mercoledì 11 luglio 2018

Pellestrina, la duna che supera i Murazzi

Erosione e accumuli che ostruiscono il passaggio. L’ex presidente della Municipalità Vianello: «Bisogna intervenire»
 
La spiaggia libera di Pellestrina rimane un rebus. Tra settori scomparsi per colpa dell’erosione, accumuli di sabbia che superano perfino il murazzo, rifiuti portati dal mare e accessi che tali non sono visto che per anziani e disabili raggiungere la riva del mare è praticamente impossibile, il quadro è preoccupante.

Per destare un po’ gli animi si è mosso pure Giorgio Vianello, ex presidente della Municipalità, residente sull’isola e battagliero come sempre. Ha scritto una lettera a Regione e Comune, allegando foto che chiariscono i motivi della protesta e ora attende risposte. «I problemi sono molti, anzi troppi», afferma Vianello, «e parto dalla situazione incredibile dell’accesso al mare di fronte l’abitato di San Pietro in Volta. La sabbia accumulata dal vento ha creato una vera montagna proprio tra il murazzo e il mare. Talmente alta che supera l’altezza stessa della difesa a mare costruita dopo l’alluvione del 1966, e con il vento quella sabbia ricade dall’altro lato dove c’è la strada comunale che collega le frazioni di Pellestrina, e nei giardini delle case. Senza contare che il camminamento sul murazzo è inutilizzabile in più punti, e anche una persona senza problemi di mobilità ha i suoi grattacapi per superare quella montagna inusuale in riva al mare». Le foto non lasciano dubbi, e in passato su argomenti simili legati alla fruibilità della spiaggia di Pellestrina si erano mossi anche l’attuale presidente del decentramento Danny Carella e il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta. Tant’è che la situazione nel frattempo è peggiorata, e se da un lato i residenti si sono impegnati a più riprese per pulire dai rovi il camminamento dei murazzi, dall’altro la sabbia crea problemi di non poco conto. Verrebbe quasi da dire che, per fare il ripascimento dell’arenile dove l’erosione si è mangiata la spiaggia, basterebbe in certi punti solo spianare questi colossali accumuli di sabbia segnalati da Vianello. «Un anno fa, il località Ogni Santi, l’ex Magistrato alle Acque è pure intervenuto per opere di ripascimento», aggiunge Vianello, «ma dopo nemmeno otto mesi dai lavori, e con la spesa di un milione di euro, si è tornati punto e accapo. Purtroppo chi sull’isola di mare ne capisce qualcosa, non è mai stato ascoltato. E tra le opere da aggiungere per risolvere questi problemi ci sarebbe la diga soffolta (sommersa e parallela all’arenile, ndr), che in certi punti dovrebbe anche essere più alta di quanto fatto al Lido, questo
soprattutto per impedire alla sabbia di “sfuggire” venendo portata al largo dal mare. Bisogna poi ripiantare tutti quei tamerici che sono morti nel tempo, perché hanno un ruolo prezioso sul retro della spiaggia. A questo va aggiunta la pulizia costante dell’arenile».