domenica 5 aprile 2015

Esce per pescare le seppie lo trovano morto in riva

Pellestrina. Amedeo Carbonin, 62 anni, cuoco all’ospedale, era uscito venerdì sera Ieri mattina l’allarme della moglie. Malore o annegamento: lo stabilirà l’autopsia 

 Era andato a pescare le seppie, come era solito fare in questa stagione, ma non era rientrato a casa. La moglie, Santina, aveva dato l'allarme, ma solo verso le 10 di ieri mattina le ricerche condotte dai carabinieri e dai vigili del fuoco e dai volontari della Protezione civile di Pellestrina hanno portato al ritrovamento del corpo: Amedeo Carbonin, 62 anni, giaceva morto, disteso sulla riva e parzialmente coperto dall'acqua della laguna, probabilmente colpito da un malore. Era originario di Chioggia ma il lavoro, come cuoco, all'ospedale civile Santi Giovanni e Paolo di Venezia e il matrimonio con Santina, l'avevano portato ad abitare a Pellestrina da parecchi anni.
«Un uomo spiritoso, sempre pronto alla battuta e allegro nei rapporti con gli altri» ricorda una cugina della moglie, nella casa in cui la famiglia si è riunita dopo la disgrazia, per stare vicino a Santina e al figlio ventenne della coppia, Manuel. «La sua passione più grande era la pesca. Con quello che prendeva, ogni tanto, si facevano delle grigliate in famiglia. Aveva anche una barca ma spesso, come l'altra sera, usciva per pescare da terra» conclude la cugina. Erano, infatti, poco più delle 21 di venerdì quando Amedeo aveva preso gli attrezzi da pesca e la sua Panda per andare a pescare nel solito posto, vicino al cimitero. Di solito andava e tornava nel giro di un paio d'ore. All'una la moglie si era svegliata e non vedendolo ancora aveva pensato che si fosse attardato, dato che sabato aveva il giorno libero. Ma, verso le tre, si era ridestata di nuovo e il letto vuoto l'aveva fatta preoccupare.
Amedeo non aveva telefonino e, quindi, Santina si era alzata ed era uscita a cercarlo nelle vicinanze di casa. Niente. Ore di angoscia, poi la chiamata ai parenti che l'hanno convinta a chiamare i carabinieri dell’isola, i quali hanno iniziato la ricerca al mattino, verso le 8. Poi il ritrovamento del corpo. Non aveva fatto in tempo neppure a estrarre il bilancino per pescare dal bagagliaio dell'auto. La sua Panda era lì, a poche decine di metri, aperta, e lui era in acqua, probabilmente caduto in seguito a un malore che l'aveva colpito, ore prima, appena era arrivato sul posto. Se sia stato questo malore a ucciderlo o se sia annegato, o soffocato, dopo la caduta lo potrà stabilire solo l'autopsia. Il corpo è stato portato all'obitorio del cimitero dell'isola, ora è a disposizione del pubblico ministero di turno.