mercoledì 5 agosto 2015

Ville a Ca’ Roman, decide l’Europa

Il Tar ha passato alla Corte di Giustizia il ricorso presentato da Italia Nostra 

 Sarà la Corte di giustizia dell’Unione europea ad occuparsi del caso delle villette che la società Ca’ Roman vorrebbe realizzare nell’area protetta di Pellestrina. Così hanno disposto i giudici del Tribunale amministrativo regionale, sospendendo il loro giudizio in attesa dell’indicazione europea. A sollevare il caso è stata Italia Nostra, che ha impugnato il piano di recupero di iniziativa privata sull’area tutelata, che aveva ottenuto il via libera del commissario straordinario Zappalorto, sulla base del parere positivo di valutazione ambientale da parte della Regione. Italia Nostra era ricorsa ai giudici amministrativi - che nel frattempo hanno sospeso la realizzazione della lottizzazione, per congelare lo stato delle cose in attesa della sentenza di merito - sostenendo la violazione della direttiva europea 2001/42/Ce. L’area di Ca’ Roman è inserita tra i biotopi litoranei della Laguna e riconosciuta come sito di importanza comunitaria, per la presenza di «dune consolidate, boscate e fossili». Al posto dell’ormai abbandonata colonia marina, una società privata ha presentato il progetto per realizzare 42 villette per 84 unità abitative. I giudici amministrativi del Tar hanno valutato «non privi di consistenza» i dubbi procedurali mossi dagli ambientalisti, decidendo così di girarli alla Corte di giustizia europea, per una lettura “autentica” delle direttive in materia. In sostanza: può la Via regionale essere sufficiente per un sito tutelato dall’Europa o è necessaria la «valutazione ambientale sistematica» prevista dalla direttiva 92/43/Cee, anche per le aree più piccole? Nel passare l’interrogativo alla Corte, il Tar ricorda che l’art.191
del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea «persegue gli obiettivi di tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, con un uso accorto e razionale delle risorse naturali, un elevato principio di tutela che si fonda sui principi di precauzione e correzione». (r.d.r.)