venerdì 5 agosto 2016

In mille al Santuario per la messa solenne dell’Apparizione

A Pellestrina il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin Moraglia e Tessarollo ricordano l’importanza degli umili 
 
La messa anticipata dalle 11 alle 10 in modo da garantire l’ombra sul piazzale del Santuario e un’accurata regia da parte degli organizzatori ecclesiastici ha permesso a un migliaio di persone - circa 500 persone sulle sedie distribuite sul sagrato e quasi altrettante hanno assistito in piedi - di rimanere fresche all'ombra della chiesa.
La celebrazione di ieri mattina presieduta dal segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, assistito dal patriarcaa Francesco Moraglia e dal vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo, è stato il clou dei festeggiamenti per il trecentesimo anniversario dell'Apparizione della Madonna. Una celebrazione che ha coinvolto tutta l'isola, quasi famiglia per famiglia, con le strade, le cancellate, i cortili adorni di fiocchi, nastri e festoni.
Nessun incidente, nessun malore, a “turbare” la cerimonia alla quale hanno preso parte le autorità civili (compreso il sindaco Brugnaro), militari e, ovviamente, religiose, dell'isola e della Diocesi arrivate, per la maggior parte, con il corteo di barche che ha preso il via da Chioggia. Moraglia ha ricordato la leggenda dell'Apparizione e il suo significato nel contesto storico di oltre due secoli fa, ma che ha anche sottolineato la necessità, oggi, di evitare scontri tra culture e religioni. Al termine della Messa molti sono rimasti per stringere la mano, porgere un augurio, ottenere una benedizione dai prelati presenti, in particolare dal patriarca Moraglia e dal segretario di Stato Parolin che volentieri si sono trattenuti a incontrare i fedeli, prima del pranzo che si è svolto alla trattoria “da Celeste”.
Si è ricordato l’importanza degli umili. La Madonna scelse di apparire a un ragazzo, Natalino Scarpa, chiamato “Il Muto”, di umili origini.
Il 4 agosto 1716 il quattordicenne Natalino venne chiamato in disparte, mentre camminava per strada, da una donna anziana che lo pregò di correre subito dal parroco perché questi avviasse una serie di funzioni per le anime del purgatorio: solo così, infatti, la Repubblica di Venezia e i suoi alleati avrebbero potuto sconfiggere la minaccia ottomana. Una prospettiva che in breve tempo si verificò, sia per terra che per mare, aprendo per la capitale lagunare un periodo di pace, mentre intanto un processo canonico al giovane stabiliva ufficialmente che quell’incontro fortuito, in effetti rivelatosi tanto provvidenziale, altro non era stato se non un’apparizione miracolosa della Vergine Maria.
«L’amore di Maria si fa più evidente lì dove ci sono difficoltà, ostacoli da superare» ha commentato il patriarca Moraglia.
«È una storia, un esempio di fede che ci hanno raccontato sin da bambine e che amiamo rievocare» commentano due pensionate, amiche da una vita. «E quello di oggi è un momento di grande gioia per tutto il paese di Pellestrina. Di una settimana di iniziative religiose, culturali, sportive e culinarie questa messa è senz’altro il punto più alto di una ricorrenza che unisce l’intera comunità».
Parole di conferma rispetto alla sensazione che sorgeva immediata nell’assistere alla cerimonia e nell’osservare le vie del centro urbano. Centinaia di residenti (e non solo) di ogni età, anziani, adulti e bambini accomodati sulle sedie sistemate in piazza o in piedi sulla strada e sulla fondamenta lungolaguna, di fronte all’altare posto sul sagrato del Santuario della Madonna dell’Apparizione, una trentina
di sacerdoti attorno al cardinale Parolin, circa cinquanta elementi nel coro, e tutto intorno, su lampioni, finestre e terrazze, fili stesi a far sventolare nastrini colorati, con predominanza di bianco e azzurro. Diego Degan
Flavio Lapiccirella