lunedì 20 novembre 2006

Pesca abusiva, nove denunciati




Sabato, 18 Novembre 2006

Sono tutti di Chioggia, Pellestrina e San Pietro in Volta. Stavano operando in zone vietate e con mezzi non consentiti
Sette pescherecci sotto sequestro, rigettati nei canali della laguna quasi due quintali di vongole

Pesca abusiva in
laguna, la piaga non si placa. Le Fiamme gialle del reparto operativo
aeronavale di Venezia hanno denunciato a piede libero nove pescatori,
procedendo ad un maxi-sequestro di vongole.

Nella
notte tra mercoledì e giovedì, i finanzieri della stazione navale e
della sezione operativa navale di Chioggia, coordinati dal reparto
operativo aeronavale di Venezia, hanno portato a termine una nuova
operazione di servizio mirata al contrasto della pesca abusiva e della
commercializzazione di molluschi bivalvi in laguna.

I
militari, utilizzando quattro unità navali, nel cuore della notte hanno
sottoposto a controllo numerosi mezzi che si stavano dedicando alla
pesca di vongole all'interno dell'area della laguna veneziana. Tra
questi venivano intercettati sette motopesca che stavano pescando a
luci spente in zone vietate e con attrezzi non idonei, in particolare
con rastrelli vibranti.

A bordo dei pescherecci venivano identificati nove addetti, tutti originari di Chioggia, Pellestrina
e San Pietro in Volta, che venivano denunciati per aver violato gli
articoli di legge relativi a navigazione a luci spente, il Codice della
navigazione e la legge regionale a tutela delle risorse idrobiologiche
e della fauna ittica. Inoltre per due di loro è scattata anche la
denuncia per violazione agli articoli del Codice penale, relativi a
minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

I
sette motopescherecci del valore complessivo di circa 1.200mila euro ed
il relativo prodotto pescato, pari a quasi due quintali di vongole,
sono stati sottoposti a sequestro. I molluschi, poichè erano ancora
vivi e vitali, sono stati rigettati nelle acque dei canali navigabili
della laguna.

L'operazione
di servizio condotta nelle condizioni di massima sicurezza, si
inserisce nel dispositivo di contrasto costiero, attuato dalla Guardia
di finanza, attuato costantemente dai mezzi delle Fiamme gialle nei
confronti dei soggetti operanti nel settore della pesca illegale, che
viene ritenuta altamente destabilizzante per gli equilibri
idrobiologici del delicato habitat lagunare.

M.B.