mercoledì 9 novembre 2011

Mancano le sacche, donatori costretti a rinunciare

In tantissimi a donare il sangue, ma l'Ulss non manda sacche a sufficienza, e la gente torna indietro.
      È accaduto domenica scorsa a Pellestrina, nel corso della 4° uscita annuale della sezione Avis isolana. Già all'apertura, alle 8, nel locale distretto sanitario, tanta gente, che attende pazientemente, per ore, di poter donare, di poter offrire un piccolo aiuto a chi ne ha bisogno. Insieme a chi dona, anche una decina di persone nuove, che vengono «esaminate» per l'idoneità, e che sono potenziali donatori. Verso le 11, però, si scopre che le sacche non sono sufficienti per tutti i presenti. L'Ulss, con barca, ne ha mandate 40 (se manda una barca con gli incaricati, perchè non 50 o 60?).
      Una si rompe, e diventano 39. Una decina di persone se ne va perchè ovviamente non può donare, altrettante, che stanno entrando, vengono informate del limite, e tornano indietro. 20 sacche, una più, una meno, «sfumate» per la scarsa lungimiranza di qualcuno. Non una, una ventina.
      Da circa 5 anni, da quando è nato il gruppo Avis nell'isola, annualmente sono state proposte sempre 4 uscite, una a trimestre, a volte anche una straordinaria a dicembre.
      «I pellestrinotti, hanno sempre risposto in modo splendido - commenta la presidente dell'Avis comunale di Venezia, Orietta Guerrasio - per cui non si capisce questa "economicità". Tanto più che nell'incontro che abbiamo avuto noi gruppi di Avis comunale con l'Avis provinciale, siamo stati esortati a fare di più, poichè nel 2011, a livello di provincia, sono state raccolte 250 sacche di sangue in meno. E poi le perdiamo così. Tra l'altro, nonostante sia stato presentato all'Ulss, con largo anticipo, il calendario per le uscite del 2012, ad oggi non sappiamo ancora se sarà possibile realizzarle o meno. Nel caso di Pellestrina, verremo a perdere oltre 150 sacche di sangue. Perchè?»
      Annalisa Busetto