domenica 8 marzo 2015

Al via il progetto per il ripopolamento delle seppie

C'è la concreta possibilità che le seppie tornino a popolare la laguna. Da almeno 15 anni, infatti, la produzione di questi cefalopodi registra una tendenza negativa che, come estrema conseguenza, potrebbe portare alla scomparsa di questa specie che si può considerare autoctona nell'alto Adriatico e nell'ambiente lagunare, di grande importanza per l'economia locale e che, dal 2014, è stata inserita nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. La seppia è stata, quindi, sottoposta a un progetto di ripopolamento condotto dal servizio veterinario dell’Asl 14 che si è concluso con risultati estremamente positivi.
Il progetto di ripopolamento, curato da un punto di vista scientifico dai veterinari Luciano Boffo e Patrizia Buratti, e condotto con la collaborazione dei pescatori professionisti locali impegnati nella pesca stagionale con attrezzi, prevedeva il trasferimento delle uova di seppia dalle postazioni con nasse, in corrispondenza delle quali le uova di seppia si ritrovano adese alle reti, a un’area “incubatrice” della laguna al fine di monitorarne il tasso di schiusa e sopravvivenza. Il sito sperimentale per la schiusa, assegnato dal Magistrato alle Acque, è stato individuato a Pellestrina. L’attività, iniziata nell’aprile 2014, ha richiesto un monitoraggio continuo dei parametri di sviluppo e benessere delle seppie e si è conclusa in luglio quando tutte le uova giunte a maturazione si sono schiuse con un tasso di sopravvivenza intorno all'82%. (d.deg.)