lunedì 24 giugno 2013

Orsoni boccia Costa: «Fantasia estiva»

Il dibattito sulle grandi navi diventa incandescente. A mettere pepe nell’annosa questione che sta dividendo la città e l’opinione pubblica è a proposta lanciata dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa il quale, dopo aver sostenuto la necessità dello scavo di un nuovo canale, il Contorta Sant'Angelo, per permettere l'accesso delle grandi navi passando da Malamocco, ieri ha cambiato idea rilanciando l’idea della Marittima a Santa Maria del Mare, dove adesso si costruiscono i cassoni del Mose. Una proposta che non ha mancato di suscitare reazioni, a incominciare da quelle del sindaco Giorgio Orsoni che si è sempre battuto per quella che definisce «l'unica alternativa realizzabile in tempi brevi» e cioè Marghera, dove la banchina dell'ex Syndial potrebbe essere attrezzata a ricevere le navi da crociera, scavando soltanto l'area di evoluzione e utilizzano il già profondo canale Malamocco-Marghera. «La proposta della Marittima a Santa Maria del Mare fa parte della fantasia di Costa, fantasia che tutti gli riconosciamo. Del resto siamo in estate, periodo in cui la fantasia galoppa», commenta Orsoni. «Una proposta, oltre che fantasiosa, anche di ardua concretizzazione. Non si capisce, infatti, come si possa arrivare a Santa Maria del Mare». «Lo stesso Costa sostiene che per collegare l’isola al resto della città c’è bisogno di fare la sublagunare», continua il sindaco. «Ma se non siamo riusciti a fare una piccola sublagunare fino alle Fondamente Nuove figuriamoci se riusciamo a fare un sublagunare fino a Pellestrina. Un’opera del genere significa lanciare una palla in avanti in 20 anni. Questo, infatti, sarebbe il tempo necessario per la sua realizzazione. E nel frattempo? Inoltre, una volta che si costruisce un porto di quelle dimensioni si devasta un luogo piccolo, delicato, che ha anche un notevole pregio ambientale. Già ci sono state proteste per la darsena ipotizzata a a San Nicolò. Figuriamoci per una struttura che sarebbe molto, ma molto più grande». Reazioni immediate anche da parte del Comitato No Grandi Navi che arrivano a pochi giorni dalla clamorosa protesta contro i “mostri” del mare. «Anche Costa comincia a capire che le navi vanno estromesse dalla laguna. E questo è già un primo passo. La soluzione che prospetta, cioè quella di realizzare la Marittima a Santa Maria del Mare, è però poco praticabile perché Pellestrina è un’isola e dunque si pone il problema di come portare le merci e i turisti da lì a Venezia. Costa rilancia l’ipotesi della sublagunare? L’ipotesi è inaccettabile», commenta il portavoce del comitato, Silvio Testa. «È evidente, comunque, che qualsiasi porto dentro la laguna ha gli anni contati a causa dell’innalzamento del mare, del crescente gigantismo delle navi, non solo quelle da crociera ma anche delle petroliere e delle navi container, e del Mose. Se si vuole salvare il porto e con il porto il lavoro che ci gira intorno, è indispensabile portare le navi fuori dalla laguna». Ma ci sono anche altre ipotesi alternative, come quella lanciata da Cesare De Piccoli (il terminal a Punta Sabbioni, davanti al Mose), o l'ipotesi di tenere le navi fuori della laguna, in mare aperto. O, ancora, chi propone il terminal a Sant'Erasmo, come l'ex capo dei piloti Ferruccio Falconi.(m.pi.)