domenica 17 dicembre 2006

Pellestrina punta tutto sui giovani e recrimina per la graduatoria


Una tranquilla salvezza per suggellare i sacrifici dispensati per valorizzare i giovani isolani. A inseguire la missione è l'Us Pellestrina
, compagine militante nel girone I di Seconda categoria sotto la guida
di Marino Scarpa, al suo primo anno sulla panchina della prima squadra.
"Ho a disposizione una rosa molto giovane, i più anziani hanno 28 anni
ma la maggior parte del gruppo è composto da diciottenni-ventenni che
principalmente difettano sul piano dell'esperienza, inferiore a quella
di tanti altri team".

Al momento in classifica il Pellestrina
conta 14 punti con i quali condivide la penultima posizione a +8 sulla
Murialdina e alla pari con Santangiolese e Mellaredo. "La nostra
posizione non dice la verità sul reale valore dei miei giovani, né
rende loro il giusto merito. Il nostro problema più evidente è che
facciamo molta fatica a concretizzare in termini di gol: quando abbiamo
vissuto la giornata giusta ne abbiamo rifilati tre al Vigonza secondo
in graduatoria, e 4 al Corte sul suo campo. Diciamo che quando andiamo
in rete lo facciamo anche in maniera spettacolare, purtroppo dobbiamo a
tutti i costi imparare a non sprecare i gol di rapina, a non far regali
con le cosiddette palle sporche".

Nel girone I il Pellestrina
, assieme al Mellaredo, è l'unica formazione veneziana tra tante
padovane. Come giudica mister Scarpa il livello del raggruppamento?
"Onestamente tre anni fa si incontravano squadre più toste, ora il
livello mi pare inferiore e in generale non vedo chi possa essere in
grado di ammazzare il campionato. Anche nella lotta per rimanere in
Seconda sono coinvolte tante squadre (ben nove sono quelle raccolte in
un fazzoletto di 4 punti, ndr) e anche per questo non ci fasciamo la
testa prima di essercela rotta. Sono convinto che i miei giocatori
abbiano tutto per farsi rispettare e regalarsi una salvezza evitando i
playout".

L'Us Pellestrina
, presieduto da Teresino Vianello, da un paio di stagioni è rimasto
"orfano" dei cugini del S.Pietro in Volta: oltre a ciò, come è cambiato
rispetto al passato il rapporto tra il calcio e l'isola? "Beh, il
rapporto da un certo punto di vista è sempre il medesimo, nel senso che
la nostra società è in sostanza l'unico riferimento per i ragazzi
dell'isola. Quasi tutti cominciano ben presto a giocare, non a caso
copriamo tutte le categorie giovanili con oltre cento calciatori di
tutte le età. Un sacrificio non da poco, perché le finanze sono quello
che sono, e soprattutto a pesare enormemente sulle casse societarie
sono le spese logistiche. Ogni trasferta costa attorno ai 250 euro, se
si pensa che ogni settimana almeno tre delle nostre squadre devono
spostarsi in terraferma i conti sono facili da fare".

In questa situazione è difficile pensare a una prima squadra del Pellestrina
in lizza per salire di categoria. "Diciamo che non ci pensiamo, la
nostra è una funzione sociale che viene prima di tutto. Pensiamo a far
divertire i bambini e i ragazzi, a costruire e a mettere in mostra
magari qualche buon giocatore".