lunedì 14 luglio 2014

Le idrovore non funzionano: Pellestrina invasa dall’acqua

Anche venti centimetri in case e scantinati, scatta l’emergenza all’alba: interviene la Protezione civile. I temporali flagellano il Lido, allagato ristorante. Il gestore: «Lavori in piazza sbagliati, vergogna»
 
Decine di case e scantinati finiscono sott’acqua per il mancato funzionamento delle pompe idrovore che il Comune aveva fatto installare negli ultimi anni sull’isola. All’alba di ieri mattina, dopo l’ennesimo temporale in poche ore, a Pellestrina e San Pietro in Volta in tanti si sono trovati dai 15 e ai 20 centimetri di acqua nelle case e solo l’intervento di due squadre della locale Protezione civile è riuscito a dare una prima risposta. Dalle 3 alle 11 di ieri è stata emergenza per molte famiglie.
Pompe bloccate. Il motivo è molto semplice: quegli strumenti che dovevano difendere la gente dagli allagamenti non hanno funzionato a dovere. Alcuni sono stati perfino trovati con le batterie scariche o erano andati in blocco. «Da tempo abbiamo fatto presente che le pompe non si innestano con la bassa marea se piove a dirotto, e puntualmente è successo anche stavolta», spiegano i soccorritori. Addirittura è stata chiamata la ditta Regazzo del Lido, che fino a poco tempo fa ne ha avuto la manutenzione, per poter accedere alle centraline e farle partire. E questo nonostante non spettasse più alla Regazzo farlo, perché la manutenzione ora è curata da una ditta trevigiana, ben distante però da Pellestrina in caso di emergenza. Così si sono allagati ampi tratti di centro abitato: tutto attorno alla chiesa di San Pietro in Volta e dagli ex Cantieri De Poli fino alla chiesa di Sant’Antonio. Decine le abitazioni al piano terra sono finite sott’acqua, con cittadini costretti ad alzarsi alle 3 per montare le paratie protettive (chi le aveva) o cercare soluzioni per buttare fuori l’acqua prima che rovinasse mobili o elettrodomestici.
«Assurdo», accusa il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello. «Sarà una delle prime domande che porrò al commissario a Ca’ Farsetti. Non si può andare avanti in questo modo. E per fortuna che abbiamo volontari della Protezione civile specializzati in situazioni simili e che la ditta Regazzo ci ha aiutati lo stesso. Le pompe devono funzionare, altrimenti a cosa servono?».
Proteste al Lido. I temporali della scorsa notte hanno lasciato il segno anche al Lido. Ampi tratti di strade si sono trasformati in piscine perché tombini e bocche di leone non scaricavano l’acqua piovana, probabilmente a causa di fogliame e sabbia che li ostruivano. Ma disagi ci sono stati anche in Piazzale Santa Maria Elisabetta, dove l’acqua ha allagato il ristorante Giardinetto che si trova di fronte gli approdi Actv. «Da tempo vado dicendo che sono state sbagliate le pendenze nei lavori di riordino del piazzale, e questo è il risultato», afferma il titolare Fabio Lombardo. «Qui per fare i lavori mi hanno prima ‘murato’ il locale per due mesi e mezzo con il cantiere e poi, per accontentarmi, hanno fatto una gettata orribile di cemento davanti l’ingresso per poter mettere i tavolini del plateatico. Peccato che poi non ho neppure potuto usare il maxischermo per i Mondiali di calcio. Ora l'acqua. Contattati Comune, Insula e Municipalità non ho ricevuto alcuna risposta. Una sola parola: vergogna!».
Quest’ultimo è solo uno dei tanti problemi emersi con i lavori del piazzale e il blocco dei cantieri per la crisi finanziaria della ditta appaltatrice, la Cesi di Imola. Tuttora non si sa quando riprenderanno.