giovedì 12 febbraio 2009

Pellestrina, con il "San Giorgio" tornano code e polemiche

 

Ritorna a sorpresa, in isola, il ferryboat San Giorgio e scoppia la protesta. Da anni i pellestrinotti e i loro rappresentanti politici lottano perché il S.Giorgio, vecchissimo, anche se indistruttibile, piccolo e insufficiente per i bisogni dell’isola, venga messo, almeno per questa zona, definitivamente da parte. Invece, periodicamente e in casi di necessità, come questo, visto che Actv ha quattro motozattere in cantiere, viene piazzato a Pellestrina. Ieri mattina si sono formate code, soprattutto di mezzi di lavoro, sia a S.Maria del Mare che agli Alberoni Rocchetta, e si sono avuti i primi sintomi di insofferenza da parte degli utenti. C’è da dire, che con l’attuale situazione, che vede un continuo viavai di articolati pesanti per gli interventi sul Mose, spesso risultano insufficienti pure le altre motozattere, figurarsi il San Giorgio.«Lo sapevo che finiva così - commenta infuriato il consigliere di Municipalità Alessandro Scarpa - da qualche giorno vi erano movimenti strani; prima l’Ammiana, il nostro ferry che si rompe e viene sostituito dal Pellestrina, dopo pochi giorni via il Pellestrina perché anche questo ha dei problemi, e arriva il San Marco, che ovviamente serve alla linea 17, e dopo un paio di giorni se ne va pure lui lasciandoci il San Giorgio. E’ vergognoso che un’azienda pubblica come Actv non sia in grado di gestire le manutenzioni».
      «E’ una storia annosa quella del San Giorgio - gli fa eco Pietro Ballarin pure lui consigliere di Municipalità - da tempo infinito chiediamo e pretendiamo che questa non sia la nostra motozattera. Possiamo accettare la sua presenza per qualche ora, non di più. Actv deve prendere atto che la Pellestrina di oggi non è quella di 20 anni fa, e che da e per l’isola vi è un movimento continuo, che deve necessariamente essere supportato da un servizio pubblico efficiente. Se pensiamo che Actv oggi ha sette ferry, compreso il Salamina, e quattro di questi sono in cantiere, forse tanto efficiente non lo è».
      Annalisa Busetto