venerdì 13 gennaio 2012

De Poli, il tribunale fa causa a sei banche

Contestata l’applicazione di interessi sugli interessi

Sei istituti di credito, tra cui anche Monte dei Paschi di Siena e Unicredit, chiamati a rispondere di anatocismo bancario nei confronti dei cantieri navali De Poli di Pellestrina, sprofondati qualche anno fa in un deficit di 136 milioni di euro. Il commissario e liquidatore giudiziale del cantiere, dottor Emilio Borella, per conto del tribunale, ha avviato le procedure legali per far causa alle banche. Come previsto è stato preso in esame un arco di tempo di dieci anni, prima del fallimento dell'azienda fondata da Davino De Poli.
767-2.jpg       In pratica le banche, secondo i primi conteggi ancora in fase di elaborazione, avrebbero applicato maggiori interessi passivi di quelli dovuti, calcolando una quota sugli stessi interessi. In parole semplici sarebbero stati calcolati gli interessi non solo sul capitale preso a prestito ma anche sugli interessi passivi, determinando una crescita esponenziale del debito.
      E qui si scatenerà una battaglia legale tra le parti, se non si arriverà ad una mediazione in extremis.
      Anche perchè l’anatocismo viene considerato un illecito civile, privo di risvolti penali, e il sistema sanzionatorio prevede semplicemente il rimborso delle somme non dovute, con i relativi interessi legali. Non è stato ancora elaborato un conteggio definitivo, ma è facile immaginare che, in un decennio, in ballo vi sia una cifra di alcuni milioni di euro.
      «Questa causa con le banche - spiega il dottor Borella - è il fronte sul quale siamo attualmente impegnati, che blocca altri sviluppi. Intanto sono stati risarciti i creditori privilegiati e tutti i dipendenti, circa un centinaio. Quasi tutti hanno anche trovato lavoro e quindi la vicenda si è conclusa positivamente anche sul fronte occupazionale, senza ulteriori strappi. Venduti i cantieri navali ad Actv, per gli altri risarcimenti dobbiamo aspettare».
      In ogni caso sarà un modo per tentare di recuperare altri fondi per saldare i numerosi creditori rimasti ancora insoluti.