lunedì 21 luglio 2014

Un delfino salta in laguna e segue la scia del ferry boat

Insolito spettacolo per gli utenti del mezzo Actv che collega Pellestrina al Lido Il mammifero, per niente intimorito, ha giocato a lungo tra tuffi e schizzi

L’avvistamento, l’ennesimo, ieri mattina. Un delfino che salta in laguna seguendo la scia del ferry boat che collega Pellestrina con l’isola del Lido di Venezia.
Un evento che emoziona ogni volta anche se gli avvistamenti di delfini in laguna di Venezia non sono più una stranezza. Se lo scorso anno a tenere banco erano le apparizioni, fugaci, di una foca, subito ribattezzata “Pryntil”, che era probabilmente arrivata in laguna dalla Croazia, quest’anno l’estate in laguna è scandita da avvistamenti di giocosi delfini ma anche di tartarughe e di stupendi fenicotteri rosa. Per la gioia di quanti hanno la possibilità di vederli dalle barche durante una gita in laguna.
Ieri spettatori privilegiati sono stati i passeggeri del ferry boat che collega Pellestrina al Lido; pochi giorni fa anche i partecipanti ad una regata raccontano di aver avvistato un branco di mammiferi, almeno una ventina al largo del Lido.
Il delfino, della famiglia dei tursiopi, è stato immortalato dagli scatti del nostro fotografo, Matteo Tagliapietra dell’agenzia Interpress, e di chi aveva il telefonino. Per nulla intimorito dalla vicinanza al mezzo Actv, il delfino lo ha accompagnato a lungo, tra tuffi e schizzi. E non è la prima volta che vengono visti, anzi gli avvistamenti si ripetono tra Chioggia, Pellestrina e le bocche del Lido.
Esperienze uniche ed indimenticabili per chi le vive e il segnale che l’acqua della laguna si è fatta limpida ma anche la conferma che forse è il momento di aumentare le tutele per questi nuovi “abitanti” di Venezia e della sua laguna che necessitano di protezione. Non si contano più oramai i ritrovamenti di tartarughe morte, per lo più della specie Caretta caretta. E come non dimenticare la vicenda del 2011 quando un delfino venne ritrovato morto sulla piccola spiaggia del Bacan. Secondo gli esperti del Museo di storia naturale di Venezia, che si occuparono del caso, ad uccidere l’esemplare adulto di tursiope, specie molto presente nell’Adriatico, era stato un proiettile. Forse quel mammifero restò vittima della bravata o meglio della cattiveria di qualcuno. La speranza è ovviamente che i frequentatori della laguna rispettino sempre questi nuovi amici.