venerdì 21 novembre 2008

Mi chiamo Aldo...

 


Mi chiamo Aldo. Il mio cognome suona così: Vianello. Sono nato a Pellestrina , provincia di Venezia. Ho quasi settantadue anni, e la memoria un po' ballerina mi lascia spesso in balia della pioggia.... Si presenta così, in cinque paginette scritte a mano intitolate Dettagli di una vita, Aldo Vianello, uno tra i più noti poeti veneziani. E' un signore originale, come se ne possono incontrare tanti altri, ma nei suoi occhi c'è una luce diversa, quasi una sottile malinconia, che non scompare nemmeno quando, durante la nostra chiaccherata, si riesce a farlo sorridere. Un'infanzia e una vita difficili le sue: nato da una famiglia poverissima ha dovuto interrompere gli studi molto presto, in seconda elementare, per aiutare il padre che lavorava in un vecchio "burcio" sulle rive del Brenta. A sedici anni arriva invece il ricovero volontario al manicomio dell'isola di San Servolo, che Vianello stesso definisce paradossalmente un'ancora di salvezza rispetto alla vita reale a Pellestrina , dove ero considerato lo sciocco del villaggio a causa della mia balbuzia.

E' in questa condizione di isolamento che inizia ad appassionarsi alla lettura, e più precisamente al fumetto Tex che gli dà una subitanea soddisfazione per aver trovato un simbolo della giustizia. (E proprio ricordando Tex e i suoi amici Kit Carson, Kit Willer e Tiger Jack gli spunta il primo sorriso). Con il passare degli anni, Vianello iniziò a cimentarsi nella lettura di autori classici come Dostoevskij, Tolstoi e Sant'Agostino, cominciando a scribacchiare alcuni versi ai margini dei libri. Tentavo di emulare quello che leggevo, cercando di migliorarmi di volta in volta. Scrivere mi ha fatto sentire meno solo, mi ha ridato dignità. Nel 1964 uscì Timide passioni, sua prima raccolta di poesie, che due anni più tardi vennero tradotte in inglese e pubblicate dalla Anvil Press Poetry di Londra, divenendo così un vero e proprio caso letterario. Ma nella vita del poeta veneziano c'è stato spazio anche per l'amore: negli anni del successo s'innamorò di una soprano leggera di origini inglesi che lui definisce la mia sempre promessa sposa a causa dell'impossibilità di coronare questo sentimento con un anello e il tanto desiderato matrimonio. Fu lei a presentargli il poeta statunitense Ezra Pound che, insieme ad altri illustri uomini di cultura come Aldo Palazzeschi e Diego Valeri, espresse giudizi positivi sulle sue poesie. Vianello e la sua sempre promessa sposa ebbero anche una figlia, che però fu data in adozione a causa dei problemi finanziari della coppia. (E qui scatta il secondo sorriso, ma dal sapore un po' amaro). Trovavo consolazione solo nei brindisi al sereno signore coronato d'uva. Inutile chiedergli quale sia la sua poesia preferita, che inizia a recitare con voce solenne e priva della leggera balbuzia di cui è affetto: Vino: Serenità pende dove canti vigorosi vegliano cadenze d'un respiro.... preservaci, vino, dal pallore del peccato, perchè l'astemio è acqua senza pesci.... Una vita segnata dalla povertà e dalla solitudine, che Aldo ha sempre cercato di scacciare scrivendo e bevendo.Adesso però qualcosa sembra cambiato: dopo anni trascorsi a vagare da un posto all'altro, vive ora in una casa dell'Ater a Cannareggio, insieme a quello che chiama il suo angelo custode, Matteo, una persona amica da molto tempo con cui ha condiviso la difficoltà di un precedente sfratto. Giunto il momento dei saluti il Poeta Vianello regala l'ultimo sorriso e, guardandolo mentre s'allontana, viene in mente - quasi come fosse un augurio - uno spot dell'Otto per mille alla Chiesa Cattolica girato nella mensa della Caritas di Venezia, di cui e' stato protagonista l'anno scorso e che proprio lui concludeva con queste parole: Solitudine addio!.

Ilia Cianchi