giovedì 22 settembre 2011

Incendio Polimeri, colpa di una saldatura difettosa

Un punto importante per la difesa al processo sull’incidente verificatosi il 3 luglio del 2007 nell’impianto cracking della Polimeri Europa di Porto Marghera, dove scoppiò un incendio - con conseguente fuga di gas che investì Pellestrina - a causa del cedimento di una tubatora. Nell’udienza di ieri, nell’ambito del processo con rito abbreviato che vede imputati per disastro colposo sei dirigenti del’azienda - il perito nominato dal gup Antonio Liguori, il professor Alberto Tiziani, ordinario di materiali metallici a Padova, ha smentito la ricostruzione effettuata dalla pubblica accusa, sostenendo che il cedimento di un giunto a "T" della tubatura è stato un processo lento, non dovuto a particolari o violente sollecitazioni, ma ad un difetto originario di una saldatura, difetto non visibile. Conclusione che contrasta con quella del consulente del pm Lucia D’Alessandro, secondo il quale quel giunto aveva ceduto in maniera piuttosto "rapida" a seguito delle forti sollecitazioni dovute alle vibrazioni dell’impianto provocate da una valvola mal funzionante che non era stata sostituita nonostante le previsioni dei tecnici.
      L’audizione del perito è durata l’intera giornata, alla presenza di difesa e accusa e dei rispettivi consulenti che hanno analizzato dettagliatamente la questione. A conclusione dell’udienza, la difesa non ha nascosto la soddisfazione.
      Il processo è stato quindi rinviato al 7 ottobre per l’avvio della discussione. La sentenza è prevista per il 25 novembre.