giovedì 18 dicembre 2008

Lavoratori preoccupati: «Temiamo per il futuro»

Al cantiere navale De Poli gli operai si sono riuniti in assemblea con il segretario della Fiom Molin. Due consiglieri regionali del Pd chiedono un vertice

 

Nuova assemblea sindacale in Cantiere De Poli ieri mattina, per fare il punto sulla situazione emersa nell'incontro avvenuto due giorni fa nella sede di Confindustria tra la Fiom-Cgil, le Rsu aziendali e la direzione dell'azienda. Presente il segretario Giorgio Molin, che ha riferito ai presenti, praticamente tutti gli operai, quanto accaduto il giorno prima. Nessuna novità quindi, se non lo sconforto e la messa a fuoco della situazione, che molti di loro pensano irreversibile. «Non c'è futuro per il cantiere - lo dicono a denti stretti - ma alla luce dei fatti avvenuti e delle motivazioni portate dal vertice dell'azienda, questo appare chiaro». E il dito è puntato proprio su coloro che «dovevano in qualche modo presentarci un piano di ripresa e che invece hanno adottato argomentazioni deboli, banali e confuse per spiegare il perché il cantiere è arrivato a questo punto». «Sul rallentamento della concessione dei prestiti, non possiamo dire nulla, non ne abbiamo la competenza - commenta qualcuno - ma scaricare colpe sulle istituzioni veneziane, Comune e Magistrato alle Acque, colpevoli secondo loro, di averci ridotto gli spazi di lavorazione, ci sembra proprio demenziale. Il disegno del futuro secondo noi è già fatto, e non prevede il cantiere di Pellestrina ».

Il problema della riduzione degli spazi di lavorazione del cantiere, praticamente lo spazio acqueo adiacente allo stesso, in un'area compresa in 1483 metri quadri e 52 lineari, posizionato a ridosso di una banchina civile e di un luogo indicato nei mappali come verde pubblico, ha a che fare con il contenzioso decennale che esiste tra la proprietà e il vicinato. Imputato numero uno, il rumore, continuo, assordante, che gli abitanti della zona denunciavano. Proprio a novembre, il sindaco emise un'ordinanza per il blocco, per 90 giorni, di tutte le lavorazioni, decaduta dopo pochi giorni, per il ricorso della proprietà. Analoga situazione era accaduta la scorsa estate con il Magistrato alle Acque.

Nel frattempo i consiglieri regionali del Pd, Andrea Causin e Lucio Tiozzo, chiedono alla Regione la convocazione urgente di un vertice. «I cantieri De Poli - dichiarano Causin e Tiozzo - sono una realtà imprenditoriale di primaria importanza per il Veneziano e il Veneto. Guardiamo con preoccupazione al futuro degli occupati che, in caso di chiusura di questa industria navale, potrebbero incontrare notevoli difficoltà nel ricollocarsi nel mercato del lavoro, E' quindi indispensabile che la Regione Veneto intervenga per risolvere la crisi in atto».

Annalisa Busetto