domenica 19 gennaio 2014

Sul nuovo cantiere Actv la decisione all’Europa

Potrebbe essere l’Europa a decidere se sarà possibile realizzare a Pellestrina nell’area degli ex cantieri De Poli la darsena con bacino di carenaggio dell’Actv per la manutenzione delle unità navali di grandi dimensioni. Il progetto presentato anche dal Magistrato alle Acque perché per realizzarlo sarebbe necessario scavare e “tagliare” l’antico Canale di Sant’Antonio, è stato “fermato” nella sua prima versione e ora, modificato, è stato inviato in Regione per la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), per poi tornare sul tavolo della Salvaguardia per il parere definitivo. Ma proprio in questi giorni le associazioni ambientaliste – Ecoistituto Veneto, Italia Nostra, Lega Protezione Uccelli, Coordinamento associazioni ambientaliste del Lido - hanno inviato alla Commissione regionale le proprie Osservazioni al progetto Actv che anticipano, di fatto, quello che potrebbe accadere se a esso fosse dato il via libera dopo la Vinca, con il placet successivo della Salvaguardia: un ricorso in sede europea, visto che l’area si cui andrebbe a intervenire è un’area Sic, di elevato pregio naturalistico e ambientale e perciò appunto tutelata anche in sede comunitaria. Il Comune e in particolare il sindaco Giorgio Orsoni spinge per il via libera al progetto Actv a Pellestrina perché - come ha scritto anche al presidente del Magistrato alle Acque dopo il primo stop della Salvaguardia - intende lasciare libera l’area dei cantieri Actv ora insediata nell’Arsenale per lasciarla a disposizione del Consorzio Venezia Nuova. Nelle loro Osservazioni le associazioni ambientaliste ricordano come l’area su cui andrebbe a insistere il nuovo cantiere Actv a Pellestrina - con il dragaggio dell’area della nuova darsena pari a circa 300 metri per cento, un ulteriore scavo a sette metri e mezzo di profondità nell’area dove Actv prevede il posizionamento del bacino di carenaggio e il dragaggio di una deviazione del canale che permetta di bypassare l’interruzione dovuta alla realizzazione della nuova darsena - è popolata da estese praterie di fanerogame di grande pregio e importanza ambientale Si creerebbe pertanto «un precedente gravissimo usando la laguna come espansione di un cantiere del litorale che ha già problemi di impatto ambientale da tenere sotto il massimo controllo». Gli scavi - a loro giudizio - in una zona di scarse correnti e scarso ricambio idrico, porterebbe gravi sconvolgimenti morfologici alla laguna già sottoposta a un forte processo di erosione. Di qui la probabile presentazione di un ricorso in sede europea se il progetto dovesse andare avanti.
Enrico Tantucci