mercoledì 23 novembre 2016

Padre Raimondo Calcagno verso la beatificazione

I membri del Tribunale ecclesiastico accerteranno se ha compiuto un miracolo Nato nel 1888, si formò dai Filippini. Fu benvoluto da tutti per la sua bontà 

 Aperto il processo canonico per verificare se padre Raimondo Calcagno, già dichiarato venerabile da papa Francesco il 7 novembre 2014, abbia compiuto un miracolo dopo la morte, guarendo un giovane di Pellestrina. Il miracolo è un elemento che si aggiunge ai molti altri requisiti per la beatificazione che i fedeli di Chioggia inseguono dal 1991.
Padre Raimondo era un filippino, educatore, biblista ed esperto in diritto canonico. Lunedì scorso il vescovo monsignor Adriano Tessarollo ha nominato il Tribunale ecclesiastico che si occuperà di verificare se l’episodio di guarigione del giovane di Pellestrina, affidatosi nella preghiera a padre Calcagno, sia da considerarsi presupposto certo per la beatificazione. Si avvia così un’ulteriore tappa di un iter che non sarà di certo breve.
Per la comunità di Chioggia padre Raimondo è sempre stato considerato un santo, prima e al di là dell’episodio di Pellestrina che si è verificato una decina di anni fa. Di santità se n’era già parlato subito dopo la sua morte, avvenuta nel 1964, perché la sua vita e la sua professione sacerdotale sono sempre state considerate “straordinarie”. Il religioso fu punto di riferimento indiscusso per bambini, giovani e famiglie. A lui si deve l’istituzione dell’oratorio dei Padri Filippini dove trovarono una casa anche molti orfani del Dopoguerra, quando il mare spesso impediva il ritorno a casa dei capifamiglia.
Padre Calcagno nacque nel 1888. Nel 1914 istituì l’oratorio ricreatorio San Filippo Neri e diresse dal 1921 al 1947 il patronato San Girolamo Emiliani. Qui raccolse e formò, civilmente e cristianamente, tanti bambini, giovani abbandonati nelle calli e orfani della città. Fu assiduo confessore, padre spirituale di sacerdoti e seminaristi, apprezzato teologo e giurista.
La causa di canonizzazione si è aperta nel 1991 a Chioggia, sotto la guida dell’allora vescovo Alfredo Magarotto, per poi spostarsi a Roma, alla Congregazione delle cause dei santi. Il presupposto per la richiesta di beatificazione faceva leva sulla profonda carità del sacerdote, sulla sua spiritualità e sulle gesta a favore dei poveri e degli ultimi.
Oggi però nel percorso verso la santità si è inserito un nuovo elemento, la guarigione del giovane di Pellestrina. Ai primi di ottobre padre Ermanno Caccia dell’Oratorio filippino di Chioggia, postulatore della causa di canonizzazione, dopo aver consultato medici specialisti e con il parere della Congregazione delle cause dei santi, ha presentato al vescovo Tessarollo la richiesta di prendere in esame e di istituire un processo canonico proprio su questo episodio.
Alla richiesta ha allegato una “Relazione particolareggiata del caso” e un elenco di testimoni, tra cui il medico curante del giovane e i familiari. Il vescovo Adriano, dopo alcune consulenze, lunedì ha nominato i membri del Tribunale ecclesiastico che sarà formato dall’arcivescovo emerito di Gorizia monsignor Dino De Antoni, dal monsignor Alfredo Mozzato e dal professor Paolo Padoan. Dopo la nomina, i membri hanno prestato giuramento, come previsto dalle norme canoniche.
Lo scopo del processo è accertare la natura e la gravità della malattia, la guarigione inspiegabile alla luce della scienza medica e se tale guarigione sia da attribuirsi all’intercessione
del venerabile padre Calcagno. Si apre quindi un altro capitolo nel percorso di canonizzazione che, se si concluderà positivamente come i fedeli chioggiotti auspicano, porterà alla beatificazione di padre Raimondo. Elisabetta Boscolo Anzoletti