giovedì 4 giugno 2015

Caos schede, ritrovate preferenze perdute e ora al vaglio 104 voti contestati

Errori, atti  in bianco, strafalcioni: la commissione elettorale centrale sta scovando di tutto nelle verifiche verbale per verbale, ma non tali da inficiare il risultato 

 Dopo i tre verbali scomparsi a Pellestrina e ritrovati dove non dovevano essere, dentro i sacchi delle schede. Dopo i verbali lasciati in bianco senza i nomi dei candidati e le relative preferenze per il Consiglio comunale, con correzioni in corsa relativi ai voti nelle sezioni 28, 70, 71, oggi la commissione elettorale centrale del Tribunale si occuperà dell'attribuzione di 104 schede contestate dai rappresentanti di lista, mentre sono 3094 quelle definitivamente ritenute nulle, a meno di ricorsi al Tar, che dovranno però essere specifici e puntuali, non prevedendo riconteggi generali.
Poi il lavoro proseguirà controllando - come sempre che ogni singolo verbale dei 256 seggi sia in regola - prima di dichiarare definitivamente chiuse le operazioni di voto di quest'infinito, caotico Election day, mentre su Faceboo c'è chi non si rassegna è ha lanciato il gruppo "Dove è finito il mio voto?".
Le preferenze scomparse e ritrovate. Un mix di stress da prestazione, stanchezza e impreparazione da parte di alcuni presidenti di seggio, che hanno commesso strafalcioni e stravaganze nella gestione dei verbali degli scrutini: la commissione elettorale centrale del Tribunale (convocata ieri al Tronchetto, presso l’Ufficio elettorale del Comune) ha risolto il “caso delle preferenze smarrite”, che tanto ha infiammato i social in questi giorni, per voti che effettivamente parevano svaniti nel nulla, trattandosi di preferenze certe - espresse dal parente o dall’amico di questo o quel candidato - scomparse dai verbali ufficiali riversati in rete dal Comune, seggio per seggio. Fino a ieri, quando sono state trovate, caricate e lo spoglio chiuso. Corretti gli errori. Alla fine sono, infatti, spuntati fuori, i tre verbali dei seggi di Pellestrina, che per 48 ore erano scomparsi con le loro preferenze: la commissione elettorale centrale del Tribunale li ha trovati infilati dove non dovevano essere, ovvero, nei sacchi delle schede, dove li avevano infilati mani frettolose, stanche o ignoranti del regolamento. Così il Comune ha potuto riversare le preferenze che mancavano. Come pure ha fatto per altri voti che - si è scoperto - non erano stati correttamente registrati. «La commissione ha trovato verbali in bianco», spiega Dario Zoli, repsonsabile dell’Ufficio elettorale del Comune, «che rimandavano semplicemente alle tabelle di scrutinio, quando invece per regolamento si deve riportare nei verbali i voti, candidato per candidato. La commissione ha fatto il lavoro che non era stato fatto e così abbiamo potuto inserire anche queste preferenze». Regione e seggio 58. Risolto dalla commissione elettorale anche il caso del seggio del Lido, che - dopo una notte insonne - aveva chiuso senza di fatto scrutinare le schede per la Regione. Ieri i giudici hanno fatto loro lo scrutinio, il Comune ha caricato i risultati e la Regione ha potuto chiudere la “partita Venezia”, senza scombussolamenti sull’esito finale delle nomine.
Il “caso” schede nulle. Resta invece in piedi il problema delle 3094 schede nulle, molte delle quali relative a effettivi errori degli elettori, ma anche a diverse interpretazioni dei singoli presidenti di seggio sull’espressione del voto disgiunto. Solo una piccola parte di questi voti sarà ricontrollato. Il responsabile dell’Ufficio Elettorale, Dario Zoli, chiarisce infatti che «solo le schede contestate dai rappresentanti di lista al momento dello spoglio saranno ricontrollate dalla commissione. Resta la possibilità per il singolo candidato di presentare ricorso al Tar, ma deve segnalare il caso specifico, non può chiedere un riconteggio generale». E dovrà anche sopportare le spese legali che una causa richiede.
Corso anti-strafalcioni. «Se ne sono viste di tutti i colori in questa elezione, in effetti», commenta il direttore generale Marco Agostini, «vero che c’erano tre schede, molte liste e il voto disgiunto: abbiamo chiesto alla Corte d’Appello di prevedere, per le future elezioni, corsi obbligatori di formazione per presidenti e segretari di seggio».
Chi non si rassegna. C’è chi ancora non si fida, come l’avvocato Marco Sitran - che con il suo movimento Mestre-Venezia due Grandi città ha ottenuto 280 voti di lista - che annuncia un esposto. «3094 schede nulle aprono un baratro nella credibilità degli esiti ed interpretazioni delle elezioni nella nostra città», commenta poi Camilla Seibezzi (819 voti della sua lista “Noi, la città), «facile intuire come il voto disgiunto possa aver colpito gli schieramenti nuovi. È doveroso fare chiarezza su un cono d'ombra così grande. A noi, i conti non tornano»