martedì 10 febbraio 2009

Mose, il Comune potrebbe rinunciare ai ricorsi

L’atto, auspicato dalla giunta regionale, sarebbe un segnale di distensione e porterebbe forse alla compensazione delle spese legali

 

(m.f.) Il Comune potrebbe rinunciare ai ricorsi pendenti in Consiglio di Stato, lanciando un segnale di distensione al Governo e alla Regione e probabilmente contando in un sostanzioso risparmio delle spese legali. In caso di rinuncia al contenzioso, è probabile che le parti si accordino per la compensazione delle spese legali, evitando di spendere ulteriori denari soprattutto in un momento come questo di "magra" per i conti pubblici.
      Di fronte al Consiglio di Stato è la sentenza del Tar dell’ottobre 2008 che aveva respinto i ricorsi del Comune sull’enorme cantiere per la prefabbricazione dei cassoni a Santa Maria del Mare, esteso 15 ettari, e il progetto del contiguo villaggio per gli operai. I giudici amministrativi veneziani avevano ritenuto il ricorso contro la spianata tardivo, mentre per il villaggio il ricorso era stato dichiarato irricevibile.
      A fine 2004, invece, il Consiglio di Stato respinse i ricorsi del Comune e degli ambientalisti sulla questione della mancanza della Valutazione di impatto ambientale per le opere alle bocche di porto.
      Da allora il clima è giocoforza cambiato e la discriminante è stata l’acqua alta eccezionale del primo dicembre 2008, che ha messo in ginocchio la città a pochi giorni dalla riunione del Comitatone che avrebbe dovuto ripartire i fondi di Legge speciale tra Mose e (non accadeva da anni) al Comune. Il sindaco e la sua giunta avevano rinunciato all’ostruzionismo ad oltranza, pur mantenendo la propria opinione sull’opera e i modo con cui si è arrivati alla realizzazione. Quest’atto è stato determinante ai fini della distensione con il Governo, che ha risposto con un rifinanziamento della Legge speciale inferiore alle aspettative, ma comunque cospicuo che consentirà al Comune di erogare al più presto fondi per il restauro di immobili privati e per continuare le opere di manutenzione pubblica.