mercoledì 19 marzo 2008

Via libera al villaggio per gli operai del Mose

A S.Maria del Mare 500 posti

 

(m.f.) Via libera, tra qualche polemica, della Commissione di salvaguardia al villaggio operaio di Santa Maria del Mare che dovrà ospitare 4-500 lavoratori addetti alla fabbricazione dei cassoni per il sistema Mose.

Si tratta di un progetto fermato nel febbraio 2007 dalla Soprintendenza, la quale aveva giustificato il suo stop con la persistenza di quattro vincoli paesaggistici che insistono sull'area, che poi è la stessa sulla quale è stata realizzata la gigantesca piattaforma in cemento tra la spiaggia e il mare , a ridosso della diga sud del porto di Malamocco.

Nel corso dello scorso anno si era parlato di possibili alternative al sito di Santa Maria del Mare , a cominciare da una nave passeggeri o un traghetto affittato per tutto il periodo necessario oppure la realizzazione del villaggio nell'area delle colonie degli Alberoni.

Tutto è rimasto in silenzio fino a giovedì scorso, quando nella riunione di sottocommissione, preparatoria a ciò che discuterà la commissione plenaria, è arrivato un supplemento d'istruttoria.

La vista di quelle poche pagine che in pratica sostenevano che l'unica soluzione possibile era quella iniziale, prevista dal Magistrato alle Acque alcuni commissari sono trasaliti, poiché mancava totalmente la valutazione delle alternative.

Lunedì sera è poi arrivato nella segretaria della Commissione di salvaguardia una lettera della Soprintendenza con la quale si faceva marcia indietro rispetto alla posizione decisa un anno prima. Il tutto senza dare motivazioni, se non per il fatto che "il Magistrato alle acque ha dichiarato il 18/2/2008 che non sono state trovate alternative" al sito inizialmente proposto. Oltre a questa premessa c'era anche la prescrizione di realizzare tutte le opere in "semplice sovrapposizione" garantendo il totale ripristino dei luoghi.

In tre (che poi hanno votato contro il parere) hanno chiesto che venisse scritta a verbale la mancanza della relazione paesaggistica (che al comune cittadino viene chiesta anche per l'installazione di una canna fumaria ) per verificare la compatibilità con luoghi e vincoli. È stato messo a verbale anche la mancanza di garanzie di ripristino dei luoghi e il fatto che la semplice "sovrapposizione" dei prefabbricati rischiava di essere una farsa.

Un villaggio di 4-500 persone richiede infatti i servizi di un piccolo paese, con le fognature interrate, i sottoservizi, la corrente elettrica e ogni altra necessaria a condurre una vita normale.