mercoledì 28 gennaio 2009

Gruppo 'Pellestrina c'è!'

Alcune affermazioni degli assessori intervenuti al convegno organizzato dal Comune di Venezia sul
futuro dell’isola di Pellestrina e alcuni articoli della stampa in quest’ultimo periodo ci hanno fatto
comprendere che il modello organizzativo previsto dallo statuto del comune di Venezia non gode
della fiducia da parte degli stessi attuali amministratori del Comune.
La suddivisione del territorio in cinque municipalità ha prodotto cinque fotocopie burocratiche del
Comune di Venezia, con poteri che molto spesso tendono a sovrapporsi o a scontrarsi con quelli
dell’organizzazione centrale e dove i confini delle competenze molto spesso appaiono confusi.
L’isola di Pellestrina ha da sempre dichiarato la propria contrarietà rispetto a questo modello,
ritenendolo eccessivamente penalizzante nei confronti della propria realtà territoriale, che ne
sarebbe uscita sminuita e svilita, con il sacrificio della propria identità e peculiarità. I documenti
che in tal senso l’ultimo consiglio di quartiere aveva prodotto e proposto hanno allora aperto un
dibattito che l’Amministrazione e il Consiglio comunale di Venezia hanno sottovalutato, ritenendo
che la perdita di identità avrebbe potuto essere sacrificata alle esigenze di una più corretta ed
efficiente organizzazione comunale.
A distanza di quattro anni constatiamo che sono gli stessi amministratori del Comune di Venezia a
mettere in discussione quel modello amministrativo.
In questa situazione non possiamo non pretendere che l’isola di Pellestrina venga ascoltata, e che
venga valutata la possibilità di valorizzarne identità e peculiarità.
La valorizzazione di identità e peculiarità non passa per un’ulteriore riduzione del numero di
municipalità, ma per una razionalizzazione delle funzioni e delle strutture delle stesse. E’ inutile
fare cinque microstrutture comunali, se poi non si fanno funzionare o non si attribuiscono deleghe
reali. E’ facile poi dire che non funzionano.
A nostro giudizio, il decentramento non deve essere burocratico, ma funzionale e funzionante, e
rispettoso delle realtà locali.
Prevedere un aumento delle municipalità potrebbe sembrare un’operazione irrealizzabile, se
all’aumento corrispondesse il pari aumento delle strutture burocratiche, per cui ci troveremmo ad
avere 10 o 12 municipalità e 10 o 12 ministrutture burocratiche, che presenterebbero gli stessi difetti
di quelle già esistenti.
Un incremento delle municipalità con una contestuale riduzione delle strutture burocratiche, con
una razionalizzazione e definizione seria e precisa di compiti e funzioni, può rappresentare invece la
vera sfida per l’Amministrazione comunale.

Su questo vogliamo discutere con l’Amministrazione comunale, perché non riteniamo che ancora
una volta i destini dell’isola di Pellestrina vengano decisi senza ascoltarne la voce.
Il proporre l’istituzione di un organismo, che sia rappresentativo dell’isola, sia esso municipalità o
quartiere o altro, è dare voce a una identità e alla sua cultura, per valorizzarne la ricchezza.

     Rossella Favero