mercoledì 7 marzo 2012

Polemica sulle esumazioni «Venezia perde pure i morti»

Concessioni scadute a San Pietro in Volta. Si va a San Michele o c’è la cremazione

692-2.jpg
694-1.jpg Non solo le salme dei defunti, sepolti a terra, dopo un tot di anni vengono esumate, ma anche i resti che riposano in ossario. In una lettera al nostro giornale, Giovanni Scarpa, sessantenne di S.Pietro in Volta, racconta di come, qualche giorno fa, recandosi in cimitero, ha appreso che nei prossimi giorni, saranno esumati i resti di alcuni ossari, per scadenza dei termini di concessione. Tra tutti quei nomi, quello del nonno materno, combattente in Libia durante la prima guerra mondiale. Scarpa non lo ha conosciuto «ma ciò non toglie che il legame, con quei poveri resti, per me, e negli altri casi, per gli isolani, sia ancora vivo». La cosa logica per Scarpa, è chiedere ad un operatore Veritas, come fare per rinnovare la concessione. Ed è qui la sorpresa. La concessione non è rinnovabile; i resti si possono prelevare e spostare in un altro cimitero del Comune di Venezia, come a San Michele, oppure farli cremare e riportare in quello di S. Pietro, o, se non si scelgono le prime due opzioni, le ossa o quel che ne rimane, finiranno nell'ossario comune. Perchè, si chiede Scarpa, tutti questi movimenti, viaggi inutili tra cimiteri, spostamento di poveri resti, quando veramente bastava rinnovare la concessione?
      «Vi è un'ordinanza del sindaco - spiega Veritas - che dice appunto che, bisogna esumare tutte le concessioni scadute, compresi gli ossari. Quello che è stato spiegato al signore è vero, perchè fa parte dell'ordinanza e del regolamento di polizia mortuaria».
      Scarpa solleva anche la questione costi; cremazione e nuovo loculo, verrebbero a costare all'incirca 800 euro. Una spesa, che non tutti possono sostenere. «La cremazione per i residenti - aggiunge Veritas - costa 200 euro più iva. L'urna poi può essere posta in un cinerario, che ha un costo contenuto», ma che è presente soltanto nel cimitero di Pellestrina e non in quello di San Pietro. Ma soprattutto per un cristiano la cremazione va contro i pricnìpi della fede. «Ora capisco perchè i veneziani e i giovani se ne vanno da Venezia - conclude Scarpa - capisco perchè la pesca è morta, capisco perchè la nostra cultura millenaria sta morendo. Il perchè sta in un Comune sordo e lontano dai sentimenti della gente».