mercoledì 21 gennaio 2009

De Poli, via libera delle banche al prestito

Unicredit e Montepaschi garantiscono il finanziamento che permetterà al cantiere di continuare l’attività per tutto il 2009

 

Per la De Poli la fine del tunnel è ancora distante, ma l’attesa di una soluzione a breve termine è finita, e in modo positivo. Le banche Unicredit e Monte dei Paschi di Siena hanno confermato che erogheranno all’azienda di Pellestrina nel minor tempo possibile un prestito che consentirà alla De Poli di proseguire l’attività di cantieristica per tutto il 2009. La notizia non è ancora stata confermata dalla famiglia De Poli, ma fonti molto vicine all’azienda affermano che l’ok degli istituti di credito è effettivamente arrivato nella giornata di ieri.
      Ora si tratta di capire quanto lunghi saranno i tempi tecnici necessari a far partire il finanziamento, del quale non sono ancora noti gli importi chiesti dall’azienda. Non è altresì possibile sapere come e quando avverrà la ripresa dell’attività cantieristica nello stabilimento di Pellestrina, fermo rertando che lo scopo del prestito delle banche è consentire all’azienda di continuare la produzione fino al completamento delle tre navi attualmente in linea e con l’auspicio che la crisi si concluda nel più breve tempo possibile.
      Tra i dipendenti, intanto, rimane la paura di perdere il posto di lavoro e la fonte di sostentamento per le loro famiglie.
      «Indubbiamente - avevano detto alcuni lavoratori qualche giorno fa - dovremo iniziare a guardarci in giro. Per i giovani, forse i problemi sono minori, perché hanno più possibilità di rimettersi in gioco, ma ci sono anche persone con 30 ed oltre anni di lavoro, a cui mancava poco per andare in pensione. Che faranno questi?».
      C’è anche chi si augura che, con l’arrivo dei finanziamenti bancari l’azienda possa pagare lo stipendio di dicembre e la tredicesima, rimaste congelate allo scoppio della crisi.
      Davino De Poli, 74 anni, proprio dalle pagine del Gazzettino ha assicurato che combatterà fino all’ultimo per difendere il cantiere e i suoi lavoratori: «Sono qui pronto a combattere e non mando all’aria i sacrifici di una vita. Ho sentito tante storie, e anche molte calunnie, che rispedisco al mittente».
      Sul fronte sindacale, il clima resta comunque rovente, con la Cgil che intende vederci chiaro e intanto si rifiuta di firmare l’accordo della cassa integrazione prima di conoscere un piano sul futuro dell’azienda. Domani, intanto, nella sede mestrina della Provincia, si terrà l’incontro con l’Ispettorato del Lavoro e il commissario liquidatore del cantiere, Giancarlo Galazzo.
      M.F.