbiosa la protesta dei caparozzolanti di Pellestrina , che ieri mattina con 60 vibranti si sono recati a pescare vongole in un'area di laguna non autorizzata. «L'aspettativa di aree adeguate all'emergenza è stata disattesa», ha spiegato Enzo Fornaro (Federcopesca), riferendo che le due zone concesse dalla Provincia per i 45 giorni di pesca gestita estiva, in attesa della ripresa a settembre della semina del novellame per passare all'allevamento, sono insufficienti.

Si tratta di 320 ettari tra Sacca Sessola, Giudecca, Sant'Angelo della Polvere, adatti ai barchini soprattutto chioggiotti, che hanno già pescato due giorni, e di una quarantina di ettari tra Melison e Cornio destinati alle vibranti di Pellestrina . «Non ci bastano», hanno protestato i pescatori isolani, che ieri tra le 7 e le 10 sono andati a pescare nella cosiddetta Marotta, un'area compresa tra la parte iniziale del Canale dei Petroli e il Canale Fisolo, idonea dal punto di vista igienico - sanitario ma negata dal Magistrato alle Acque per l'alto rischio di perdita dei sedimenti del fondale.

I pescatori sono stati sorvegliati dal nucleo natanti dei carabinieri, che però non sono intervenuti, e che ora segnaleranno alla Provincia, per le eventuali sanzioni, i responsabili del blitz.

Da giorni, poi, i pescatori di Pellestrina chiedono l'autorizzazione a pescare anche nell'area del Tombolino, una zona confinante con quella già concessa dalla Provincia e compresa tra la diramazione del Canale dei Petroli che porta a San Leonardo e il Canale Melison. E proprio ieri, su richiesta della Provincia, il Magistrato alle Acque ha dato il suo benestare per il Tombolino, che però non è classificato dal punto di vista igienico sanitario, e dunque non è immediatamente utilizzabile. I tempi ordinari per la caratterizzazione delle acque e dei fondali, che spetta alla Regione, sono di circa 3 mesi, ma la Provincia sta cercando di trovare una soluzione più rapida, magari provvisoria, attraverso ordinanze dei sindaci dei Comuni competenti. Nel caso specifico, Venezia e Mira.

S.T.

sabato 22 luglio 2006

Oggi e domani mercatino della solidarietà

(a.v.) Mercatino della solidarietà a Pellestrina . L'Associazione Abitanti in Isola, propone per oggi e domani, una esposizione, con possibile vendita, di prodotti realizzati da associazioni, cooperative, gruppi, che operano nel sociale e nel no profit. Il progetto è stato abbracciato in pieno dalla municipalità dell'estuario, che, oltre ad aver offerto il patrocinio, ha smaltito le procedure burocratiche per la sua realizzazione. Aderiscono al mercatino, Emmaus-Il Gabbiano, il centro per ammalati conclamati di Aids dell'isola, le associazioni di volontariato penitenziario "Il Granello di Senape" di Venezia e Padova, le cooperative sociali " Altra Città" di Padova e "Il Cerchio onlus", oltre che i gruppi parrocchiali di Ognissanti, S. Antonio e S. Pietro in Volta. Il mercatino si terrà dinnanzi al palazzo comunale, in orario compreso tra le 21 e le 24. Nell'occasione, l'A.A.I.I. raccoglierà le adesioni per la prossima biciclettata che si farà in isola il 13 agosto. Si ricorda che, ad ogni iscritto sarà consegnata una maglietta a ricordo della manifestazione.

venerdì 21 luglio 2006

Distretto di Pellestrina...

Giovedì, 20 Luglio 2006

 

(d.gh.) Distretto di Pellestrina , collocare un medico suemista o un rianimatore in un ambulatorio senza avere a fianco strutture ospedaliere adeguate è un assurdo. È come costruire una cattedrale nel deserto. Il responsabile del distretto sanitario di Pellestrina , Salvatore Cucca, respinge le richieste del consigliere municipale dell'Udc, Alessandro Scarpa Marta, che chiede un servizio sanitario di urgenza «per non obbligare le persone che hanno bisogno di cinque punti di sutura ad andare all'ospedale di Sottomarina o di Venezia». Così come chiede che sia messo a disposizione dell'isola di Pellestrina un'idroambulanza.

«Anche un intervento banale deve essere fatto in tranquillità, in un ambiente idoneo - spiega Cucca -. Non si tratta di emergenze che mettono in pericolo di vita, e la piccola traumatologia ha necessità di strutture adatte. Non avrebbe senso se ponessimo una struttura per fare suturazioni senza avere un centro con tutte le specialità per rispondere ad eventuali complicanze. E a Pellestrina non possiamo metterle. Se, ferendosi la mano, si è leso un nervo ulnare deve esserci un chirurgo vascolare e anche un ortopedico con una struttura ben attrezzata. Altrimenti è controproducente, il rapporto costo/benefici è negativo».

Anche per l'idroambulanza ci sono, al momento, poche speranze. «Abbiamo pochi mezzi a disposizione - spiega il responsabile del Dipartimento urgenza ed emergenza, Giuseppe Marchese - e non possiamo mettere a disposizione di Pellestrina un'idroambulanza 24 ore su 24». Bisognerebbe acquistarne una nuova, non è una cosa impossibile, ma è un costo che l'azienda Ulss 12 deve valutare: oltre all'imbarcazione sono necessari infatti sei motoscafisti, sei infermieri, due persone per il trasbordo: in totale 24 assunzioni da effettuare, a cui vanno aggiunti i costi di manutenzione del mezzo di soccorso. Una spesa che, con tutti i tagli subiti, sembra difficile che al momento l'Ulss possa sobbarcarsi. E così gli abitanti di Pellestrina dovranno necessariamente continuare a rivolgersi al distretto sanitario o al medico di guardia, che assicurano la copertura dell'assistenza 24 ore al giorno, o andare con i mezzi propri all'ospedale civile o a Sottomarina. Perché se attendono l'idroambulanza devono aspettare mezz'ora, il tempo necessario per raggiungere l'isola dalle Fondamenta Nuove.

mercoledì 19 luglio 2006

Calendario manifestazioni, sagre e spettacoli - ESTATE 2006

- GIUGNO -

 

 

DAL 13 AL 18

Pellestrina


con la collaborazione dell'Associazione ACS Murazzo

 

 

DAL 25 GIUGNO AL 2 LUGLIO

San Pietro in Volta


con la collaborazione dell'Associazione Sanpierinfesta

 

 

 

- LUGLIO -

 

 

DOMENICA 9 ORE 21.00

Pellestrina - Chiesa Ognissanti

IX EDIZIONE FESTIVAL INTERNAZIONALE "I CONCERTI SULLA LAGUNA 2006"

I SOLISTI BAROCCHI

MUSICHE DI GABRIELI, MONTEVERDI, ALBINONI, VIVALDI.

con la collaborazione dell'Associazione Accademia Musicale Italiana

 

 

VENERDì 21 ORE 21.00

Pellestrina - Chiesa Ognissanti


IX EDIZIONE FESTIVAL INTERNAZIONALE "I CONCERTI SULLA LAGUNA 2006"

NICOLA LAMON: CONCERTO D'ORGANO

MUSICHE DI BACH, HAENDEL, TELEMANN.

con la collaborazione dell'Associazione Accademia Musicale Italiana

 

 

 

- AGOSTO -

 

 


DAL 29 LUGLIO AL 6 AGOSTO

Pellestrina


con la collaborazione dell'associazione Comitato Festeggiamenti della Madonna dell'Apparizione

 

 

MARTEDì 8 ORE 21.00

Pellestrina

TEATRO IN ISOLA 2006

FREAKCLOWN

I CLOWN COME NON LI AVETE MAI VISTI

con la collaborazione dell'Associazione Pantakin da Venezia

 

 

SABATO 19 ORE 20.45

Pellestrina - Piazzale Ognissanti

LISCIO E NON SOLO - ORCHESTRA MELODY

BALLO LISCIO E BALLI DI GRUPPO CON ORCHESTRA

con la collaborazione dell'Associazione Mediasound

 

 

SABATO 26 ORE 20.00

San Pietro in Volta - Chiesa di San Pietro

ORE 17 FINALE DI CANICOLA

MONOLOGO TEATRALE DI GIULIANO MORASCO

 

ORE 20.45

San Pietro in Volta - Campo Chiesa San Pietro

LISCIO E NON SOLO - ORCHESTRA MELODY
BALLO LISCIO E BALLI DI GRUPPO CON ORCHESTRA

con la collaborazione dell'Associazione Mediasound

Al distretto poca assistenza sanitaria

(d.gh.) Pellestrina cenerentola per l'assistenza sanitaria. Il solo distretto non basta per soddisfare ai bisogni di quasi cinquemila abitanti, di una popolazione che per campare fa per lo più lavori manuali. E certo non può sostituire una struttura ospedaliera, che tanti ancora rimpiangono. «Ci accontenteremmo di un minimo di servizio sanitario di urgenza, con un medico rianimatore o un medico suemista, come richiesto nel documento votato dal consiglio di Municipalità - afferma il consigliere municipale dell'Udc, Alessandro Scarpa Marta - per non obbligare le persone che hanno bisogno di cinque punti di sutura ad andare all'ospedale a Sottomarina o al Lido».

Scarpa denuncia il caso di un uomo di 74 anni, affetto da Alzheimer, che lunedì scorso è stato accompagnato dalla moglie al distretto di Pellestrina per suturare un taglio a una mano. Il personale medico del piccolo pronto soccorso però lo ha rimandato per la sutura all'ospedale di sottomarina o al San Camillo al Lido. Solo le insistenze della moglie hanno fatto cambiare idea al medico, che alla fine gli ha dato cinque punti, non senza qualche rischio: le ferite alla mano sono le più particolari per la notevole presenza di vasi sanguigni e nervi e quindi certe suture in alcuni punti particolari vengono consigliate laddove sia possibile avere un supporto chirurgico, per dare una risposta adeguata qualora dovessero insorgere complicazioni. Lo stesso problema si era posto sabato 15 luglio, quando un bambino era stato costretto ad andare all'ospedale di Sottomarina, con un'ora e mezzo di viaggio.

«L'Ulss 12 e la Municipalità - continua Scarpa Marta - devono affrontare il problema, nel distretto serve un medico adatto a dare punti. Da anni andiamo avanti con interrogazioni e lettere, possibile che non si smuova questa situazione? Ancora il 21 giugno ho chiesto al presidente della Municipalità la convocazione di una seduta della commissione sulle problematiche della sanità di Pellestrina . Chiedo anche che in quella riunione venga presa in considerazione la possibilità di avere a disposizione dell'isola un'idroambulanza, come già discusso con il direttore Antonio Padoan all'inizio della legislatura di questo consiglio».

giovedì 13 luglio 2006

Accoltellata dal convivente

PELLESTRINA L’uomo è stato arrestato. La donna, una trentanovenne veneziana, guarirà in una decina di giorni.

All’origine del fatto una lite per futili motivi. Il feritore era già stato denunciato per maltrattamenti.

 


Una lite scoppiata per futili motivi tra le pareti domestiche si è trasformata in un incubo per una donna veneziana di 39 anni, picchiata e persino ferita con un coltello dal convivente arrestato poco dopo dai carabinieri.E' successo l'altro ieri pomeriggio nel sestiere Vianelli a Pellestrina . A dare l'allarme ai carabinieri sono stati i vicini della casa della coppia, preoccupati per gli eccessivi rumori e le urla che si sentivano da quell'appartamento. Una situazione a cui in verità avevano fatto l'abitudine, vista la relazione "burrascosa" tra i due protagonisti dell'episodio. Ma l'altro ieri pomeriggio qualcosa deve averli insospettiti ancora di più. In effetti, quando i militari dell'Arma della stazione di Pellestrina hanno bussato alla porta della casa di Giuseppe Arcoleo, 42enne originario di Palermo trapiantato a Pellestrina , e della sua convivente, R.M., veneziana di 39 anni, hanno avuto l'impressione di essere intervenuti al momento giusto. Secondo gli accertamenti effettuati dagli investigatori, infatti, l'uomo, già denunciato in passato per lo stesso motivo, aveva colpito ripetutamente la donna al volto, alla testa, all'addome. Provocandole anche traumi agli arti inferiori. In uno scatto di rabbia, non avrebbe nemmeno esitato a prendere in mano un coltello e a ferirla alla gamba destra. Fortunatamente, nell'abitazione teatro del dramma non erano presenti i figli di lei. Arcoleo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali e trasferito nel carcere di Santa Maria Maggiore. La convivente, collaboratrice scolastica, è stata visitata dai medici dell'Ospedale civile di Venezia e giudicata guaribile in una decina di giorni.


Roberta Benedetto

venerdì 7 luglio 2006

Realizzare un ferry-boat tra Chioggia e Pellestrina

Giovedì, 6 Luglio 2006

L'OPINIONE

di PAOLO BONAFÈ* e WALTER BARBIERI**

 


Nell'articolato reticolo tracciato dalle linee di navigazione gestite da Actv, risulta evidente l'assenza di un collegamento strategico che colleghi, tramite ferry-boat , l'isola di Pellestrina con Chioggia.


In un'epoca in cui la movimentazione merci e passeggeri a livello collettivo sta assumendo sempre più importanza, si ritiene opportuno, al fine di rispondere in modo efficace alla necessità di trasporto di beni e di persone, sottoporre ad una seria analisi la proposta di istituire questa nuova linea, che garantirebbe un rapido collegamento fra l'isola e la terraferma, a tutela delle esigenze di vita e mobilità di cui sono portatori i cittadini.

L'analisi di praticabilità di tale progetto, vede già individuato l'approdo di Chioggia, all'interno del Porto commerciale vecchio nell'isola Saloni, in seno alle banchine della darsena di "Marittima" la cui area è compresa tra il "Canal Lombardo Esterno" ad ovest e le Ex Saline ad est, ove esiste uno scivolo, ora in disuso, per navi: il luogo è facilmente raggiungibile dai mezzi provenienti dall'hinterland di Chioggia e dalla statale Romea.

La rotta, prevista per il ferry, parte dall'uscita della darsena di Chioggia, accostando verso San Felice e mantenendo la boa di segnalazione verde sulla propria dritta. Il traverso della boa determina l'accostata per procedere verso il canale di Caroman, costeggiante tutta la diga foranea, che collega Pellestrina all'Isola di Caroman. L'approdo di arrivo sarebbe adiacente alla radice della diga, orientato per Nnw, con vento di bora prossimo al traverso. Nel luogo è presente già uno scivolo e l'intera area prospiciente offre, apportando dovuti interventi architettonici e logistici, una buona ricezione per i mezzi in attesa. Poiché attualmente è raggiungibile tramite una stradina sterrata, che proviene dalla piazzetta del capolinea della linea d'autobus 11 e del pontile della linea 31, si dovrà provvedere alla asfaltatura della stessa.

Il tempo di viaggio, comprensivo dei tempi di percorrenza e delle manovre di partenza e attracco, con condizioni meteo marine ottimali e traffico portuale non impegnativo, è stimabile intorno ai 30 minuti. La nuova linea è, pertanto, tecnicamente fattibile e di facile attuazione, tenendo conto degli interventi per l'avvio e la necessaria concertazione con gli enti interessati.

Vale la pena mettere in luce le ricadute positive che la sua realizzazione garantirebbe: una più rapida ed economica mobilità delle merci che devono raggiungere l'isola, sia per il rifornimento di negozi, di strutture di ristorazione, ma soprattutto dei cantieri e di tutte le realtà produttive che vi operano; un più rapido accesso per i cittadini ai servizi presenti nella zona di Chioggia ed in particolare alle strutture sanitarie (Ospedali di Chioggia e Piove di Sacco); una funzione facilitatrice allo sviluppo di un turismo sensibile alle bellezze naturalistiche dell'isola; l'alleggerimento del traffico pesante e di automobili private sul Tronchetto e sul Lido, ma anche sulla statale Romea e di attraversamento di Mestre e del Ponte della Libertà.

La linea dovrebbe avere un avvio sperimentale e prevederebbe l'effettuazione di tre corse alla mattina e tre corse alla sera, in orari da concordare con gli operatori economici.

La nostra proposta prevede l'impiego di una motozattera che abbia una capacità di carico di 35 mezzi commerciali (equivalente a 45 auto). Se consideriamo le tariffe ora in vigore e pubblicizzate da Actv-Vela sulla linea 17, vediamo che il costo del biglietto varia dai 15 ai 58 euro (per i pullman). Se mettiamo in correlazione questi due dati e cioè la capacità di carico con il valore del titolo di viaggio, vediamo che, ipotizzando un valore medio del biglietto in 20 euro e una previsione di trasporto di almeno 25 mezzi, si ottiene un introito a viaggio di 500 euro, che dovrebbe essere in linea con i costi sopportati da Actv.

Ma l'interesse espresso dai cittadini e dalle forze economiche di Pellestrina , potrebbe mettere in moto anche nuovi modelli di integrazione e partnership fra pubblico e privato e vedere una collaborazione fra Actv e imprenditoria locale nella gestione della linea.

La mission di Laboratorio Venezia ha proprio questo significato: aprire uno spazio che faccia circolare pensieri ed idee, favorisca il dibattito cittadino su una pluralità di temi e progettualità, favorisca la costruzione di sinergie fra soggetti diversi che ritengono di misurarsi in una dimensione di confronto fattivo, e collaborazioni costruttive.


 


*Presidente di Laboratorio Venezia

**Coordinatore tavolo tecnico dei trasporti di Laboratorio Venezia

martedì 4 luglio 2006

Pellestrina come Formentera: assalto alla "nuova" spiaggia

TURISMO Domenica lungo i 6 chilometri di arenile un’interminabile coda di barche e gommoni. Il rovescio della medaglia sono i tanti rifiuti abbandonati

 

La spiaggia di Pellestrina presa d'assalto dai bagnanti. È stata una giornata da ricordare, quella di domenica, per la massiccia presenza di turisti, arrivati via terra, ma più numerosi dal mare, a godersi la bellezza e la libertà dell'isola. Da quando è stata costruita la spiaggia artificiale - una decina d'anni la parte di Pellestrina - da sette circa quella di S.Pietro in Volta, è stato un crescendo di arrivi. Turisti mordi e fuggi, che arrivano e partono in giornata, perchè l'isola non ha strutture recettive. Vi sono gli habituèe, quasi pendolari, da Chioggia e Padova, che hanno "abbandonato" la spiaggia di Caroman, che frequentavano sino allora, e la confusione delle loro città, per questo lembo di terra ancora selvaggio e non ancora fruito secondo le sue vere potenzialità. Vi sono i turisti domenicali, che arrivano in bicicletta o con i mezzi pubblici, ma la maggior parte giunge con imbarcazioni proprie. Anche domenica, come da qualche settimana a questa parte, si contavano, nella lunghezza dell'arenile, oltre 6 chilometri, un centinaio di imbarcazioni veloci e una quarantina di gommoni. Per non parlare di tutte le barche che erano ancorate sulla riva della laguna, decine e decine, in prossimità soprattutto di ristoranti e bar.Parecchie anche le tende: in isola non esiste un campeggio, e così, soprattutto i giovani, bivaccano sulla spiaggia. Unica cosa sgradita di tutto questo movimento, la quantità impressionante di rifiuti abbandonata poi dai bagnanti. Essendo la spiaggia libera, molti - tra i quali anche qualche indigeno - lasciano senza scrupolo carte, bottiglie, resti di pranzi e merende, che vengono comunque raccolti il giorno dopo dalla cooperativa che svolge il servizio di pulizia manuale dell'arenile per conto del Consorzio Venezia Nuova. In questi giorni poi, sulla battigia, in zone diverse, sono state rinvenute le carcasse, portate dal mare, di un cucciolo di delfino, ucciso probabilmente da un'elica, e di una grande testuggine. Ad intervenire è stata la protezione civile locale, dopo aver allertato l'Europa Assistance, un'associazione che tutela questo tipo di animali protetti.

Annalisa Vianello