giovedì 19 gennaio 2012

Pioggia di lettere a favore dell’ordinanza «pro cani»

Pioggia di lettere a favore dell’ordinanza per «liberare» i cani di Pellestrina. Trascorse le 48 ore previste dopo la firma da parte del sindaco Orsoni dell’ordinanza che vieta la detenzione degli animali sulle palafitte lagunari, sono iniziati i controlli per verificare che questa venga rispettata, e nelle prossime ore si saprà se i sei cani presenti sui casoni da pesca nel territorio comunale di Venezia sono stati riportati a terra. Intanto, però, il movimento d’opinione creatosi tra gli animalisti per tutelare i nove cani utilizzati per fare la guardia sulle palafitte ha dato vita a una autentica pioggia di messaggi in favore della scelta del sindaco Orsoni di firmare l’ordinanza che vieta la detenzione degli animali in quel modo. Vuoi per il successo ottenuto, vuoi perchè la storia lanciata dalla Nuova poi è stata ripresa anche da Striscia la Notizia e dai telegiornali regionali, fatto sta che le mail che plaudono al sindaco di Venezia stanno arrivando a decine e da ogni parte d’Italia. Dalla Sicilia alla Lombardia, dall’Umbria al Veneto, dal Lazio all’Emilia Romagna. «Chiedo alle autorità competenti di vigilare ora sul futuro di questi cani» sottolinea ad esempio Maria Pia Superti dalla provincia di Cremona, mentre Lucilla Mancini da Firenze auspica che «ora i cani abbiano uno spazio per poter correre in libertà». E ancora Vera Ferrari da Verona: «Questa ordinanza del sindaco di Venezia è un esempio di civiltà», mentre dallo Studio Mascitelli di Bologna si chiede un censimento degli animali prima che vengano liberati. Ringraziamenti al sindaco giungono anche da Pisa, dal Comitato Europeo Difesa Animali, per i cui responsabili «in una città come Venezia non poteva essere accettato, ne sottovalutato il comportamento perpetrato ai danni di quei cani». Tante le proposte di adozione che sono state avanzate, un po’ da tutto il Paese, e mentre si attende che pure il Comune di Chioggia segua l’iter percorso da Ca’ Farsetti, dal momento che altri tre cani sono sulle palafitte nel suo braccio di laguna di competenza, la associazione Canili Veneti onlus, che per prima aveva denunciato la situazione, precisa che «Questa associazione ha inoltrato quattordici esposti a tutte le istituzioni di Venezia all’inizio di ottobre e si è attivata per la soluzione normativa da parte dei Comuni di Venezia e Chioggia, e l’affidamento dei cani detenuti sulle palafitte. Intendiamo precisare anche che uno dei cani è stato portato dal servizio veterinario di Venezia al rifugio di San Giuliano dove è stato curato perché era particolarmente denutrito, e del quale chiediamo ufficialmente l’adozione»