domenica 28 agosto 2011

Pellestrina divisa in due dal fuoco

 Diecimila metri quadrati di canneti andati in fumo nel giro di poche decine di minuti. E l’isola tagliata in due a causa di un furioso incendio sviluppatosi in un’area demaniale a ridosso dei Murazzi, attorno alle 15.30 di ieri e alimentato dal forte vento.

 Pellestrina ha vissuto ancora attimi di paura, questa volta non dovuti al maltempo ma all’autocombustione che pare essere alla base delle fiamme innescatesi in zona La Mara tra San Pietro in Volta e Portosecco. Un’area demaniale molto ampia tra la laguna e la Strada comunale dei Murazzi, l’unica direttrice che collega gli estremi dell’isola di Pellestrina. Qui si trovano canneti con piante molto alte, sterpaglie e legno abbandonato. Spento l’incendio i pompieri hanno trovato i resti di una discarica abusiva, con materie plastiche, ferrose ed eternit. Per fortuna si tratta di un’area disabitata. Nel primo pomeriggio di ieri si era alzato un forte vento di scirocco, e in tutta quella zona il caldo dei giorni precedenti aveva seccato gran parte delle piante. Condizioni ideali per l’autocombustione. Fatto sta che alle 15.34 un residente ha notato il fumo sollevarsi dalla zona e ha chiamato i vigili del fuoco. Dal Lido sono partite due autobotti che però hanno dovuto superare l’ostacolo del ferry boat tra Alberoni e Santa Maria del Mare prima di raggiungere l’area dell’incendio. Da Chioggia altre squadre di pompieri si sono mosse con le imbarcazioni, mentre un rimorchiatore è giunto sul posto anche dal comando di Santa Marta. Mentre i pompieri lidensi attaccavano le fiamme da terra con l’ausilio del personale della Protezione civile di Pellestrina, i colleghi di Chioggia e Santa Marta facevano altrettanto sul fronte lagunare. Il vento ha però accelerato la combustione, tanto che in pochi minuti le fiamme sono arrivate a scavalcare la strada dei Murazzi incendiando l’erba del montone che porta alla spiaggia. Situazione che ha portato al blocco del traffico e dei mezzi pubblici. Decine di metri di prato e alcuni tamerici sono bruciati anche sul murazzo. Dopo un’ora e mezza le fiamme erano spente, non senza difficoltà, perchè nell’area mancavano idranti, quindi le autobotti dovevano fare la spola con l’abitato di Pellestrina per ricaricarsi d’acqua. «C’è mancato poco che si verificasse un altro disastro», commenta il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello, «a questo punto si pone il problema degli idranti, chiederò al Comune un incontro. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma le conseguenze potevano essere ben diverse».