domenica 25 settembre 2011

E in Olanda varata la gasiera "Davino D."

A Pellestrina, come è noto, hanno lasciato debiti di centinaia di milioni di euro, mentre in Olanda i De Poli stanno incrementando la flotta e sono dati in costante espansione, con investimenti economici e progetti. Una medaglia a due facce.
      Ad alimentare l'amarezza delle piccole ditte, in buona parte fornitrici della De Poli, che si erano opposte al concordato preventivo del tribunale, è un recente articolo pubblicato nella rivista marittima internazionale "Ship To Shore". Nel numero 34 del 12 settembre scorso si legge che la società armatrice olandese dei De Poli, la "De Poli Tankers BV" ha da poco acquistato una nave per trasporto prodotti chimici da 14.200 tonnellate di portata del valore di 15 milioni di euro rinominandola "Davino D" proprio in omaggio al patron Davino De Poli, incrementando la loro flotta. Non è un mistero, infatti, che i De Poli abbiano spostato nei Paesi Bassi il cuore del loro business, che almeno all'estero, pare tornato in auge. Non si spiegherebbe diversamente il varo di una nuova nave e il progetto di incrementare la flotta.
      A tenere in mano le redini dell'azienda in Olanda è Chiara De Poli, figlia di Davino, finito nel mirino delle polemiche. «Dopo questi investimenti - scrivono alcune aziende "beffate" - vuol dire che non se la passano certo male dopo aver lasciato a Venezia un buco di euro 236 milioni e affossando decine di aziende, rimaste con il cerino in mano. Non abbiamo visto un euro delle nostre forniture; c'è chi ha dovuto chiudere aziende, lasciare a casa operai che hanno perso il posto di lavoro, oppure mettere sul mercato alcune proprietà per riprendersi da questo disastro e mettere in sesto i bilanci. Mentre gli stessi De Poli in Olanda non lesinano investimenti. È una presa in giro. Purtroppo, però, sapevamo che il concordato preventivo sarebbe andato tutto a vantaggio delle banche e noi, piccole realtà, non avremmo visto un soldo di quanto ci spetta. Queste notizie aggiungono rabbia e sale sulle nostre ferite».
      La De Poli olandese è però di fatto una diversa società giuridica e dunque può tranquillamente operare all'estero.
      Lorenzo Mayer