sabato 8 maggio 2010

Una "Zona 30" al Lido potrebbe salvare molte vite umane


E' passata più di una settimana dalla tragica scomparsa del piccolo
Brahim e, come accaduto per le altre morti da traffico verificatesi a
Lido e Pellestrina, il tempo sta cancellando velocemente le tante
questioni che un evento del genere avrebbe dovuto sollevare nella classe
politica cittadina.

      Nell'apprendere la notizia ho provato come
genitore ed ecologista tanta sofferenza, stupore e rabbia.

     
Sofferenza per l'essermi immedesimato in quella madre che aveva
insegnato al suo bambino a girare in bicicletta. Stupore per il fatto
che quello di Brahim non è il primo incidente mortale che si verifica
nelle due isole, anzi il tasso di mortalità per pedoni e ciclisti è più
alto qui che in terraferma. Ed infine rabbia, tanta rabbia, verso quei
soggetti che con i loro comportamenti, le loro proteste, le loro inerzie
amministrative hanno bloccato l'unica reale soluzione del problema
ovvero la creazione di una “zona residenziale”, a norma di Codice della
Strada, grande quante le due isole.

      Si tratta di un’area in cui
vige il limite di velocità dei 30 Km/h, non è però la segnaletica o la
civiltà dei cittadini (ben poca, a quanto pare) ad indurre velocità
moderate ma le caratteristiche fisiche e geometriche della strada
trasformata (rialzamenti degli incroci, restringimento delle
carreggiate, realizzazione di piste ciclabili, ecc.). Si capovolge
insomma l'ordine di priorità nell’utilizzo del bene pubblico “strada”.
Prima si tutelano gli utenti deboli che, sempre secondo il Codice, sono
pedoni e ciclisti, poi vengono i mezzi pubblici da favorire con corsie
riservate ed infine le automobili private.

      L’istituzione di una
“Zona 30” comporta un netto aumento della sicurezza stradale: passando
dai 50 Km/h ai 30 Km/h si ha una riduzione di oltre la metà dello spazio
di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del
veicolo. Dati che si riferiscono a “Zone 30” attive in Europa (a Mestre
ve ne sono già tre piuttosto ampie) informano che il numero di incidenti
tra veicoli, tra auto e biciclette, tra auto e pedoni si sono ridotti
del 40%, mentre il numero dei feriti si riduce del 70% e questi ultimi
hanno comunque riscontrato lesioni più lievi. La responsabilità per la
scomparsa del bimbo è imputabile perciò non solo a colui che era
materialmente alla guida dell’automobile ma anche a coloro che gli hanno
permesso di raggiungere quella velocità elevata. Il nuovo assessore
alla Mobilità, residente peraltro al Lido, è attento ai valori della
famiglia e della vita? Allora non lasci sfumare invano il ricordo del
piccolo Brahim e porti subito al Sindaco, per la firma, l’ordinanza di
istituzione della nuova zona 30.

      Davide Scano    
     
ecologista