domenica 9 marzo 2008

«Ecco i danni alla riva vicino al cimitero»

 

Voragini sull'argine della laguna, nella zona sud dietro il cimitero di Pellestrina . A denunciarlo è il consigliere di Municipalità Alessandro Scarpa Marta, che ha inviato una lettera al Magistrato alle Acque, corredata da alcune fotografie.

La zona in questione è già stata oggetto di interventi abbastanza recenti, ma, a quanto pare, non sono stati risolutivi. «Avevo sollevato questa problema - dice Scarpa - un mese fa, in un incontro avvenuto tra comune e municipalità in sede al Magistrato, dove si era affrontato la tematica della spiaggia dell'isola. Nessuno sapeva nulla, ma nessuno, in questo mese, si è curato di conoscere la situazione». Che invece, come appare nelle foto è abbastanza grave. «Soprattutto perché - continua Scarpa - quella strada è parecchio trafficata e le voragini continuano ad ingrandirsi. Anch'io, quando mi sono avvicinato per fotografarle, ho rischiato di cadere, perché continuano a franare e ad allargarsi».

La zona in cui si sono formate è l'argine della strada che la gente attraversa per andare a Ca' Roman, quindi sempre utilizzata, e proprio nella riva si posizionano i pescatori hobbisti con le loro canne. «Certo, se uno vede non si avvicina - commenta ancora Scarpa - ma a volte anche la curiosità fa brutti scherzi». Strano destino quello di questa porzione dell'isola, sempre rimasta nel dimenticatoio perché lontana dal centro abitato; prima, per diverso tempo cantiere, poi diventata un immenso immondenzzaio, centro di scarico abusivo di inerti e mobili, situazione a cui l'assessorato all'Ambiente, dopo un paio d'anni di proteste da parte della cittadinanza e dei politici locali, sta ponendo fine proprio in questi giorni con opere di bonifica e rimozione. Ora le voragini. E pensare che la porzione di verde, se minimamente curata ed attrezzata, potrebbe far diventare questa zona di frontiera in un luogo di sosta e anche di gioco. «Io non accuso nessuno - conclude Scarpa - mi infastidisce però vedere che i lavori vengono realizzati in questo modo, a spese della collettività, e poi nessuno controlla se sono stati fatti bene o male. E cosa ancor più irritante, capire che nessuno, ripeto nessuno, ha il polso della situazione».

Annalisa Busetto