venerdì 3 maggio 2013

Vandali contro la pista ciclabile

Gettate migliaia di puntine sul percorso dei Murazzi a Pellestrina. Indignazione del Gruppo turismo
 
Tre piccoli scoppi, seguiti da altrettanti sibili appena percettibili. I ciclo-turisti che erano arrivati a Pellestrina la mattina del primo maggio erano, a dire poco, esterrefatti: nel giro di pochi secondi tre biciclette avevano forato le gomme e quasi metà del loro gruppo era rimasto appiedato. «Ma che razza di pista ciclabile è questa?» hanno telefonato immediatamente a Marco Tiozzo Bastianello, il titolare del Bragozzo Ulisse che fa regolarmente la spola tra Chioggia e Pellestrina, proprio per accompagnare questi escursionisti in uno dei più belli itinerari lagunari, tra sole e mare, nella quiete della natura resa ancor più accattivante dall'uso di un mezzo, come la bici, silenzioso e rispettoso dell'ambiente. Tutto bello, finché non fori le gomme. E a loro era capitato a poche decine di metri dall'approdo, sulla pista ciclabile dei Murazzi dove erano giunti alle sette e mezza di mattina con l'idea di una gita “fuori porta” nella giornata di festa. Fermarsi a cambiare le gomme non rientrava nei programmi e, probabilmente, non era neppure contemplato dal contenuto degli zaini. A Peggiorare la situazione, poco dopo, anche altre due bici, che avevano proseguito, forano. E un po' alla volta il gruppetto si rende conto che tutta la pista ciclabile è cosparsa di puntine da disegno: centinaia, forse migliaia, lungo un percorso di almeno due chilometri, fin quasi al cimitero. Marco Bastianello, capita la situazione non esita un secondo: manda il figlio a ripulire tutta la pista ciclabile e fornisce ai turisti appiedati alcune sue bici per poter continuare l'escursione. Tutto risolto, quindi, ma il rischio non era trascurabile. Quel primo gruppo di sette-otto ciclisti, infatti, non ha avuto problemi di cadute, ma qualche ora dopo sarebbero transitati gruppi molto più numerosi di 50-60 persone provenienti dalla parte opposta del percorso ciclabile, dal Lido, cioè. E se qualcuno del gruppo, forando, fosse caduto, si sarebbe trascinato dietro altre persone che avrebbero potuto farsi molto male. Bastianello ha avvertito dell'accaduto la sua associazione, il Gruppo turismo Chioggia. «Presenteremo una denuncia contro ignoti» dice Marino Masiero di Slow Lagoon e Gtc «È un atto che offende il turismo “lento” e coloro che credono in questo tipo di visitazione, ma è soprattutto un potenziale danno per l'economia dell'isola che dal lavoro di Bastianello, col suo Bragozzo Ulisse, riceve grandi benefici». Diego Degan