giovedì 22 gennaio 2009

De Poli, i lavoratori rifiutano la cassa integrazione

Nel frattempo la direzione aziendale, dopo l’incontro di ieri con i sindacati, afferma che tutti gli operai del cantiere navale verranno regolarmente riassorbiti

 

(L.M.) Gli operai dei cantieri navali De Poli di Pellestrina rifiutano la messa in cassa integrazione. È stata una fumata nera, quella arrivata dall’incontro di ieri tra azienda e sindacati che non hanno sottoscritto l’accordo per la messa in cassa integrazione degli operai, nonostante le banche, nella giornata di martedì, abbiano fatto intravedere spiragli positivi per il salvataggio del cantiere. «L’azienda è priva di un progetto industriale - dice Giorgio Molin della Fiom-Cgil in un comunicato - non c’è futuro per i lavoratori, la richiesta di Cigs è per cessata attività. Non si può chiedere al sindacato di condividere la chiusura dell’azienda e di sostenerla con un accordo. L’azienda si è dichiarata non in grado di pagare i dipendenti».
      Ora la palla, così come previsto dalla legge, passa al ministero che da Roma dovrà valutare la situazione. Diversa la posizione dell’azienda. «I sindacati si sono rifiutati di sottoscrivere l’accordo, nonostante ci sia stata la disponibilità da parte dell’azienda di riprendere l’attività produttiva e di conseguenza di reintegrare al lavoro, in tempi brevi, tutti gli operai ora in cassa integrazione. Nessuno rimarrà senza lavoro ma ci vogliono i tempi previsti dalle normative. Una società in liquidazione, infatti, ha tempi precisi che stabiliscono delle priorità. I primi ad essere saldati devono essere i creditori principali, quindi deve avvenire l’acquisto per il materiale delle tre navi in costruzione, e di conseguenza il reintegro a scaglioni per tutti i lavoratori. Perciò è necessario del tempo». Secondo la De Poli la cassa integrazione sarebbe durata, qualora fosse stata sottoscritta ieri, meno di due mesi e mezzo. «La firma dell’accordo - riprendono dalla De Poli - avrebbe comportato che immediatamente i lavoratori avrebbero percepito il mese di dicembre e la tredicesima così come maturato nel corso del 2008, e poi avrebbero avuto, se non al 100 per cento, l’80 per cento di stipendio per gennaio e febbraio». «C’è la volontà - ha detto Davide De Poli - di reintegrare al lavoro, seppure a scaglioni tutti gli operai. Ma entro breve il cantiere tornerà ad operare per cui anche chi sarà chiamato più tardi non dovrà stare in cassa integrazione più di due mesi e mezzo».