domenica 12 febbraio 2012

Il vento fa volare il tetto del palasport di Pellestrina

Ormai la vicenda del palasport di Portosecco è sempre più simile a una barzelletta, tanto che ieri, per la quarta volta, il vento lo ha scoperchiato. Sia ben chiaro, dopo la tromba d’aria di un anno e mezzo fa la copertura era solo stata messa in sicurezza, in quanto i lavori veri e propri dovevano partire a breve. Però la scorsa notte le raffiche di bora ben oltre i 60-70 chilometri orari hanno proseguito il loro incessante lavoro, facendo staccare una notevole porzione del tetto, e rovesciandola sul lato opposto. Tanto che ieri mattina penzolava sulle tribune rivolte verso il campo da calcio. Altri pezzi di ferro, legno e guaine sono stati lanciati dal vento un po’ ovunque, tutto attorno, campo sportivo compreso. Mentre l’interno del palasport è ancora a cielo aperto, con il rischio che pioggia o neve _ nelle prossime ore _ possano peggiorare ancor di più la situazione delle strutture interne al palasport. A Pellestrina i residenti, ma soprattutto gli sportivi, non hanno più parole per descrivere la situazione. «Andiamo avanti a vedere scene di questo tipo _ commenta il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello _ siamo preoccupati perchè pare che questa storia non debba mai avere una fine, e le associazioni sportive dell’isola non riescono a usufruire come potrebbero e dovrebbero di quella struttura». «Abbiamo fatto molti sopralluoghi, portandoci perfino il sindaco _ rincara il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta _ ma non si riesce a sistemare una volta per tutte questo impianto, con ampie garanzie che non succeda più una cosa simile. E il pericolo è a questo punto anche per gli automezzi che transitano lungo la vicina Strada comunale dei Murazzi, perchè parti del tetto possono volare ovunque». Era nato a Pellestrina anche un comitato di residenti “tecnici” per verificare l’iter di restauro del palasport, ma adesso si dovrà capire come potranno essere fatti i lavori. Infatti, era pronto il progetto di restauro dopo che il Comune era riuscito finalmente ad ottenere i fondi dalle assicurazioni a seguito dell’ultimo episodio, quello della tromba d’aria del 23 luglio 2010. «Attendo la relazione dei miei tecnici su quanto accaduto stavolta _ replica lo stesso assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni _ Dobbiamo capire cosa fare a questo punto, ma di sicuro posso solo pensare che servirebbe una copertura nuova, fatta in modo che episodi del genere non possano più accadere, altrimenti sistemandone solo una parte, al prossimo colpo di vento potrebbe saltare tutto di nuovo. Dobbiamo capire come muoverci nelle prossime ore». 
Simone Bianchi