martedì 14 febbraio 2012

Palasport, Comune sotto accusa

Critiche a Ca’Farsetti dopo l’ennesimo scoperchiamento del tetto
 Vigili del fuoco in azione, interdetto anche l’utilizzo del vicino campo da calcio

774-2.jpg I vigili del fuoco sono intervenuti ieri mattina, e hanno lavorato sino al tardo pomeriggio, per mettere in sicurezza la parte del tetto del palazzetto dello sport di Portosecco, scoperchiatosi sabato scorso, per la quarta volta. Ed è stato interdetto, per ora, anche l'utilizzo del campo da calcio adiacente, dove gioca l'«ASD Nuovo San Pietro», perchè ci potrebbe essere la possibilità, con un altro episodio di vento, di nuove cadute di materiali. Nessun tecnico del Comune a visionare la situazione.
      Ciò che è accaduto sabato comunque, è stato un «disastro» annunciato, nel senso che nella giornata di venerdì, ben due mail, di cui una del consigliere comunale Alessandro Scarpa, avvisavano gli uffici comunali competenti, della situazione di pericolosità. Una pericolosità che dura però da un anno e mezzo; la terza scoperchiatura del palazzetto, risale infatti alla tromba d'aria che ha interessato l'isola il 17 luglio del 2010. Da allora nulla è stato fatto, se non coprire con teli di nylon la zona scoperta. Una copertura così provvisoria, che nulla ha impedito contro gli agenti atmosferici. Infatti, l'interno del campo da gioco è inzuppato d'acqua piovana, e tutto, compreso le opere in muratura, è rovinato. Un chiaro esempio dello scempio di denaro pubblico. In isola, ovviamente, gira molto malumore. «Più che malumore è sdegno» commenta un giovane isolano «soprattutto verso gli amministratori che non si sono adoperati per sistemare la situazione in tempo utile. A questo punto, potrebbero abbatterlo». «Non so più che dire - afferma il consigliere comunale Alessandro Scarpa - si è perso tempo prezioso. Oggi, per sistemarlo, ci vorrebbe un miracolo». È da sapere, che in questi 18 mesi, sono stati fatti più sopralluoghi, con il sindaco, con l'assessore Maggioni, con tecnici, con responsabili, ma l'inizio lavori promesso, slittava continuamente. Per ultimo, dovevano iniziare a novembre 2011, spostato poi «a giorni». E i tanto decantati 30 mila euro stanziati dall'assicurazionem ora non basteranno nemmeno per asportare il materiale divelto.