sabato 26 marzo 2011

Villette per turisti a Ca’ Roman

Ieri in Commissione il piano di recupero dell’ex colonia estiva delle suore Canossiane
 Saranno realizzate 80 unità abitative. Timori per la vicinanza all’area naturalistica

651-1.jpg Al posto dell’ex colonia di Caroman, lembo estremo dell’isola di Pellestrina proiettato verso Chioggia, potrebbero sorgere un’ottantina di appartamenti realizzati con materiali compatibili e a bassissimo impatto ambientale, ma ai margini di un’area naturalistica pregiata. Il progetto, presentato ieri in pre-illustrazione ai consiglieri comunali, è un piano di recupero di iniziativa privata a cura dello studio di architettura Mar.
      In totale è prevista la creazione di 40 blocchetti per un totale di 80 appartamenti facenti parte di un villaggio immerso nel verde, tra il mare e la laguna.
      «Il complesso - ha spiegato l’architetto Giovanna Mar - non ha incidenza sull’area Sic e comunque sono state prese molte precauzioni per evitare emissioni dannose e interferenze sulla nidificazione di specie rare di uccelli. È prevista la demolizione degli edifici dell’ex colonia estiva, a parte un paio che saranno conservati e ristrutturati in quanto portatori di una testimonianza architettonica. I materiali derivanti dalla demolizione saranno riutilizzati nella maggior misura possibile».
      Gli edifici saranno come "sospesi" dal suolo, in modo da ridurre la cementificazione ai soli punti d’appoggio e dovrebbero avere una buona efficienza energetica.
      Trattandosi di una illustrazione, ai consiglieri non era concesso intervenire, se non per brevi domande sulle specifiche del progetto. Ma c’è da credere che per le prossime sedute saranno molti in consiglieri a volersi esprimere. Alessandro Scarpa "Marta" (Lista Brunetta) si è già prenotato: «L’area è già stata disastrata dai cantieri del Mose e pertanto non può subire ulteriori ferite. Intanto ho chiesto del materiale relativo al progetto e ho domandato che una prossima seduta della commissione si tenga a Pellestrina, in modo che tutti possano rendersi conto della delicatezza del contesto».