martedì 5 luglio 2016

Pacifico “assalto” a Ca’ Roman

In due mesi di iniziative migliaia di visitatori, appello ai Comuni 

 Migliaia di visitatori, due mesi ricchi di iniziative e la riscoperta di forti e batterie militari della Serenissima o di epoca successiva. È un bilancio nettamente favorevole quello dell'Istituto Italiano dei Castelli che ha promosso le visite guidate in luoghi storici come l'Arsenale veneziano e in tanti forti che sono stati un caposaldo della linea difensiva veneziana in laguna e in terraferma.
Dal Lido a Chioggia, da Mira a Mestre e Pellestrina ogni occasione ha attirato curiosi e appassionati, con importanti ricadute sulle attività economiche locali. «In tanti hanno capito la valenza del progetto», sostiene Andrea Grigoletto, esponente dell'Istituto italiano dei castelli. «A Forte Ca' Roman, domenica, un centinaio di persone si sono presentate nonostante un viaggio non certo agevole, ed erano vogliose di scoprire quella realtà storica. Ma gli stessi operatori economici di Pellestrina ci hanno poi chiesto quando sarebbe stata riproposta l'iniziativa, perché poi bar, ristoranti e noleggi biciclette ne hanno guadagnato di riflesso. Il Comune deve capire che serve un piano strategico per il recupero di queste strutture militari dismesse, andando a sviluppare attività culturali in esse. Finora le risposte non ci sono state ai nostri appelli, e così ci facciamo avanti nuovamente, specie nel tentare di non perdere ancora quei fondi europei che potrebbero permettere il recupero di queste strutture abbandonate ma ricche di storia. Un appello che rivolgiamo anche alla nuova amministrazione chioggiotta per arrivare a creare una sorta di parco delle fortificazioni anche sul suo territorio. Lo stesso forte di Ca' Roman merita attenzione a Pellestrina, perché il contesto in cui è inserito con l'Oasi gestita dalla Lipu è davvero unico».
Simone Bianchi