venerdì 22 maggio 2015

Tromba marina paura a Pellestrina e lungo il litorale

Un vortice in cielo ieri pomeriggio ha fatto temere il ripetersi della tragedia di tre anni fa. Per fortuna si è scaricata al largo

 Occhi puntati al largo tutto il pomeriggio di ieri dalle spiagge di Pellestrina, Cavallino-Treporti, fino al Lido ed a Chioggia. Un vortice nero che risucchiava il mare verso il cielo ha compiuto la sua danza minacciosa al largo dell'Adriatico rimanendo per fortuna lontano dalla costa.
Nonostante alla fine sia risultato innocuo con l'imponenza della colonna nera sullo skyline non ha certo mancato di impensierire i residenti delle isole e della terraferma che delimitano le bocche di porto lagunari fin da quando dopo le 14, al largo di Pellestrina, testimoni oculari hanno riferito di aver visto nascere il fenomeno dal nulla seminando la paura che si dirigesse verso l'isola veneziana. La tromba marina è stata avvistata in lontananza anche dai surfisti nostrani che sono usciti con le loro tavole all’Irom Beach di Marghera: ciò non ha impedito loro di affrontare le onde.
Un fenomeno simile a un ciclone estivo marino che è stato avvistato nitidamente anche da Saccagnana e da Ca' Vio nel corso del pomeriggio in cui ha compiuto numerose rivoluzioni avanti ed indietro seguendo i venti della perturbazione che è stata ben visibile per più di due ore.
Per fortuna pare in tutti i movimenti del suo balletto inquietante la disastrosa forza della natura non abbia lambito la costa, ma si sia scaricato in alto mare dopo aver raggiunto anche lo specchio di mare al largo dell'abitato di Chioggia. Un fenomeno che a molti ha richiamato alla memoria la tromba marina che nel giugno del 2012 seminò il terrore e la devastazione entrando in laguna e lasciando dietro di sé milioni di euro di danni dalle isole alla terraferma. Questi fenomeni originati dall'incontro-scontro delle masse di aria calda con le correnti più fredde sono sempre più frequenti
tanto che fra gli esperti dell'ecosistema lagunare si parla di straordinaria incidenza negli ultimi anni facendo pensare a somiglianze con climi più equatoriali. Francesco Macaluso