mercoledì 18 febbraio 2009

Pellestrina, record di obesi e di ipertensione

 

A Pellestrina si mangia poco pesce e anche poca verdura. Si preferisce la carne, soprattutto se accompagnata da un bel bicchiere di vino, anche due. A tracciare le abitudini alimentari dei residenti è uno studio elaborato dal Comune di Venezia per comprendere gli stili di vita e di salute di una popolazione specifica della laguna di Venezia, contrassegnata storicamente da una forte endogamia e quindi anche con un marcatore genetico del tutto particolare. Ad interessare i ricercatori sono stati anche alcuni dati che si discostano dalle percentuali nazionali: ad esempio il numero di obesi, superiore alla media nazionale. Per quanto riguarda le donne, la percentuale è superiore del 4.8 per cento rispetto alla media nazionale (13.9 nell'isola contro il 9.1 nel resto del Paese). Di queste il 61.4 per cento ha un'età compresa tra i 30 e i 65 anni, il 4.8 ha meno di trent'anni, mentre il 34.5 ha più di 65 anni. Le signore in sovrappreso sono il 31.9 per cento contro 26.6 a livello italiano. Ma anche i maschietti non se la passano bene: gli obesi a Pellestrina sono il 4.3 per cento in più rispetto al resto della popolazione italiana. Ben il 24.9 per cento degli uomini dell'isola è obeso o in sovrappeso.
      Sono questi alcuni dei dati presentati ieri mattina nella riunione della III commissione consiliare (Programmazione sanitaria) riunitasi a Ca' Farsetti che ha ascoltato i primi risultati dell'indagine condotta dai medici Giorgio Levedianos e Filippo Brocadello per conto del Comune e in collaborazione con l'Ulss 12. L'indagine, un vero e proprio screening demografico, ha visto l'elaborazione di duemila questionati distribuiti alla popolazione dell'isola che ha collaborato. Da questi dati è emerso ad esempio che sull'isola pochi svolgono attività fisica in periodo extralavorativo; che vi è una massiccia abitudine al fumo, al consumo di alcol con un comportamento alimentare che predilige la carne a scapito di pesce e verdura. Offronto spunti di riflessione anche i dati relativi alle patologie dichiarate: dai trent'anni in su, le malattie che più colpiscono i residenti sull'isola sono soprattutto l'ipertensione arteriosa e il diabete. Levedianos ha rivelato che un'indagine ad hoc compiuta su un campione di 362 bambini ha consentito di verificare che, proprio tenendo conto delle particolarità di una popolazione storicamente "chiusa" ovvero con poca o pochissima dinamica genetica, quindi con fortissima endogamia, si è avuto modo di accertare come il 21 per cento dei bimbi sia portatore sano del fattore di Leiden ovvero con una maggiore propensione nel corso del tempo a patologie cardiologiche di una certa rilevanza. La percentuale nazionale si attesta al 2-3 per cento. Levedianos ha auspicato che la ricerca sulla popolazione di Pellestrina proseguire: ma serve un adeguato finanziamento (almeno un milione di euro) e un osservatorio/laboratorio in un luogo centrale dell'isola per continuare nell'azione di controllo e di indagine epidemiologica.