mercoledì 19 ottobre 2011

«Animali maltrattati» Interviene la Provincia

«Maltrattamenti nei confronti dei cani». Una denuncia, corredata da foto, è stata inoltrata al sindaco, ad assessori comunali e provinciali, al presidente della Provincia, e a molte associazioni ambientaliste, per segnalare i «gravissimi maltrattamenti» a cui vengono sottoposti i cani nella «zona di Pellestrina-Chioggia».
      In buona sintesi, la denunciataria, che ha raccolto a sua volta altre testimonianze, segnala la presenza di cani nelle baracche da pesca, i cosidetti «casoni» sparsi nella zona lagunare compresa tra Pellestrina e Chioggia. «I cani hanno pochissimo spazio a disposizione» scrive «e sono lì da molto tempo. Una delle baracche si trova tra Pellestrina e Cà Roman (baia dei porci), dinnanzi al cimitero di Pellestrina. È raggiungibile soltanto in barca e lontana dalla costa, quindi il cane non può scappare». Ma ciò che più indigna ed impressiona, è ciò che racconta dopo: «quasi ogni baracca ha uno o due cani da guardia, che non hanno mai messo piede a terra, che succede se stanno male? Li buttano in mare e li annegano. Non sono considerati esseri viventi. Danno loro poco da mangiare per renderli più cattivi e più abili alla guardia. Affilano loro i denti perchè mordano meglio».
      Immediata la risposta della Presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, che ha espresso tutto il suo disappunto sulla questione. «Accolgo la segnalazione. È davvero difficile trovare aggettivi per definire questi maltrattamenti nei confronti degli animali. Dalle denunce dei cittadini, siamo di fronte a una sorta di lager, predisposto ad hoc per i cani, utilizzati per la guardia e resi più aggressivi attraverso la denutrizione. Se - continua la Presidente - tutto ciò corrispondesse al vero, mi chiedo, come potremo definire queste persone che sembrano non avere nessuna pietà, nessuna umanità. Chiedo che, una volta accertata la verità dei fatti, si proceda verso questi delinquenti con le pene previste dalla legge, senza alcun sconto. Non possiamo assistere in un territorio civile e solidale come il nostro, a simili barbarie».
      Allibiti dalla portata e dalla pesantezza delle denunce, alcuni pescatori, proprietari dei casoni. «Non ci stiamo a passare per delinquenti. Il cane nei casoni non è una storia di oggi. Ci sono sempre stati. Ben vengano i controlli, per effettuare la veridicità del racconto, che non sempre corrisponde alla verità. È vero che i cani sono lì, ma cibo e acqua ne hanno sempre in abbondanza».