martedì 16 dicembre 2008

L'atteso incontro tra sindacato e azienda sulla cassa integrazione alla De Poli si terrà oggi

 

L'atteso incontro tra sindacato e azienda sulla cassa integrazione alla De Poli si terrà oggi. E sono tanti gli occhi puntati su questo primo confronto in una crisi che rischia di travolgere tanta gente. Non solo il centinaio di lavoratori della De Poli, ma anche gli oltre 200 operatori degli appalti. Se il cantiere di Pellestrina non ottenesse i finanziamenti dalle banche e di conseguenza non saldasse i suoi debiti, a saltare potrebbero essere anche queste aziende. Piccole realtà che vivevano da anni del lavoro della De Poli e che sono piombate, da un giorno all'altro, nella disperazione. Tra questi ex fornitori, c'è già chi si sta vendendo la casa.

L'ASSEMBLEA - La giornata di ieri è cominciata con un'altra assemblea dei lavoratori del cantiere. In isola è arrivato il segretario della Fiom-Cgil, Giorgio Molin, per parlare della cassa integrazione richiesta dall'azienda (per 92 lavoratori a rotazione, i primi 56 a casa da ieri), ma soprattutto del futuro incerto dell'azienda. "Vietato l'ingresso ai giornalisti" campeggiava all'ingresso della De Poli che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, voleva evidentemente limitare la pubblicità dell'evento. Alla fine è stato lo stesso Molin a confermare l'incontro di oggi con l'azienda: alle 15, in Confindustria a Mestre. Il primo, si diceva, di una crisi scoppiata senza un confronto tra forza-lavoro e direzione, mentre la proprietà è praticamente sparita. Di qui l'incredulità che ingigantisce l'angoscia di tanti lavoratori e delle loro famiglie.

LE ASPETTATIVE - Per questo, già ieri, la richiesta dell'assemblea è stata quella di cercare aiuto anche al di fuori. Se le risposte non saranno esaustive, gli operai cercheranno di incontrare il sindaco e di approdare in Regione. Se ne discuterà meglio domani, in cantiere, in una nuova assemblea in cui saranno illustrati ai lavoratori i contenuti dell'incontro di oggi.

FORNITORI DISPERATI - Ma in questi giorni, a tremare, sono anche i fonitori storici della De Poli. Elettricisti, tubisti carpentieri. Oltre 250 persone, organizzati in una decina di piccole aziende, che lavorano da anni con il cantiere di Pellestrina . Sono loro a rappresentare la vera forza lavoro. E sono loro i primi ad essere rimasti a casa quando la De Poli si è ritrovata, con tre navi da finire, ma senza soldi per pagare le maestranze. A sentire i loro racconti, avanzano parecchi soldi dalla De Poli e se le banche non interverranno a gennaio rischiano di saltare .LA TESTIMONIANZA - Racconti rigorosamente anonimi perché «siamo con le spalle al muro - sintetizza un portavoce di questi piccoli imprenditori -. Se non arrivano i soldi a gennaio, siamo finiti». Uno dei tanti fornitori che si sente beffato: «Fino al mese scorso c'era questa nave da finire e tutti eravamo spronati a lavorare. Noi siamo piccoli imprenditori che stiamo a lavorare in tuta come gli operai dalle 7 del mattino fino a sera. Quei giorni abbiamo lavorato tanto, abbiamo anche chiamato operai da fuori. La proprietà ci diceva di non preoccuparci, che finita la nave saremmo stati a posto. E noi abbiamo profuso tutte le nostre energie pensando di passare un Natale sereno. Invece, prima hanno rinviato il pagamento dalla fine novembre a dicembre, e ora addiittura a gennaio, quando le banche daranno la loro risposta... Siamo disperati: c'è gente che ha 200 mila euro di credito, quasi tutti siamo sopra i 100 mila». Quello che ha dovuto mettere in vendita la propria casa, l'altro giorno, piangeva.

Roberta Brunetti

(ha collaborato Annalisa Busetto)