mercoledì 29 giugno 2016

Intossicazione, ispettori dell’Asl in ristorante

Prelevati campioni dalle cucine dopo che nove persone erano finite al Pronto soccorso 

 Il personale ispettivo del Dipartimento di prevenzione dell’Asl 12 ha già effettuato un controllo nei locali del ristorante «Ai Pescatori» di Pellestrina, dove si era recata, sabato scorso, una comitiva di chioggiotti alcuni dei quali, nove, il giorno dopo, erano finiti al pronto soccorso per una «verosimile tossinfezione alimentare», come riporta il referto medico.
I sanitari hanno prelevato dei campioni nelle cucine del ristorante e verificato il rispetto delle norme igieniche, sia per quanto riguarda la preparazione che la conservazione dei cibi. Il risultato dell’ispezione, e delle analisi in particolare, non è ancora noto perché il procedimento è ancora in corso e, comunque, i risultati dei campionamenti nel ristorante andranno incrociati con quelli dei prelievi eseguiti sui pazienti, alla ricerca di una eventuale corrispondenza di agenti patogeni. Il controllo è scattato, in automatico, dopo che nove persone, sulle 19 di cui era composto il gruppo di amici, nella serata di domenica, si sono presentate al Pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia lamentando dolori addominali, febbre, vomito e diarrea. Tre di loro, lunedì mattina, erano ancora in osservazione ma sono stati, poi, dimessi senza particolari problemi. I nove intossicati hanno riferito il nome del ristorante in cui si erano recati a cena e hanno anche indicato quale delle portate, secondo loro, ne era stata la causa, ovvero le uova di seppia che avevano «un odore strano». Sulla base della segnalazione di questi nove pazienti, l’Asl 14 ha avvertito i colleghi della Asl 12 che hanno provveduto all’ispezione. Il titolare del ristorante, Domenico Gavagnin, ritiene che il suo locale non abbia alcune responsabilità del malessere dei chioggiotti. «Abbiamo servito 250 coperti, quella sera» dice «qualcun altro avrà mangiato uova di seppia, ma solo loro hanno lamentato disturbi. E poi bisogna
vedere cosa hanno mangiato o bevuto altrove quel giorno o il giorno dopo. In trent’anni di lavoro solo un’altra volta dei clienti si erano lamentati di qualcosa di simile ma, dopo i controlli, è risultato che la causa del loro malessere era un’altra. E ci hanno chiesto scusa».(d.deg.)