venerdì 13 luglio 2012

De Poli, per la truffa alla Cee chiesta la condanna

Per la truffa alla Comunità europea di cui sono accusati la famiglia De Poli e alcuni funzionari pubblici, soltanto due, ieri davanti al giudice veneziano Michele Medici, hanno chiesto il rito abbreviato: il direttore della società olandese «Ar.Co.In. Holding» controllata dai De Poli, Massimo Juris, per il quale il pubblico ministero Giorgio Gava ha chiesto una condanna a un anno e sei mesi di reclusione, e il dirigente del ministero dei Trasporti Pasquale Carretta, per il quale il pm ha chiesto l’assoluzione. Il rappresentante dell’accusa ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per la truffa dei fratelli Davino e Giovanni De Poli e per la figlia del primo Chiara, per il direttore tecnico del cantiere di Pellestrina Roberto Smeraldi. Infine, Gava ha chiesto il proscioglimento dei tre funzionari del Registro navale italiano Alessandro Cardamone, Massimo Volta e Paolo Salza.
Inizialmente erano accusati di truffa aggravata e falso ideologico per i finanziamenti ottenuti dall'azienda di Pellestrina dalla Comunità europea. Sotto inchiesta erano finiti i tre De Poli, il direttore generale del cantiere Juris e il direttore dei lavori delle navi finite nel mirino, l'ingegnere Roberto Smeraldi. Lo stess i funzionari del Rina di Venezia e Genova Cardamone, Volta e Sanza, il dirigente del ministero dei Trasporti di Roma Carretta, che si occupava delle procedure per i finanziamenti europei e dei controlli. Due le navi per le quali i De Poli avevano chiesto e ottenuto i fondi da Bruxelles. La normativa Ue prevedeva un finanziamento di un milione e mezzo per ogni nuova chimichiera costruita secondo regole tali da scongiurare gli inquinamenti. Invece, i De Poli avrebbero varato due gasiere, ottenendo egualmente i fondi grazie alla complicità dei funzionari del Rina del ministero.
Ieri, il pm ha chiesto il proscioglimento di tutti dal reato di falso, visto che il perito nominato dal magistrato aveva sostenuto che le due navi possono essere utilizzate in modo diverso. Prossima udienza il 23 luglio.