mercoledì 17 maggio 2017

San Camillo, 200 lavoratori al presidio

Mobilitazione dei dipendenti preoccupati per il futuro della struttura sanitaria. Le rassicurazioni della Regione 
 
Duecento persone hanno partecipato ieri al presidio di protesta in calle XXII marzo per chiedere un incontro ai rappresentanti della Regione che chiarisca il futuro dell’ospedale San Camillo. «Questo è l’epilogo di un percorso che riguarda la vendita del San Camillo e l’acquisto da parte della Regione. Il problema è che non riusciamo a capire cosa intendano fare riguardo a questa operazione. Vogliamo che la Regione esca dal buco e dica in modo chiaro se è interessata e come intende affrontare la situazione» afferma Pietro Pol (Uil). In ballo ci sono diversi aspetti. Il primo, quello occupazionale. Chi lavora per la Regione deve fare un concorso pubblico, quindi non sappiamo che fine faranno gli attuali lavoratori del San Camillo. «E poi non è ancora chiaro se vorranno mantenere i servizi al Lido», spiega Marco Busato della segreteria Fp Cgil. «Magari tutti verranno confermati come dipendenti, ma se poi tutto viene trasferito, come si vocifera, a Noale? Di 200 dipendenti, ben 170 vivono tra Lido, Pellestrina e Chioggia. È come se ci fosse detto: o vi trasferite o lasciate il lavoro».
A fianco dei dipendenti del San Camillo anche Danny Carella, presidente della municipalità Lido Pellestrina. «La vicenda è preoccupante e pericolosa. Oltre che per il futuro dei lavoratori, c’è molta preoccupazione anche per il territorio» sostiene Carella «Abbiamo già perso l’ospedale al Mare, le colonie degli Alberoni, ci manca solo di avere un altro buco nero al Lido. Portare via anche l’eccellenza del San Camillo significherebbe affossare il territorio. La Regione deve capire che il Lido ha già dato a sufficienza, in termini di perdita di servizi sanitari». Dello stesso avviso anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stella Erika Baldin, che, incontrando i dipendenti e le organizzazioni sindacali a Palazzo Ferro Fini, così si è espressa: «Ho chiesto l’impegno della giunta regionale al mantenimento dei servizi erogati dal San Camillo e delle strutture presenti in isola, considerato anche il fatto che vi lavorano oltre 200 dipendenti altamente qualificati che oggi vivono una situazione di assoluta incertezza. Gli Irccs (istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) sono ospedali di eccellenza. La Regione deve preservare questa realtà».
Roberto Ciambetti, presidente dell’assemblea regionale e Manuela Lanzarin, in rappresentanza della giunta, hanno preso l’impegno ad aprire un tavolo di confronto con le parti in causa. Il consigliere Bruno Pigozzo (Pd)
si è impegnato a presentare un ordine del giorno ad hoc. «Abbiamo finalmente trovato una grande apertura e disponibilità al dialogo» conclude Marco Busato della Fp Cgil «ora siamo in attesa, fiduciosi ma vigili. Perché alle parole dovranno seguire i fatti».